9 Settembre 2022

Ludogorets-Roma, l’analisi tattica: attacco impreciso e letture difensive sbagliate

Foto Tedeschi

Esiste una legge non scritta nel calcio che “sconfitta chiama sconfitta” e la Roma, notoriamente volta al masochista, non si sottrae a tale situazione lasciando 3 punti all’esordio in Europa League. Il risultato apre un piccolo momento di crisi che andrà quanto prima sanato, attraverso l’assunzione di responsabilità da parte di Staff Tecnico e gruppo Squadra, quanto mai opportuno visto l’inizio di stagione che se fino a due gare era convincente solo nei risultati, ora rischia la perdita del filo diretto tra consapevolezza e qualità del calcio giocato.

Moduli e sviluppi di gioco

Mourinho conferma anche in Europa League il suo 3-4-2-1, attingendo dalla profondità della rosa e operando rotazioni quanto mai opportune. Tra i pali fa il suo esordio Svilar, con Smalling centrale e Mancini, Ibanez braccetti consueti, mentre sulle corsie esterne sono Celik e Zalewski i titolari di giornata. In mediana Cristante e Matic, la coppia di peso, base del quadrilatero dove Dybala e Pellegrini completano le geometrie, con Belotti terminale offensivo. Per Simundza un 4-5-1 molto pratico e compatto al centro, con Cicinho, Verdon, Witry, Nedyalkov, davanti a Padt e con Pyotrowski in regia. Cauly e Cafumana mezzali, Tekpetey e Despodov punte esterne a supporto di Thiago.

Primo tempo in controllo ma senza effetti sul risultato

La gara segue da subito un copione prevedibile, con i giallorossi che fanno valere il proprio valore oggettivo rispetto agli avversari, che accetta l’inferiorità tecnica scegliendo una fase difensiva compatta, attraverso la quale riconquistare paĺla ed appoggiarsi su Thiago dopo la transizione, o innescare le punte esterne guizzanti ed intense. Nonostante una supremazia territoriale e percentuali marcate di possesso palla, l’indice di pericolosità di Belotti, spesso isolato dal tirarsi fuori di Pellegrini, Dybala e della squadra in generale sfocia in appena 3 situazioni favorevoli, dove l’imprecisione e le scelte finiscono per vanificare tutto, anche per via dello stato del terreno di gioco. Un campo decisamente scadente come palcoscenico di gara europea, che impedisce spesso di alzare i ritmi ed avere una circolazione ottimale, agevolando ulteriormente la fase difensiva dei bulgari che pungono in due occasioni che si rivelano presagio di quanto andrà ad accadere nell’ultimo quarto di gara, dove alcune sbavature del terzetto difensivo si riveleranno fatali.

Ripresa interlocutoria che si anima nell’ultimo quarto di gara

Si riparte con gli stessi 22 e fino alla prima ora di gioco i valori in campo lasciano iniziativa ai giallorossi, attesa del momento propizio per gli uomini di Simundza, che lavorano su densità e chiusura delle linee di passaggio, più che di un pressing aggressivo e organizzato. I primi due cambi sono di Mourinho, con Spinazzola e Shomurodov che rilevano Celik e Belotti. La spinta e supremazia velleitarie, rotte dai break e transizioni bulgare, cominciano a dare sentore di certi scenari nefasti che alle latitudini giallorosse trovano spesso cittadinanza e da una cattiva lettura dei movimenti avversari di Smalling e Mancini nasce a sorpresa il vantaggio di Cauly, che li manda a vuoto incuneandosi alle spalle dei mediani giallorossi e battendo a rete per il vantaggio dei suoi. Volpato, Bove, Camara per Mancini, Cristante, Matic, è la risposta di Mourinho allo svantaggio, con un 4-3-3 che crea i presupposti offensivi migliori, con Shomurodov che trova modo di valorizzare il suo ingresso e la giustezza delle mosse del tecnico. Se il pari può fare sembrare la classica gara in cui dopo avere faticato e recuperato possa avvenire anche il sorpasso, è la troppa supponenza che porta a sottovalutare le fiammate improvvise del neoentrato Nonato e il nuovo sorpasso è servito, con il rammarico di dovere evitare nel percorso verso la qualificazione alle fasi finali, ulteriori passi falsi che finirebbero per compromettere il posizionamento migliore.

Maurizio Rafaiani

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3 commenti

  1. just papa max ha detto:

    d’accordissimo con questa analisi tecnica ..

  2. fabrizio ha detto:

    ridicoli. Mourinho è l’anticalcio. Lenti, macchinosi e un mercato che ha visto esultare molti all’arrivo di Matci e partenza di Veretout…ridicoli. Prendiamo un altro tecnico per favore. Ranieri, Pochettino, Zidane. Ce ne sono di meglio in giro. Persino Baldini è migliore di Mourinho.

  3. Romanibus ha detto:

    Mancini e’ troppo lento per fare il centrale, meglio giocare a 4 in difesa, uno fra Matic e Cristante non può giocare, meglio un centrocampista dinamico come Bove o Camara, Dybala o Zaniolo devono giocare avanti, Pellegrini è solo un discreto giocatore ma deve stare a centrocampo ed eventualmente fare l’incursore ( in questo è molto bravo ). L’inizio azione deve essere più veloce ed i passaggi devono essere fatti avanti e non indietro. Celik è molto meglio di Karsdorp. Attuato ciò forse la Roma potrebbe giocare meglio