SIBILIA INTERVISTA LND – Cosimo Sibilia, presidente della Lega Nazionale Dilettanti e vice presidente Federcalcio, ha rilasciato un’intervista a Leggo. Il numero uno della LND ha parlato della situazione difficile che molti club dilettantistici si troveranno a dover affrontare una volta terminata l’emergenza coronavirus. Ecco le sue parole.

L’intervista a Sibilia

Il coronavirus è avversario difficile da battere, ma un altro virus, quello della crisi economica, rischia di abbattere le società di calcio dilettantistiche.
«Rischiamo di perdere il 30 per cento delle nostre società in Italia; fate un po’ voi i conti: significa circa tremila club e circa seimila squadre di varie categorie. Sono numeri pazzeschi che non potremo sopportare».

Il Governo si è mosso: 400 milioni subito per lo sport italiano.
«Un’ottima cosa, ma il subito deve significare subito, non poi».

Ma non è solo una questione economico-sportiva: il calcio dei dilettanti è una delle colonne del nostro mondo sociale.
«È uno dei grandi aggregatori della nostra nazione, qualcosa di cui non si può fare a meno, oltre a essere uno sport sano e che aiuta a vivere meglio».

Numeri così drammatici stridono al confronto della guerra dei ricchi che si è scatenata per gli stipendi in serie A.
«Vero, ma mi sembra che la Juventus abbia dato un segnale positivo, un bell’esempio. Al netto delle polemiche, se non ci sarà prestazione, una soluzione dovrà essere trovata con i calciatori professionisti».

E il calcio dei dilettanti? Davvero in 45 giorni si può concludere la stagione?
«Se si riparte sì. Noi lasciamo al grande calcio la possibilità di portare i campionati fino ad agosto; nel nostro mondo siamo abituati a concludere tutto il 30 giugno. Ma è chiaro che noi riprenderemo i campionati solo se avremo dal Governo e dell’ISS tutte le garanzie per farlo, nel pieno rispetto delle regole».