28 Settembre 2022

Social Football Summit all’Olimpico. De Rossi: “A volte mi pesava andare a Coverciano”, e poi svela: “Nainggolan? Stavamo per prendere un altro”(FOTO e VIDEO)

Foto Romanews.eu

Allo Stadio Olimpico va in scena il Social Football Summit, evento dedicato all’Innovazione nella Football Industry. In questa seconda giornata protagonisti assoluti la FIGC e le Nazionali. In mattinata previsto il panel “90 minuti di innovazione nel calcio”, con la partecipazione, tra gli altri, del CT Azzurro Roberto Mancini e Daniele De Rossi. Proprio l’ex capitano della Roma è arrivato verso mezzogiorno all’impianto, su un monopattino.

Gianluca Rocchi, intervenuto poco prima di DDR e Mancini, ha detto la sua sull’introduzione della tecnologia e ha raccontato un episodio in area durante il derby 17/18: “Mi ero perso un rigore, Lì ho capito quanto la tecnologia mi avrebbe cambiato la vita. Mi innervosisce quando sento dire che gli arbitri sono contrari alla tecnologia”.

Daniele De Rossi prende poi la parola, soffermandosi su più aspetti. Dai social: “i. Quando sono arrivato in prima squadra si mandavano le foto in MMS e sembrava già tantissimo. Rimpiango quel momento, se dimentico il telefono torno a casa mentre prima vivevamo più sereni”. Poi svela un aneddoto di mercato: “Tanti anni fa stavamo per comprare alla Roma un calciatore e io ne volevo un altro che era Nainggolan. Il belga aveva dati maggiori ma non aveva niente a che vedere con Radja. I dati sono importanti ma non bastano”. Ed infine i giovani in Nazionale: “Probabilmente c’è un impoverimento. C’è meno materia prima ma qualcosa c’è.”.

Dallo Stadio Olimpico
Giacomo Emanuele Di Giulio

Il live

Ore 13.01 – Il CT Mancini chiude così la conferenza

“Il nostro obiettivo è il mondiale in America che vogliamo provare a vincere”

Ore 12.59 – Hai fatto parte di una generazione dove tu, Buffon e Totti siete stati titolari fin da giovanissimi come molti altri. Ora, da fratello maggiore, come vedi la situazione Italia? Si può fare qualcosa per cambiare la situazione?


“Probabilmente c’è un impoverimento. Si vive meno con il pallone in mezzo ai piedi o in spiaggia come facevo io ad Ostia, Come in un allenamento se tocchi la palla 1000 volte migliori molto ed ora si fa meno. C’è meno materia prima ma qualcosa c’è. Abbiamo trovato 4-5 giocatori che non conoscevo dall’Under. Se si ha coraggio, i giovani ci sono e gli consiglio di giocare. Vedo tanti ragazzi che rimangono aggrappati alle squadre di appartenenza ma dovrebbero trovare la loro strada. Mancini, da Zaniolo in giù, ha dimostrato di saper guardare tutti. Il materiale c’è ma va aiutato a vedere e a farli uscire fuori.”

13:00

De Rossi su Raspadori — “Giacomo ti rende felice quando lo vedi. Lui è un ragazzo che poteva giocare negli anni 70-80. Sei felice a vedere ragazzi che fanno questo percorso come me in passato. Con Lippi eravamo in 2 dall’Under 21 ma gli altri avevano poco spazio. Mancini ha lanciato già 10 ragazzi che nel contesto giusto trovano spazio”

Ore 12.54 – Com’è questo gruppo Italia? Hai rifiutato alcune proposte per rimanere nello staff ricordando che sei, insieme a Zoff, l’unico ad aver vinto Mondiale ed Europeo…


“Anche Oriali lo ha fatto se no si arrabbia. Questo gruppo, prima dei risultati, è rinato dalle proprie ceneri che erano anche le mie come in Italia-Svezia. La sensazione è che si possa ripetere perchè post-Europeo è cambiato davvero poco. Il rapporto creato da Mancini con il gruppo è di cordialità ed il rispetto. Ho avuto tanti allenatori molto bravi in Nazionale ma ci sono state volte che mi pesava andare a Coverciano. Ora è tornato un piacere per tutti vestire una maglia importante e stare quotidianamente a Coverciano. Durante l’Europeo 50 giorni senza vedere nessuno per il Covid ed è stato pesante ma se fossero serviti saremmo rimasti altri 10 giorni.”

Prosegue DDR – I big data e i numeri, sono strumenti utili per il futuro allenatore De Rossi?

“Fondamentale, non se ne può fare a meno. La raccolta dei dati e la match analyst è fondamentale. L’occhio è importante ma non basta più. La vecchia scuola pensa così ma i dati aiutano tanto. Tanti anni fa stavamo per comprare alla Roma un calciatore e io ne volevo un altro che era Nainggolan. Il belga aveva dati maggiori ma non aveva niente a che vedere con Radja. Lì poi però va vista la squadra dove gioca e l’allenatore. I dati sono importanti ma non bastano”.

Ore 12.45 – De Rossi e il rapporto con i social

“Un giorno sotto casa ho trovato uno che ha detto, grazie delle parole su Kobe Bryant, ma io non avevo detto niente. Per mettere fine alla diffusione di profili fake ho aperto il profilo. Interagisco poco ma guardo e mi faccio gli affari degli altri. Mia moglie lo usa tanto e mette sempre qualcosa tutti i giorni, io non ne sento la necessità. L’altro giorno ho beccato un calciatore che leggeva i commenti di Instagram in un momento poco felice e non era giusto. Purtroppo succede anche questo”

Ore 12.44- Daniele De Rossi:
“La tecnologia cominciava ad essere presente nel 2001 con una raccolta di dati e lo studio del corpo umano dell’atleta ma non c’era il social che racconta tutto ai tifosi. Era tutto molto più intimo così come il tempo che passavamo insieme ai compagni. Quando sono arrivato in prima squadra si mandavano le foto in MMS e sembrava già tantissimo. Rimpiango quel momento, se dimentico il telefono torno a casa mentre prima vivevamo più sereni. Si giocava a carte, si parlava e si stava insieme. Il fatto che eravamo più italiani era più facile.”

Foto Romanews.eu
Foto Romanews.eu

Rocchi spiega così un rigore nel derby 2017-2018:
“Il mio utilizzo della Var nel derby 2017/18 mi ha fatto capire l’importanza. Mi ero perso un rigore. Lì ho capito quanto la tecnologia mi avrebbe cambiato la vita. Mi innervosisce quando sento dire che gli arbitri sono contrari alla tecnologia”.

Ore 12.28 – Prosegue l’intervento di Rocchi, che si sofferma sulla tecnologia in campo:

“L’arbitro deve soffrire per l’errore che commette. Il Var è tutto a Lissone per la Serie A mentre la B ha alcuni in sede. Una stanza dove ci sono Var e Avar con la società che ci dà le immagini con due operatori. Il Var ha 4 camere rallentate di 3 secondi che mi ripropone quanto visto prima e lo chiede all’operatore. Chi ha il Var deve avere un grande rapporto con la tecnologia”.

Ore 12.22 – Gianluca Rocchi, designatore arbitrale al Social Football Summit:

“L’arbitro ha come primo obiettivo prendersi cura della partita e del risultato. Ogni direttore di giuria deve avere la certezza che il risultato non dipenda dalle sue decisioni. L’arbitro è un grandissimo egoista perché deve essere convinto di essere il più forte e che non sbaglia. L’obiettivo secondario è di non avere infortuni e di far rispettare le regole senza guardare in faccia nessuno. Un’altra caratteristica è che non si pensa più all’arbitro singolo ma alla squadra. Arbitrare vuol dire gestire una squadra di cui è il Capitano.””

11:57

Lo Stadio Olimpico è ancora colorato della Roma, ultima a giocare nell’impianto, contro l’Atalanta, prima della sosta Nazionali

Foto Romanews.eu
11:50

Daniele De Rossi arriva allo Stadio Olimpico, in monopattino.

Foto Romanews.eu

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1 commento

  1. Erre ha detto:

    ma quanto è bravo non dice mai niente di banale..bravo bello ..intelligente..vero..campione del mondo campione europeo campione nella vita..urra’ ..poi guai a arriva’ decimi pero’ è