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LIVE CORONAVIRUS – I principali aggiornamenti sull’emergenza Coronavirus in Italia e nel mondo.

Gli aggiornamenti

Ore 18.00 – La Protezione Civile ha diffuso i dati ufficiali aggiornati sulla situazione dei contagi da COVID-19 in Italia. Il numero totale dei contagi ha raggiunto 231.732 unità, con i 593 registrati oggi. I casi attuali registrati sono stati 2980 in meno. Oggi le persone decedute sono state 70, portando il numero totale a 33.142. I guariti raggiungono quota 150.604, per un aumento in 24 ore di 3503. Attualmente ci sono 498 persone nei reparti di terapia intensiva.

Ore 17.45 – L’emergenza Coronavirus ha portato la Francia ad annullare il proprio campionato di calcio, non senza qualche polemica. Come riporta il portale ladepeche.fr, infatti, il Tolosa ha deciso di appellarsi al Consiglio di Stato per ricorrere contro la retrocessione determinata dalla sospensione definitiva della Ligue 1, seguendo l’esempio dell’Amiens.

Ore 17.00 – Il calcio prova a ripartire anche in Inghilterra, dopo il lungo stop per l’emergenza Coronavirus. Come riporta repubblica.it, infatti, la Premier League ha deciso finalmente la data della propria ripresa, cioè il 17 giugno. Molto probabilmente in quel giorno si giocheranno due recuperi Aston Villa-Sheffield United e ManchesterCity-Arsenal, prima della ripresa del calendario nel weekend del 19 giugno.

Ore 16.10Gabriele Gravina, Presidente della FIGC, è intervenuto durante l’evento ‘Lo sport oggi: dall’emergenza alla ripartenza’, organizzato dall’Università di Bologna e dalla rivista Diritto dello Sport. Ecco quindi uno stralcio delle sue dichiarazioni: “In questi ultimi due-tre mesi ho vissuto tantissimi momenti di grande esaltazione, anche se sempre accompagnata da un’attenta e responsabile prudenza. Io ho sempre sostenuto che la mia determinazione era dettata dal far capire cosa rappresenta il mondo del calcio nel panorama dello sport e soprattutto dell’economia italiana. C’è la dimensione economica, ma ce ne sono tante altre: parliamo di uno straordinario fattore sociale, non solo economico. Genera entusiasmo, moltiplica tanta passione verso il mondo dello sport e dell’economia. Ci troviamo in un momento particolarmente delicato della nostra vita: la diffusione epidemiologica da Covid-19 ha stravolto le viste di ciascuno di noi, ha cambiato le nostre abitudini e messo in discussione qualunque tipo di relazione interpersonale, ma tutto questo non ha mai spezzato il filo d’amore che lega il calcio al nostro Paese, all’Italia. Anche quando tutti erano fermi e soffrivano, il calcio ha voluto mostrare il proprio lato positivo, a differenza di quella demonizzazione a cui è stato sottoposto, anche con iniziative straordinarie come mettere a disposizione il nostro centro tecnico di Coverciano. È una casa che ha ospitato 48 pazienti positivi. La nostra esigenza di ripartenza è consacrata all’interno del nostro DNA: ci chiamiamo Federazione Italiana Giuoco Calcio. Per me è stata una parentesi di grande tristezza, e lo farò presente, constatare che nel mondo del calcio alcuni facciano di tutto per non giocare, convinti che così non pagherebbero alcune mensilità ai propri tesserati. È un gioco perverso quello di una società che non vuole giocare per limitare i danni. Tutto questo mi ha convinto a portare avanti questa battaglia. So quanti italiani pensano che non si debba giocare: capisco che sarà triste vedere le partite a porte chiuse, ma se riparte l’economia del nostro Paese non può non ripartire una delle sue industrie più importanti”.

Ore 15.15Enrico Castellacci, Presidente dell’Associazione dei Medici di Calcio, è intervenuto a Radio Punto Nuovo per parlare della possibile ripresa della Serie A, dopo lo stop dovuto all’emergenza Coronavirus. Ecco quindi uno stralcio delle sue dichiarazioni: “Il sospetto positivo del Bologna ha messo paura. Nella malaugurata ipotesi che il collaboratore di Mihajlović fosse risultato positivo, tutta la squadra sarebbe dovuta andare in quarantena fiduciaria, continuando però ad allenarsi. Questo è il rischio: che spunti un positivo nelle varie squadre. Quando ricomincerà il campionato, se dovesse accadere una cosa del genere, avrebbe un effetto devastante sul campionato. Quattordici giorni sono tanti, difficilmente ci sarà la possibilità di recupero. Credo che, controllando la diminuzione della curva epidemiologica, si possa ridurre la quarantena da 14 a 7 giorni, controllando tutti i componenti con tamponi e test sierologici. Di questo passo si potrebbe dare una chance al campionato di concludersi”. ​

Ore 14.30 – Il Coronavirus continua a diffondersi nel mondo del calcio. Come riporta l’ANSA, infatti, oggi sono stati trovati positivi al Covid-19 due giocatori del Fulham e uno del Blackburn. Quest’ultimo è Elliott Bennett, capitano della squadra inglese, al momento asintomatico.​ Non è stata ancora rivelata invece l’identità dei primi due. Positivi anche quattro giocatori della Lokomotiv Mosca. Si tratta del centrocampista Dmitri Barinov, del portiere Anton Kochenkov, degli attaccanti Timur Suleymanov e Roman Tugarev. Anche loro stanno bene e non hanno manifestato nessun sintomo finora.

Ore 13.45 – L’emergenza Coronavirus continua nel Lazio. Per questo anche oggi l’Ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma ha diramato il proprio consueto bollettino medico. In questo momento sono ricoverati presso l’istituto capitolino 83 pazienti, di cui 31 positivi al Covid-19 e 52 sottoposti a indagini. Di questi, 8 necessitano di supporto respiratorio. I pazienti dimessi e trasferiti a domicilio o in altre strutture territoriali sono 459 fino a questa mattina.

Ore 12.30 Damiano Tommasi, Presidente dell’AIC, è intervenuto in una diretta sul profilo Facebook de Il Mattino per parlare della ripresa della Serie A, dopo lo stop dovuto all’emergenza Coronavirus. Ecco dunque uno stralcio delle sue dichiarazioni: Una delle criticità maggiori che speriamo di risolvere è la partita alle 16.30 che in Italia a giugno e luglio non è pensabile. Oggi abbiamo atleti che dovranno fare partite ravvicinate e intense dopo un lungo periodo di inattività e quindi li dobbiamo mettere nelle condizioni migliori, anche dal punto di vista climatico. I calciatori non sono dei robot e quindi è chiaro che ci siano delle preoccupazioni, che riguardano anche il fatto che se riparte il campionato si dovrà giocare ogni tre giorni. Quando si afferma che dobbiamo ripartire, chi decide non è chi va in campo. È ovvio che i calciatori esprimano le loro perplessità il che non significa che non vogliono giocare, lo vogliono fare in una situazione normale di sicurezza. Se si dice che in panchina bisogna andare distanziati e poi in campo i calciatori si possono marcare su un calcio d’angolo ma non abbracciare dopo un gol, non è una condizione di normalità. Magari tra un mese potrebbero cambiare anche le possibilità di allenarsi, giocare e risolvere tutte le criticità“.

Ore 11.00 – Continua il tentativo di ripartenza della Serie A dopo il lungo stop dovuto all’emergenza Coronavirus. Ha dato esito negativo il tampone di verifica effettuato dal Bologna sul membro dello staff sospetto positivo al Covid-19. A comunicarlo sul proprio sito ufficiale è il club rossoblù, che tira un primo sospiro di sollievo, aspettando nuovi e definitivi riscontri: “Il primo test di controllo effettuato sul componente del gruppo-squadra il cui ultimo esame aveva evidenziato un risultato dubbio ha dato esito negativo. Nelle prossime ore verrà effettuato un ulteriore e definitivo esame di approfondimento. In via precauzionale comunque l’allenamento di oggi sarà in forma individuale”. In caso di positività, la squadra andrà in quarantena.

Ore 8.55 – Secondo quanto riporta Il Messaggero, in attesa della decisione sulla Serie A, ripartono i massimi campionati in Danimarca (oggi), Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia. Ad inizio giugno si ripartirà anche in Grecia e Portogallo

Ore 7.00 – Secondo quanto riporta la CNN, la John Hopkins University ha fornito i dati relativi ai decessi da Covid-19 negli USA. La cifra avrebbe superato infatti i 100mila, praticamente quasi il doppio rispetto alle perdite subìte dall’America durante la Guerra del Vietnam.