20 Marzo 2020

Lega Pro, Ghirelli: “Se ci mostriamo spaccati, siamo finiti. L’UEFA è stata ottusa”

Foto Getty

GHIRELLI LEGA PRO INTERVISTE – Francesco Ghirelli, presidente della Lega Pro, ha parlato con il Corriere della Sera dell’emergenza Coronavirus e come questa sta impattando sul mondo del calcio. Queste le sue parole.

Anche lei pensa che il calcio possa ricominciare a vivere il 2-3 maggio?
“Deciderà il virus. Il ministro Spadafora ha indicato quella data. Noi, come la Lega di A e quella di B, abbiamo l’intenzione di arrivare in fondo alla stagione. Vuol dire completare i gironi e disputare playoff e playout. Quindi, magari, sforando fino a luglio. Ma questo, ora, non è tanto importante”.

Cosa lo è, allora?
“Il calcio deve capire l’umore della gente, che è spaventata. E giusto concentrarsi su risorse e ricavi, perché altrimenti il sistema non reggerebbe, ma è necessario ripensare ai valori che trasmettiamo. Un esempio? L’ottusità dell’Uefa, che mentre la gente pensa alle mascherine e ai ventilatori per gli ospedali, fa passare il messaggio dei 300 milioni di danno causato dal rinvio degli europei”.

In serie A litigano sulla data della ripresa degli allenamenti e non solo su quella…
“Abito a pochi passi dal Colosseo, l’Arena del più grande spettacolo del mondo per 450 anni. Ora lo vanno a vedere solo i turisti. Questo per spiegare che neppure il pallone è immortale. A volte penso che siamo obsoleti e lontani dai giovani. Gravina sta svolgendo con maestria il ruolo di coordinatore del movimento in un momento davvero complicato. Se ci mostriamo spaccati, siamo finiti. La gente non capirebbe. È l’ora di fare la pace e non la guerra”.

Che ne pensa del taglio degli stipendi dei giocatori?
“Noi, sull’argomento, abbiamo aperto un tavolo con l’Aic e con gli allenatori. Più in generale credo che ognuno debba fare la sua parte di sacrifici. È interesse di tutti, anche di chi va in campo, che il sistema regga”.

Tommasi sull’argomento è stato prudente.
“Capisco che per lui sia complicato, soprattutto con la serie A, ma deve metterci la faccia. Il calcio va ricostruito con l’aiuto di tutti”.

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