• Lecce-Roma, l’analisi tattica: male i giallorossi sulle marcature preventive

    Redazione RN
    02/04/2024 - 6:58

    Romanews.eu
    Lecce-Roma, l’analisi tattica: male i giallorossi sulle marcature preventive

    LECCE ROMA ANALISI TATTICA – Dopo il pari di Firenze la Roma di Pasquetta formato trasferta frena, in un “Via del Mare” di Lecce dove in tanti hanno faticato, al termine di una gara deludente dal risultato interlocutorio di 0a0 apparentemente solo per caso, in funzione di un numero copioso di occasioni (numericamente superiori per i salentini che tirano 27 volte verso la porta di Svilar) vanificate dalla frenesia e scarsa qualità dimostrata da entrambe le parti dai 22 in campo; la rincorsa ai posti Champions si conferma, ogni giornata che trascorre, un terreno dalle mille insidie dove i margini di errore si assottigliano sempre più.

    MODULI E SVILUPPI DI GIOCO

    Per De Rossi il consueto 4-3-2-1 con più’ di una novità dal primo minuto, con la conferma di Svilar tra i pali, Mancini e Ndicka centrali con Karsdorp ed Angelino terzini ; in mezzo c’è Paredes a dettare i tempi, con Bove e Cristante mezzali a supporto dei 3 avanzati Zalewski e Baldanzi a piede invertito, ai lati di Lukaku ; Gotti disegna un 4-4-2 molto scolastico ma efficace, con Progracic e Baschirotto centrali davanti a Falcone, l’interessantissimo Gallo, e Gendrey terzini di catene che Almqvist completa a destra e Dorgu a sinistra ; in mediana Blin e Ramadani cantano e portano la croce, mentre Krstovic e Piccoli mettono peso e sostanza offensiva.

    PRIMO TEMPO DI STAMPO LECCESE

    Si comincia con un Lecce molto aggressivo, che scala in avanti uomo a uomo sui riferimenti quando i giallorossi della capitale costruiscono basso, con Ramadani che va su Paredes e il duello Lukaku con Pongracic e Baschirotto  in costruzione ; in fase di possesso i terzini di Gotti si alzano nelle catene esterne, dove avvengono interscambi e sovrapposizioni con la catena Gallo/Dorgu molto attiva ; con Bove che si alza sul mediano (Blin o Ramadani) che a turno si abbassa a costruire la Roma accorcia in avanti ma trova qualche difficoltà nel tenere la linea, e ci sono alcuni corridoi tra Cristante e Paredes dove entrano con corsa e troppo facilmente gli uomini di corsa di Gotti ; la Roma lavora male anche sulle marcature preventive, concede troppe transizioni negative per errori gratuiti in costruzione, squadra sfilacciata e distanze imperfette ; così che Svilar sempre puntuale nel contenere e rendere innocue conclusioni insidiose porta i suoi indenni all’intervallo,di un primo tempo in affanno evidente.

    RIPRESA MIGLIORE,MA EQUILIBRIO CHE NON SI ROMPE

    Si riparte con Huijsen per Ndicka Ammonito con la Roma più aggressiva in avanti, un migliorato palleggio, ma ancora fatica a raggiungere Lukaku davanti ; Gotti inserisce forze fresche,
    Sansone e Banda per Piccoli e Almqvist, con la velocità di Banda pericolosa e il sapere farsi trovare tra le linee di Sansone, e De Rossi risponde con Aouar per Bove, ed El Shaarawy (buonissimo il suo ingresso) per Zalewski ed arriva sulla gara anche Oudin per Dorgu ; la Roma commette ancora troppi errori in uscita nei 90 minuti concessi troppi break gratuiti, e nonostante il Lecce conceda spesso spazi e tempi di gioco sugli esterni, gli uomini di De Rossi vanno troppo poco al cross ; e centralmente il Lecce si ricompone mentre Pongracic marca sempre Lukaku, con Baschirotto che va sulle coperture il finale completa gli avvicendamenti rimanenti solo a titolo di cronaca da entrambe le parti con Venuti per Gallo sulla sponda salentina, e Dybala e Celik per Baldanzi e Karsdorp, nella speranza di rianimare almeno la catena di destra, ma è ormai troppo tardi per rompere equilibri definitivi.

    Maurizio Rafaiani

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    1. A me sembra siano di nuovo evidenti gli antichi difetti , linea difensiva troppo bassa , distanza tra le linee eccessiva , lentezza esasperante nella costruzione e ricomparsa dell’ inevitabile passaggio all’indietro come soluzione più comoda per tutti. Se a questo si aggiunge la nota scarsa qualità degli esterni e la cronica imprecisione nel palleggio unite all’assenza di Dybala e al cattivo stato di forma di Lukaku , il quadro è identico al periodo di Mourinho. Le prime partite con DDR avevano creato nuovi entusiasmi e speranze , ma temo che i traguardi europei siano ben lontani, visto il migliore assetto di gioco di Bologna ed Atalanta e la migliore qualità complessiva del Milan , anche se spero vivamente di essere smentito dai fatti. 

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