CONFERENZA MOURINHO – Non ha tradito le attese. E’ sempre il solito José Mourinho, mai banale, impaziente di iniziare ad allenare la sua Roma. La conferenza stampa più attesa dell’anno è conclusa e non sono mancate frasi a effetto e battute da parte dello Special One. Ecco i temi più importanti estrapolati dalle risposte di Mourinho ai giornalisti, arrivati da tutto il mondo, presenti alla Terrazza Caffarelli, in Campidoglio.

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Mourinho non perde tempo: “Non sono qui in vacanza”

“Sicuramente arriva la domanda se questa incredibile città è la motivazione per cui sono qui e rispondo già no, perché non sono qui in vacanza. La città ha una grande responsabilità e un incredibile legame della Roma con la città è ovvia: il simbolo, colori, nome è un legame incredibile. E’ una responsabilità che sento ma non siamo qui in vacanza ma per lavorare e per questa ragione allenamento alle 16:00, arrivederci e ciao. Possiamo andare? (ride, ndr)”.

Il concetto di ‘Tempo’

“Non dimenticare mai il passato fantastico di questo club. Costruire un futuro. La parola ‘tempo’ a volte nel calcio non esiste ma in questo caso esiste ed esiste in un modo fondamentale perché quello che la società vuole non è successo oggi e problemi domani ma una situazione sostenibile nel futuro e fare qualcosa con passione. E’ la ragione principale per la quale sono qui. Adesso è tempo di lavorare insieme ai miei”. 

Un cambiamento di mentalità

“Non andiamo a cambiare cose prima di non sapere come è composto il gruppo. Ovviamente ci sono dei principi non negoziabili, basicamente è questo. Oggi c’è il primo giorno di allenamento e voglio che i miei giocatori sappiano subito il nostro modo di allenare. Preferisco in questo momento andare nella direzioni di tutto il club, non solo dei calciatori. La quarantena mi ha permesso di parlare già con le persone a Trigoria e ho visto una gioia terribile di lavorare insieme”.

Sul mercato

“Non ho parlato con nessuno, puoi pensare che non è vero ma ti dico la verità. Non ho parlato con nessuno. Parlo con Tiago, con la proprietà e con il club ma di giocatori non ho parlato con nessuno”.

“Spinazzola è una triste situazione per tutti noi. Ma è incredibile nella sua gioia di vivere e di fare, arriva al centro di allenamento con questo infortunio e sembra che non è successo niente. E’ positivo ma non lo avremo per tanto tempo. E’ una situazione dura per lui e per noi. La soluzione da trovare? Abbiamo Calafiori che deve lavorare tanto per noi, abbiamo fiducia di lui. Però scusi direttore, ma abbiamo bisogno di un terzino sinistro”.

Il ruolo di Zaniolo

“Dobbiamo capirlo, dobbiamo comunicare e analizzare. Ho una squadra tecnica fantastica che mi piace tanto, con gente di tanto talento e passione. Abbiamo persone che hanno lavorato per noi che hanno lasciato situazioni buone da altri club e sono venuti da noi per passione. Zaniolo è un ragazzo con talento fantastico, sappiamo quello che è successo dal punto di vista degli infortuni e poi dobbiamo trovare per lui dentro una dinamica di gioco della squadra l’habitat naturale, dove si può esprimere al massimo. Un’idea di gioco che i giocatori possono condividere con noi”.

Titoli e ‘ossessione per la vittoria’: Roma già pronta ad alzare trofei?

“C’è una cosa da cui non possiamo scappare: abbiamo finito il campionato a 29 punti dallo scudetto. Non possiamo scappare da questa realtà, però prima di tutto vogliamo capire il perché. Siamo parlando di tempo, una parola con cui tutti noi conviviamo, è stata una parola chiave quando ci siamo incontrati la prima volta con la proprietà, però se possiamo accelerare questo processo meglio”.

“Voi parlate di titoli. Io parlo di tempo, di progetto, di lavoro. I titoli non sono una parola, potrebbe essere una promessa troppo facile. Tu parli di titoli, noi parliamo di tempo, di migliorare, i titoli arriveranno. La proprietà non vuole un successo isolato, vuole arrivare lì e rimanere lì. Un successo isolato è facile se vinci e poi non hai soldi per pagare gli stipendi. Noi vogliamo essere sostenibili, lavorare e arriveranno successi”.