16 Novembre 2023

Lazio, Romagnoli: “Il 26 maggio da laziale ero più sollevato per la sconfitta”

Il difensore biancoceleste torna sul derby di Coppa Italia del 2013 che lo vedeva tra i giallorossi

Getty Images

LAZIO ROMAGNOLI ROMA – Alessio Romagnoli è cresciuto calcisticamente nella Roma. Il classe ’95 al momento gioca nella Lazio, squadra della quale si è professato un tifoso. Il difensore biancoceleste ha rilasciato un’intervista a Cittàceleste dove ha parlato del derby del 26 maggio 2013 in Coppa Italia dove indossava la maglia giallorossa.

Il ricordo di Romagnoli

Dal campo avete avuto anche voi la sensazione della scenografia della Roma che non si srotolava?
Sinceramente non l’ho guardata, però ho visto l’altra molto attentamente. Ma poi con il fischio dell’arbitro c’è solo la gara”

C’è una persona a cui devi dire grazie nella tua carriera? E una che forse ti ha ostacolato? 
“Il grazie penso di doverlo a Sinisa, ha scommesso su di me e ha fatto sì che potessi crescere prima alla Sampdoria e poi in una grande squadra come il Milan. E poi Bruno Conti perché mi ha scoperto da bambino permettendomi di entrare nelle giovanili della Roma, quindi sicuramente un grazie va anche a lui, che tra l’altro è del mio stesso paese. Io sono nettunese, ma sono nato ad Anzio perché a Nettuno non ci sono ospedali che facciano nascere i bambini. Ma sono di Nettuno, di un quartiere che si chiama San Giacomo, e ne sono molto fiero. Lì c’è una bella tradizione del baseball, da piccolo ci giocavo anche io. Qualcuno da non ringraziare? Nessuno, non penso ci siano state per ora persone che abbiano ostacolato la mia carriera”

Come hai fatto a esultare il 26 maggio 2013 dalla panchina e con la maglia della Roma addosso? 
“È stata una gara particolare, perché comunque da professionista ero dispiaciuto per la sconfitta e penso sia anche giusto. Era un titolo, io ero tesserato della Roma ed era normale fossi dispiaciuto per la sconfitta. Ma allo stesso tempo l’ha vinto la mia squadra, normale fossi un po’ più sollevato. È stata una partita difficile”

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4 commenti

  1. Ulderico ha detto:

    Tutta questa grande lazialita però è venuta fuori quando appena ventenne la Roma lo vendette al Milan per 25 milioni.
    Io me lo ricordo ebro di gioia, quando segnò di testa con la maglia della Roma allenata da Zeman, lì non mi sembrava tanto laziale.
    Poi la Roma, per questione di bilancio è stata costretta a venderlo, in nome delle solite plusvalenze e li probabilmente lui si è sentito un amante tradito ed è uscito fuori la storia della Lazio.
    Che non contava più niente ed è era stata messa in soffitta da un pezzo.
    Visto che era considerato, un vero e proprio gioiello della primavera e stava diventando un titolare anche in prima squadra, molto probabilmente lui si aspettava di essere titolare nella Roma per lunghi lunghi anni.
    Cordava come ama ripetere spesso, dice mi sono sentito tradito dalla Roma, scelsi di andare alla Lazio per ripicca e secondo me anche Romagnoli per ripicca ha fatto ricciciare la Lazio, ma il suo vero desiderio secondo me sarebbe stato quello di essere una colonna della Roma

  2. tovi ha detto:

    Poco professionale. Ci sono tantissimi giocatori che giocano in una squadra e tifano per un’altra, ma non fanno tutta sta caciara. Anche se mi piaceva molto quando era con la ROMA, è stato meglio cederlo, così ci siamo tolto una “serpe” che stava in casa nostra.

  3. Annarita ha detto:

    Ancora co’sto 26 maggio…

    Proprio come le piccole squadre, che ricordano sempre e solo quello che sembrava impossibile, contro le Squadre molto più importanti di loro, come è da sempre La Roma nei loro confronti!!!!
    Ma ancora non lo avete capito, lazioti, che vi date la zappa sui piedi!!!!!!??????
    Meglio così!!!!

  4. Simon Templar ha detto:

    Mah! Questo Romagnoli non mi è mai sembrato un giocatore importante. Anzi mi sono sempre meravigliato come avesse fatto il titolare in una squadra come il Milan. Nella Lazio lo posso capire, ma non mi è mai sembrato un giocatore da Milan. Amen.