Lazio-Roma, l’analisi tattica: Sarri mette sotto scacco Mourinho e si prende il derby

Redazione RN
11/01/2024 - 11:10

L'analisi a livello tattico del match dell'Olimpico tra i biancocelesti ed i giallorossi per i quarti di Coppa Italia

Getty Images
Lazio-Roma, l’analisi tattica: Sarri mette sotto scacco Mourinho e si prende il derby

ROMA LAZIO ANALISI TATTICA – Passare dalla migliore gara stagionale ad una ai limiti della impalpabilità e indisponenza. Quarto Derby consecutivo senza trovare la via del gol, come consuetudine degli ultimi anni il percorso della Roma in Coppa Italia conferma la sua idiosincrasia alla competizione con la durata irrisoria di poche gare, a conferma di un problema nel gestire i 3 obiettivi stagionali. La sconfitta odierna acuisce tale criticità essendo maturata in un Derby, l’ennesimo, al quale uno dei tecnici più titolati di sempre ancora non riesce a trovare le contromisure. Regolarmente messi in scacco da Sarri, i giallorossi ancora una volta si dimostrano incapaci di interpretare la gara tatticamente ma, cosa ancora peggiore, come troppo spesso capita sono gli atteggiamenti a palesare in maniera inaccettabile e inspiegabile di un gruppo che periodicamente cade in Loop disarmante. Con la conferma aggravante di una Dybala-dipendenza che non può e non deve diventare né attenuante, né vincolante nelle velleità.

Moduli e sviluppi di gioco

Nel suo 3-5-2 Mourinho sceglie, davanti a Rui Patricio, ancora il giovane Hujisen nel terzetto difensivo con Kristensen e Mancini, mentre i quinti diventano Karsdorp e Zalewski. In mezzo c’è Paredes, con Bove e Cristante mezzali a supporto di Dybala e Lukaku. Nel suo 4-3-3 Sarri sceglie Lazzari e Marusic terzini, con il rientrante Romagnoli e Patric centrali, davanti alla novità Mandas tra i pali. In mezzo c’è Cataldi a dettare i tempi, con Guendouzi e Vecino mezzali a supporto delle punte esterne Zaccagni e Felipe Anderson ai lati di Castellanos.

Primo tempo quasi accademico

Con ritmi non elevati, la gara si dimostra bloccata sin dai primi minuti. Sarri specula su una fase difensiva ordinata, agevolata dalla serata non particolarmente ispirata vissuta da Dybala, al quale viene concesso solo qualche guizzo nel suo fluttuare tra le linee. Per larghi tratti sembra di assistere ai Derby anni 90, dove era più importante non perdere che provare a vincere. Le emozioni del primo tempo si spengono tutte sui traccianti imprecisi che i 2 quinti della Roma operano dalle corsie esterne, dove nonostante trovino tempi di gioco e spazi praticabili, quando ricevono cambi di gioco non determinano mai, prosciugando l’azione offensiva giallorossa. La Lazio lavora molto bene sulla chiusura delle linee di passaggio, ma opera altresì una pressione coordinata sul portatore palla quando la Roma muove male palla senza scegliere l’uomo libero o isolato per mancato sostegno o appoggio del compagno. Molta imprecisione, errori tecnici e abuso del passaggio all’indietro. Il primo tempo è un festival della mancata iniziativa, con la Lazio che sceglie di scrutare la gara e la Roma che non trova le idee per svilupparla 

Ripresa che nei dieci minuti iniziali si compie nel risultato

Si ripartite con Pellegrini per Dybala (5-3-1-1) che subisce la seconda gara in 4 giorni con l’affiorare di un affaticamento che lo elimina dalla partita stessa, lasciando un contraccolpo psicologico decisivo sui suoi. Diventa ora importante non isolare Lukaku, con Pellegrini che deve giocargli vicino e raccordarsi molto con lui. I biancocelesti però serrano i tempi, sono ripartiti forte scalando in avanti. Aggressione immediata al portatore palla, seconde palle, con la Roma che corre a vuoto dietro al possesso di qualità, sempre scaglionati bene. Alla Lazio bastano 10 minuti fatti così per impegnare Rui Patricio, trovare il rigore del vantaggio e indirizzare una gara bloccata dallo 0a0 scritto. Azmoun e Spinazzola per i deludenti Karsdorp e Zalewski, va Bove quinto a destra e Pellegrini dietro le 2 punte. Come nel primo tempo bisogna sollecitare ancora di più i quinti con cambi di gioco e mandarli in velocità, perché per modulo disegnato sul campo sui quinti la Lazio, che fa grande densità centralmente, arriva in ritardo. Rovella, Pedro e Luca Pellegrini per Zaccagni, Lazzari e Cataldi. Ne cambia 3 Sarri, forze fresche per una Lazio che vola sull’entusiasmo e il suo possesso, mentre la Roma non sfonda quando prende campo perché troppo lenta, approssimativa e senza idee. Quando riparte veloce non riesce ad accompagnare l’azione perché i due mediani (Cristante e Paredes) non hanno velocità, mentre i quinti ripartono inevitabilmente dal basso. Non si vedono presupposti, né un linguaggio del corpo positivi negli uomini di Mourinho, che non pungono mai. El Shaarawy che subentra per Bove posizionandosi a sinistra nel nuovo 4-2-4 ultra-offensivo, mentre Sarri completa la strategia con Isaksen per Castellanos (va Anderson al centro) ora con 3 attaccanti veloci davanti per ripartire in contropiede. La Lazio non riesce ancora a chiuderla, nonostante più di un’occasione propizia. Esce Huijsen per Belotti, con Cristante che scala centrale difensivo con Mancini e Pellegrini in mediana. Per 87 minuti la Roma, che non ha mai creato i presupposti nonostante qualche inaspettato “passaggio chiave” da parte di Paredes ben azzeccato, non ha ancora tirato in porta in maniera pericolosa e lo fa al minuto 88, e con un ultimo quanto velleitario e inutile assalto finale nei 10 minuti di recupero che sanciscono l’uscita dalla Coppa Italia 2023/24.

Maurizio Rafaiani

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  1. Siamo seri , ha giocato anche bene ma non puoi giocare un derby con un ragazzo di 18 anni che ha fatto una partita in serie A e caricarlo cosi di responsabilità, inoltre appena è entrato Pellegrini sono cambiati gli equilibri e la lazio ha fatto gol, purtroppo e lo dico con grande dispiacere Pellegrini è troppo poco fisico , non vince un contrasto che uno e non possiamo pretendere che gli altri sopperiscano sempre a questa mancanza.

    1. i limiti della rosa alla lunga li paghi. Ormai giochi 2 partite la settimana, devi avere per forza di cose 30-35 giocatori in rosa, oppure pianificare ad inizio stagione su cosa puntare. Squadra titolare in campionato? Allora primavera in europa league e coppa italia, se vai avanti bene, sennò pazienza. Non abbiamo la potenza economica per avere 2 squadre… giocare tutto significa perdere terreno su tutto.
      Sul mercato la Roma ha fatto miracoli, siamo perseguitati dalla sfiga. Perdere Abraham a fine campionato ha stravolto la stagione. Hai dovuto spendere per Lukaku quando si sapeva già da 1 anno che avresti dovuto investire sui terzini e sul centrale….

      1. E non è la prima volta che capita. Vedi Wijnaldum, solo per dirne uno. Ogni volta che abbiamo avuto la possibilità di migliorare seriamente e in maniera mirata la rosa, si è rotto qualcuno e siamo stati costretti a mettere cerotti.

  2. VIA PELLEGRINI SUBITOOOOOOOOO\\\ CON I SUOI SOLDI PRENDIAMO 2 BUONI GIOCATORIIIIII
    TE LO CHIEDIAMO IN GINOCCHIO CHIEDI LA CESSIONE GIOCATORE INUTILE

  3. Gli ultimi 3 derby (TRE) disputati indecorosamente con 3 tiri in porta (TRE) in 300 minuti… 3 anni (TRE) senza una parvenza di gioco, senza idee, senza fantasia… ci si attacca alla mancanza di giocatori QUANDO altre squadre che NON vanno per la maggiore non sfigurano MAI an nostro cospetto… non credo che per battere Bologna, cremonese, salernitana, Verona, Genoa e udinese serva per forza avere Halland, Cortois, Marquignhos e Kane… (per dire) Facciamo far bella figura a CHIUNQUE, “big” e squadrette, con un mister che pensa solo al SUO EGO e a far battaglie contro i muri… ditemi voi..

  4. Purtroppo Mou è arrivato al capolinea della sua meravigliosa carriera, ormai è evidente non riesce più a cavare un ragno dal buco!

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