• Lazio-Roma, l’analisi tattica: i giallorossi in 10 non riescono a spezzare il forcing avversario

    Redazione
    20/03/2023 - 6:57

    Getty Images
    Lazio-Roma, l’analisi tattica: i giallorossi in 10 non riescono a spezzare il forcing avversario

    LAZIO ROMA ANALISI TATTICA – Dopo 11 anni la Roma torna a consegnare il doppio di Derby di campionato alla Lazio, bissando in negativo la sconfitta stagionale di quello d andata, con una costante rappresentata dall’autolesionismo sia generale, che quello rappresentato da un giocatore, Ibanez, che per ben 3 Derby ha saputo impiccare la prestazione dei compagni con autentici suicidi difficilmente così comuni a livelli di calcio d’Elite ; rimane decisiva la inferiorità numerica da un ora di gioco concessa, ma la prestazione in generale rimane insufficiente ,e prevedibile, negli sviluppi di gioco avuti sul campo fin dall’ inizio di gara.

    MODULI E SVILUPPI DI GIOCO 

    Mourinho nel suo 3-4-2-1 non recupera Matic, e in mezzo al campo c’è Wjinaldum con Cristante, a protezione del terzetto difensivo istituzionale Mancini, Smalling, Ibanez, con Zalewski e Spinazzola quinti di centrocampo, mentre sul fronte avanzato Dybala e Pellegrini agiscono da trequartisti esterni alle spalle di Belotti, la cui vitalità dimostrata negli ultimi tempi gli permette di vincere il ballottaggio con Abraham ; per Sarri è sempre 4-3-3,con Casale e Romagnoli davanti a Provedel, con Hysaj e Marusic terzini, Cataldi è il metronomo, che con Luis Alberto innesca Milinkovic – Savic e i due attaccanti esterni Pedro e Zaccagni, alle spalle di Felipe Anderson

    PRIMO TEMPO DECISIVO NELL’EPISODIO CHIAVE DELL’ESPULSIONE DI IBANEZ

    Il copione della gara è da subito chiaro ,con una Lazio molto mobile senza palla, che palleggia con grande maestria, e penetra con buone geometrie nei corridoi verticali, con Pedro che si tira fuori per venire a giocare dentro al campo, e con Felipe Anderson che fa altrettanto per sottrarsi alle attenzioni di Smalling ; essendo Spinazzola il riferimento esterno più pericoloso per i giallorossi, la Lazio tiene molto bloccato Marusic dalla sua parte,e la catena principalmente sollecitata dagli uomini di Sarri è la sinistra, con Hysaj in costante propulsione a sostegno di Zaccagni, contro Zalewski e la corsa non eccelsa di Mancini ; dall’altra parte, sul centro destra è Milinkovic-Savic che come consuetudine si butta dentro all’area nella sua occupazione offensiva conosciuta, nello spazio liberato da Pedro ; la Roma attende, non trova continuità di palleggio perché la Lazio in fase difensiva chiude molto sulle linee di passaggio centrali, invitando esternamente i giallorossi, per poi giocarsi il duello terzini contro i quinti Zalewski e Spinazzola ; per la Roma a quel punto diventa Importante andare a giocare intorno a Belotti quando prende campo ,perché i connotati della gara sono possesso palla e supremazia territoriale contro ricerca dell’individualità e dell’episodio, poggiando su una fase difensiva ordinata e compatta.

    Il piano salta quando Ibanez incappa in due gialli istintivi che denotano la sua idiosincrasia mentale e attitudinale alla stracittadina, consegnando ai compagni l’onere non trascurabile di 60 minuti in inferiorità numerica a correre dietro al possesso palla biancoceleste ; la gara, già elettrica, si anima diventando ancora più nervosa, con Mourinho che abbassa Cristante braccetto di sinistra ,con Pellegrini che scala in mediana vicino a Wjinaldum, mentre uno spento e sconsolato Dybala rimane a supporto di Belotti in un 5-2-2 di speranza ; per dislocamento, e per il fatto che la Lazio in superiorità numerica schiaccia ulteriormente i giallorossi diventerebbe necessario rinunciare a contenere Cataldi per andare uomo a uomo con Pellegrini su Luis Alberto e Wjinaldum su Milinkovic-Savic, per portare indenni la squadra all’intervallo, ma fortunatamente per i giallorossi i due avversari non incidono nell’ultimo quarto di gara del primo tempo nonostante le opposizioni non disegnate sul campo.

    RIPRESA SEGNATA,MA LAZIO FORTUNATA NEGLI EPISODI

    Si riparte con Llorente (che va braccetto)per Dybala,s ul cui avvicendamento si potrebbe obiettare opportunamente, con Cristante che ritorna in mezzo in un 5-3-1 dal baricentro bassissimo, che subisce la manovra aggirante laziale, interrotta spesso dalla ricerca della conclusione dalla distanza ; la Lazio è sicuramente più equilibrata, perché  quando perde palla rientrano tutti mentre i giallorossi, chiusi dietro, si spezzano in due tronconi quando ripartono perché non accompagnano l’azione offensiva ; diventa importante per la Roma spezzettare il forcing avversario con Belotti che faccia salire e respirare la squadra, e distendersi sulla corsa di Spinazzola o Zalewski ; ma proprio quest’ultimo è protagonista dell’infelice intervento che lascia il corridoio decisivo a Zaccagni che si presenta davanti a Rui Patricio trafiggendolo in maniera chirurgica ; sembrerebbe il passo decisivo della gara, se non che i giallorossi trovano dopo 120 secondi la reazione immediata di nervi che porta tutti i saltatori in area a concludere confezionando il pari su un calcio di punizione da trequarti di campo di Pellegrini ; ma quello che potrebbe sembrare l episodio decisivo nel rimettere le cose a posto si rivela beffardo alla revisione del VAR, dove sono pochi centimetri di Smalling a regalare il fuorigioco del destino fortunoso della Lazio che finirà per regalarle tre punti preziosi ; il risultato a quel punto è scritto in maniera evidente, e nulla può sovvertirlo, nonostante Abraham e Matic per Belotti e Wjinaldum, e con El Shaarawy per Llorente e passaggio ad un 4-3-2,che quando entra Sollbakken per Pellegrini diventa un 4-2-2-1 ; Sarri non ha patemi, sostituisce Zaccagni con Cancelliere (va Pedro a sinistra),e nel finale Basic per Pedro, virando su un 4-4-2 che non rischia nulla e che lo issa al secondo posto solitario in classifica, in attesa della restituzione dei punti alla Juventus che diventerà un terzo posto, con le milanesi che arrancano ma che rimangono favorite nell’acquisizione dei due posti Champions disponibili

    Maurizio Rafaiani

    Vedi tutti i commenti (2)

    Scrivi un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


    *

      Tutti i commenti

    1. Del derby in se mi interessa il giusto, se a fine anno siamo arrivati quarti e in finale di Europa League sarebbe una stagione positiva…e tutti i laziali che scrivono su questo sito scomparirebbero si nuovo…sicuramente a giugno delle valutazioni andranno fatte in ogni caso per migliorare la rosa se si vuole crescere

    2. Rimarcando ancora il non gioco mourignano, i tre punti laziali sono frutto del nervosismo di Ibanez con valutazione arbitrale del secondo fallo forse eccessiva e poi il goal sopraffino di Zaccagni e per finire la spalla di Smalling. Altri pericoli velenosi no li ho registrati. Da tifoso romanista però mi rattrista vedere la mia Roma troppo spesso in balia dei fraseggi avversari, soprattutto a centrocampo, in soggezione non solo del gioco laziale, ma anche con squadre di minor spessore. Non è vero che il bel gioco non frutta, spesso è proprio il cinismo a soccombere. Al primo posto c’è un magnifico Napoli, al secondo la Lazio, che bisogna riconoscere che gioca meglio di noi con minor spesa e con l’allenatore che era già nostro prima dell’infatuazione per il presunt o(uoso) N.1. E comunque con Mou mi annoio a passare il tempo anziché a godere per le performance giallorosse solo a sperare di non capitolare, pure con le cosiddette squadrette. Infine dico che a mio parere la champions è andata, vediamo se riusciamo a ripeterci con gli olandesi nella Uefa.

    Seguici in diretta su Twitch!

  • Leggi anche...