ROMA ZORYA ANALISI TATTICA – Avversario non irresistibile lo Zorya nell’ultima gara casalinga di Conference League, per una Roma comunque convincente, sia negli sviluppi di gioco che nell’atteggiamento. Mourinho ha saputo rianimare Mkhitaryan nella nuova posizione più dentro al gioco, la proprio dove l’armeno nasce mezzala agli albori della carriera, e trovare un assetto in grado di ritrovare presenza e presidio adeguato del campo. Passaggio del turno conseguito e viatico positivo per l’ultimo mese dell’anno solare, che potrà dire tanto, se non tutto, di quello che sarà la seconda e decisiva parte di stagione.

Moduli e sviluppo di gioco

Mourinho conferma la mutazione verso un 3-5-2 molto compatto centralmente e arioso sulle fasce, con la corsa  dei quinti di Karsdorp a destra ed El Shaarawy a sinistra. Il blocco centrale è composto dai 3 difensori dove Smalling comanda i braccetti Mancini e Kumbulla, e i 3 centrocampisti dove Veretout detta i tempi e Carles Perez e Mkhitaryan sono le mezzali a piede invertito. Ed è proprio questa compattezza nell’asse centrale che permette solidità in fase difensiva e un miglior scaglionamento nella fase di possesso che innesca i due attaccanti di serata Abraham e Zaniolo, molto mobili e portati ad incrociarsi negli spazi e a giocare a specchio. Per Skrypnik un 4-3-3 che diventa un 4-4-2 in fase difensiva, con davanti ad un reattivo Matsapura, Juninho e Favorov esterni e Ymerekov e Vernydub centrali difensivi. In mezzo Kabaev comanda,con due mezzali e due punte esterne come catena, con Zahedi attaccante più avanzato.

Primo tempo di dominio e controllo. La ripresa un’inutile passerella

Nel suo assetto offensivo la Roma parte molto bene. Tiene i 2 attaccanti centrali a giocare il 2 contro 2 con i centrali avversari, mentre come a Genova le due mezzali vanno a sostenere il gioco negli spazi a ridosso punte. La circolazione palla è da subito agevole, con lo Zorya sempre in ritardo sui quinti esterni giallorossi, che trovano spazi e tempi di gioco praticabili. Movimenti ariosi, due tocchi, e da quinto di sinistra a mezzala destra con El Shaarawy che confeziona un assist pregevole per il vantaggio di Carles Perez. Sugli spazi esterni la Roma va in velocità, e gli uomini di Skrypnik pagano dazio con un passo diverso. La Roma, senza difficoltà, agisce indisturbata disponendo dell’avversario in fase di possesso, e senza rischi in fase di non possesso. Per gli uomini di Mourinho supremazia territoriale, possesso palla, indice di pericolosità schiaccianti, o Zorya non riesce ad opporsi, difficoltoso nella pressione e nel recupero palla, ma il livello dell’avversario odierno viene certificato dalla gara di spessore di Carles Perez. E se il doppio vantaggio e un rigore fallito da Veretout non rendono merito al primo tempo brillante della Roma, dopo 30 secondi dalla ripresa un azione dirompente di Zaniolo mette in condizione Abraham di scrivere il nome nel tabellino ed evidenziare l’intesa tra i due attaccanti. La squadra gioca e si diverte, mentre lo Zorya, che Skrypnik ha ridisegnato con un 4-3-1-2 (con Hladkij e Nazaryna per gli inconcludenti Gromov e Zahedi) prova a fare quello che avrebbe potuto fare più opportunamente ad inizio gara, con il trequartista che attenziona Veretout, mentre Kabaev staziona nella terra di mezzo, dietro alle due punte. Diventa importante per Mourinho gestire forze per domenica: Zalewski e Shomurodov rilevano El Shaarawy e Zaniolo, mentre Ibanez fa rifiatare Smalling, il cui rientro è fondamentale. E c è tempo di vedere una bicicletta di Abraham che subito dopo lascia il posto a Borja Mayoral. E quando con Missori (classe 2004) per Mkhitaryan, Mourinho trova il modo nobile della paternità d’esordio dell’ennesimo prodotto Made in Trigoria, c’è rimasto solo il tempo per le inevitabili note negative gratuite che non possono mancare, in casa Roma, anche in una serata del genere: due cartellini gialli surreali di Karsdorp e Mancini, che potrebbero pesare nel proseguimento della competizione, ma non è nota la norma se a fine fase a gironi le sanzioni vengano cancellate….

Maurizio Rafaiani

2 Commenti

  1. Troppo scarsi gli ucraini per poter trarre conclusioni dalla partita di ieri. Qualcosina si è vista, ma va verificato in partite di livello superiore. Resta che alla fine, nell’Europa di serie c, siamo secondi nel girone e costretti allo spareggio. P.S. Prima di pensare ad una cessione di Zaniolo valuterei eventualmente quella di tutti gli altri centrocampisti, titolari e riserve, senza eccezioni: Mikhitaryan, Veretout, Cristante, Pellegrini, Diawara, Villar…

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