9 Febbraio 2022

La storia non cambia: Roma battuta in un big match e fuori dalla Coppa Italia

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INTER ROMA COPPA ITALIA – La Roma è fuori dalla Coppa Italia dopo la sconfitta a San Siro per 2-0 contro l’Inter di Inzaghi. Ancora una sconfitta per i giallorossi di Josè Mourinho in un big match con la partita decisa con un gol per tempo di Edin Dzeko e Alexis Sanchez.

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La grande emozione di Mourinho a San Siro è durata solo due minuti trasformandosi in angoscia e rabbia per le solite questioni arbitrali. Come riporta Il Messaggero, San Siro ha dedicato allo Special One un grande affetto ma la sua Inter non l’ha perdonato. La Roma, a differenza del Milan, non ha sfruttato le occasioni ed ha subito la sconfitta. La differenza tra le due formazioni si è vista e alla prima occasione i giallorossi hanno sciupato l’occasione con Zaniolo che spara addosso ad Handanovic. Il numero 22 si è mosso bene per tutti i 90 minuti anche se non sfonda oltre ad aver preso il solito giallo. Nella ripresa la Roma ci ha provato con coraggio sfiorando di nuovo il gol sempre con Zaniolo e poi con Oliveira. Nel momento migliore dei giallorossi l’Inter la chiude con un missile di Sanchez sul quale Rui Patricio rimane incolpevole. C’è il ritorno in campo di Pellegrini e questa è una piccola consolazione per i giallorossi che domenica sfideranno il Sassuolo.

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12 commenti

  1. jgh ha detto:

    senza una squadra degna di tal nome
    senza un allenatore degno di tale nome …
    è difficile andare avanti
    e la proprietà ? quale proprietà ?
    ecco, auguri

  2. Vecchie maniere ha detto:

    Squadra mediocre, inutile prendersela con gli arbitri…Mourinho non ha gioco e non dà alcun valore aggiunto…La presidenza investisse come si deve e pesantemente a giugno devi cambiare allenatore e rifare completamente la rosa

  3. STEFANO ha detto:

    Tranne Zaniolo e l’Armeno , non vedo giocatori che danno del tu al pallone. Solo comparse mediocri che arrivano ad esser discreti contro squadre da metà classifica in giù… campagna acquisti onerosa (perlomeno per le casse misere degli americani) e senza risultati ..Il centravanti a mio avviso è molto molto acerbo…il resto tutto da scartare…Se non arrivano sceicchi non vedo come uscirne fuori da questa situazione.

  4. Federico ha detto:

    La Roma è tornata Rometta, una partita buona, una affossata dagli arbitri e una negativa.

    È una squadra abituata e rassegnata a perdere, non aggredisce non contrasta e vede le sfide più importanti come un peso, gioca sempre più sotto ritmo e sempre più verso il proprio portiere.

    La resa ogni anno è manifesta quando ci di incolla a una mentalità rinunciataria dimostrata dalla difesa a cinque, perfino in casa con il Genoa.

    I giocatori hanno paura e tristezza nello sguardo oppure reazioni isteriche, oppure indolenza.

    La faccia giusta ce l’hanno Rui Patricio e Zaniolo, poi Miki e Smalling, però 33enni. Punto.

    Pellegrini Cristante e Mancini sono l’emblema della Rometta dei tempi di Anzalone non arrivava nelle prime sei per due anni consecutivi da fine anni Settanta.

  5. Dom ha detto:

    Noi tifosi (io almeno) non sappiamo bene cosa manchi veramente. Possiamo solo fare ipotesi e, tra queste, c’è la necessità primaria di avere selezionatori e manager che capiscano di calcio. I soldi sono importantissimi ma prima viene la competenza. Sabatini ad esempio è uno che sa scegliere i calciatori di prospettiva e allora riprendiamocelo. Non si può pagare a peso d’oro gente come Karsdorp o Vina, Perez o i tanti altri che poi non vediamo l’ora di mandare via.
    Altra ipotesi che faccio è che ci sono i gestori tecnici che, oltre a mancanza di competenza si fanno anche bene i propri affari. Allora perché non coinvolgere gente di spessore e attaccata alla Roma come Totti o De Rossi ?

  6. Riccardo P. ha detto:

    E come al solito a febbraio ci rimangono le fusaje, tanto a giugno ricomincerà l’impifferamento sulla campagna acquisti. Che tristezza!

  7. Asromasempre ha detto:

    Come ho già scritto, il problema è che questa è una squadra modesta.
    Basta fare un raffronto fra il cross pennellato di Perisic nel 1o gol e le zappate che ha tirato Karsdorp per tutta la partita, oppure il gran gol di Dzeko in raffronto a quello mangiato da Zaniolo, per capire la differenza fra le due squadre.
    Purtroppo siamo anni luce lontani dalle 1e posizioni in Italia.

  8. giorgione ha detto:

    non più di 5 / 6 giocatori sugli 11 della formazione migliore sarebbero da tenere come possibili futuri titolari

  9. ercole ha detto:

    La Roma è oggi una squadra senza gioco e senza personalità, dove le individualità e le potenzialità dei giocatori invece di essere esaltate dal gioco collettivo fatto di movimenti e si smarcamenti viene tirato fuori il peggio dei giocatori che rimangono immobili quasi nascosti. Ho sospeso per tanto tempo il giudizio sull’allenatore, ma quando una squadra ha la palla e non sa cosa farci, a prescindere da chi la gioca, non penso sia colpa dei giocatori… credo che sia in buona parte responsabilità dell’allenatore. Anche se avessimo quei 5-6 punti rubati dagli arbitri, rimane il fatto che come trovi una squadra che gioca al calcio da squadra e sa cosa fare della palla, noi andiamo in difficoltà.

  10. MDC ha detto:

    O arriva lo sceicco oppure non ne esci, punto. C’è poco da discutere.

  11. Papa Max ha detto:

    si, ma .. che almeno chi scrive l’ articolo ( .. articolo .. si fa per dire ..) sia onesto e la racconti tutta e bene .. poi si puo’ anche ammettere che la Roma sia stata nettamente inferiore all’ Inter , come gioco e come qualita’ dei giocatori .. ma raccontatela in maniera imparziale e non da Laziali ..

  12. Luke ha detto:

    L’Atalanta senza sceicco e con un monte ingaggi di gran lunga inferiore gioca meglio ed ottiene risultati migliori da anni per cui non credo si possa ridurre tutto a “bisogna cacciare i soldi”.
    La rivoluzione deve essere prima di tutto societaria a poi tecnica: prendere un direttore competente che capisca veramente di calcio e che non si riduca a pagare stipendi milionari a delle mezze seghe oppure rinnovare un contratto a cifre folli solo per evitare la scadenza o che acquista giocatori mediocri pompati mediaticamente dai procuratori.
    Chiamare in società persone carismatiche (Totti, De Rossi) che conoscono l’ambiente e sanno trattare con l’esterno e poi individuare un allenatore emergente bravo ed ambizioso che sia in grado di dare un’identità alla squadra che manca, guarda caso, dai tempi di Spalletti, pur con tutti i suoi limiti caratteriali.
    Così, forse, in 2/3 anni riusciamo a rialzare la testa…