La Roma si riscopre di rigore: incubi e gioie giallorosse dagli undici metri

Marco Guerriero
24/02/2024 - 9:08

Il rapporto tra la Roma e i calci di rigore si può definire "odi et amo". La storia giallorossa è fatta di molti episodi tristi e felici dagli undici metri

Getty Images
La Roma si riscopre di rigore: incubi e gioie giallorosse dagli undici metri

ROMA CALCI DI RIGORE – Il rapporto tra la Roma e i calci di rigore si può definire “odi et amo”. Diverse volte i sogni dei tifosi giallorossi si sono scontrati con la crudezza e spietatezza della lotteria dagli undici metri. Il classico “Mai ‘na gioia”, citato anche da De Rossi. Invece, contro il Feyenoord, la ruota è finalmente girata. “Ci siamo tolti un po’ di fatalismo”, ha dichiarato lo stesso mister al termine della battaglia andata in scena all’Olimpico.

Liverpool e Siviglia rimangono incubi, ma la Roma riscopre la gioia dei rigori

Come ricorda Il Messaggero, la storia tra la Roma e i calci di rigore è cominciata 62 anni fa con un derby per l’accesso ai quarti di finale di Coppa Italia. Quella è stata la prima partita decisa a favore dei giallorossi dagli undici metri. Più della metà delle partite finite con i tiri dal dischetto è stata vinta dalla Roma, dieci, tra le quali c’è proprio Roma-Triestina (2002) di Coppa Italia 5-2 citata da De Rossi in conferenza dopo aver raggiunto gli ottavi di Europa League.

Fino a giovedì era quello l’ultimo dolce ricordo degli undici metri tra le mura amiche. In mezzo c’è stata la dolorosa finale di Europa League Siviglia-Roma (5-2), ma anche gli ottavi contro l’Arsenal all’Olimpico finiti a oltranza con errore di Tonetto (2009). Oppure, la finale di Supercoppa contro l’Inter a San Siro del 2008 vinta dai nerazzurri dopo che Julio Cesar ha parato il rigore a Juan.  

Ma di certo gli anni più intensi per la Roma e il suo rapporto con i calci di rigori sono stati quelli che vanno dal 1980 al 1989. Tutti ricordano e conoscono la maledetta finale di Champions League contro il Liverpool all’Olimpico del 1984 (5-3). Una finale che ancora fa discutere per gli errori di Conti, Graziani e l’assenza di Falcao dal dischetto. Un momento che ha segnato generazioni di romanisti e che ha annullato quanto di buono fatto prima.

Come le due finali di Coppa Italia in cui il portiere Franco Tancredi si guadagnò il soprannome di “para rigori” per averne neutralizzati ben cinque al Torino in due stagioni consecutive (1979/80 e 1980/81), portando la Roma a vincere due finali di Coppa Italia. Ora c’è Svilar che, appena arrivato a Trigoria (2022), ha tenuto ieri in mano proprio la maglia di Tancredi. Ora Franco gli augura l’in bocca al lupo per il futuro, con la speranza che possa ripercorrere la sua carriera, fatta anche di tante gioie e non solo di Liverpool.

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