“Il Real mi porta fortuna”. E d’altra parte, per uno che ha segnato tre gol in quattro partite alle merengues, non potrebbe essere altrimenti. Francesco Totti nei giorni scorsi ha suonato la carica, a sé stesso e ai compagni. Troppo importante il match di stasera: decisivo, per gli obiettivi stagionali, ma soprattutto per una condizione psicologica che nelle ultime uscite è sembrata lontana da quella di qualche tempo fa. Tre gol, dunque, per il capitano, nei precedenti con il Real. La storia recente parla di tre incroci in Champions tra la maglia giallorossa e la camiseta blanca: il primo, in ordine di tempo, coincide con il più triste, il più surreale. L’ Olimpico è stracolmo: ottantamila persone sugli spalti per l’esordio della Roma nella nuova era della Champions League. E’una Roma con lo scudetto sul petto, quella che si appresta a ricevere la visita del Real. Ma non è un giorno come gli altri: è l’11 settembre 2001, da poche ore l’attentato alle Torri Gemelle ha scosso il mondo. L’ Uefa, nonostante le sollecitazioni (che porteranno al rinvio dei match del giorno successivo), decide di far disputare regolarmente le partite. Ed è così che Roma-Real Madrid diventa la più assurda delle serate di festa. Un silenzio assordante: il Real vince 2-1, con i gol di Figo e Guti, ma anche nel giorno meno adatto per parlare di calcio, Francesco Totti decide di aprire il suo conto personale con gli spagnoli. Lo fa su calcio di rigore: non servirà a riequilibrare il risultato, ma il capitano avrà tempo e modo di rifarsi. Nel tempio del calcio: il Santiago Bernabeu. Questa volta non si gioca con la morte nel cuore: il 24 ottobre è una partita vera, la Roma è alla ricerca del punto che le consentirebbe il passaggio alla fase successiva. Segna ancora Francesco Totti, sfruttando un numero da circo di Vincent Candela sulla linea di fondo. Pareggerà Figo su calcio di rigore ad un quarto d’ora dalla fine. Un’impresa sfiorata, ma soltanto rinviata di un anno: è il 30 ottobre 2002: uno scherzo del destino ha rimesso di fronte Roma e Real. All’ Olimpico era finita 3-0 per le merengues, ma era una Roma senza Totti. I giallorossi hanno bisogno di punti al Bernabeu per qualificarsi alla seconda fase a gironi. E’ il ventisettesimo del primo tempo: assist di Montella, indovinate per chi? Risposta semplice: Francesco Totti. Il capitano fa esplodere i tanti tifosi giunti a Madrid, la Roma sbanca il Bernabeu. Nella stagione 2004/2005, quella del maledetto accendino all’arbitro Frisk, quella delle partite di Champions giocata a porte chiuse, Totti non riuscirà a calare il poker al Real. Ma nel giorno in cui il capitano diventa il giocatore giallorosso con più presenze in Europa (65), nel giorno in cui, due anni fa, ci fu quel maledetto infortunio contro l’Empoli, la Roma vuole regalarsi l’ Olimpo. A prenderla per mano, ancora Francesco Totti. La bestia nera del Real Madrid.

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