21 Agosto 2019

La Roma ritrova Andreazzoli, tattico di Spalletti con quella macchia nel derby

ROMA ANDREAZZOLI GENOA – Nell’ultimo biennio ad Empoli, Andreazzoli ha riabilitato il proprio nome. Ha prima guidato i toscani al trionfo in Serie B, poi ha lottato con le unghie e con i denti per evitare la retrocessione, riuscendo a imprimere la propria idea di gioco nonostante sia stato esonerato e poi richiamato a marzo. E’ stato un lungo anno per l’allenatore originario di Massa, che, pur non riuscendo a impedire che l’Empoli ripiombasse nella serie cadetta, ha fatto abbastanza bene da convincere Preziosi ad affidargli le redini del Genoa.

LA ROMA NEL DESTINO – La macchia a cui si faceva riferimento è quella originatasi il 26 maggio 2013, quando la Roma, guidata appunto da Andreazzoli, subentrato alcuni mesi prima a Zeman, perse contro la Lazio in finale di Coppa Italia. Nonostante il passato di Andreazzoli con i giallorossi risalisse molto addietro, al 2005, anno in cui il toscano cominciò a imbastire con Spalletti il 4-2-3-1 che ha portato la Roma a essere riconosciuta come una delle squadre più brillanti d’Europa, La Gazzetta dello Sport sottolinea come i tifosi giallorossi tendano a ricordare soprattutto la sanguinosa sconfitta nel derby, dopo la quale Andreazzoli tornò alle proprie mansioni di collaboratore tecnico, cedendo le redini della prima squadra a Rudi Garcia. Il destino ha voluto mettere la Roma e il suo ex-allenatore l’una contro l’altro nella gara inaugurale del campionato, al primo esame ufficiale di Fonseca sulla panchina giallorossa e all’esordio in campionato di Andreazzoli alla guida del Genoa, già condotto alla vittoria per 4-1 nella partita di Coppa Italia contro l’Imolese.


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3 commenti

  1. Enok ha detto:

    Ce una lista infinita di “macchiati”, in riferimento a quella data, ma non si fa mai. La sua (Andreazzoli) è quella di non essere “de roma”?! Solito ragionamento da «strapaese». Quando il risultato era positivo a vincere erano gli “dei” romani, in caso di sconfitta, (guai a sfiorarli) a perdere era la Roma. Che pochezza.
    Quando si cambierà mentalità (temo mai) la AS Roma sarà diventata un grande Club.

    • Enrico ha detto:

      In entrambi i casi il merito di Pallotta è stato quello di assemblare una squadra competitiva. In entrambi i casi è stata la squadra a perdere sul campo.

  2. sbriso ha detto:

    Andreazzoli neanche vincesse la champions con il Genoa si toglierebbe quella macchia, non di aver perso una finale (la si può perdere per carità) ma di averla giocata con Pjanic e Osvaldo in panchina.
    4-0 domenica sera.