ROMA SPINAZZOLA – Leonardo Spinazzola non si lascia scoraggiare dall’infortunio (rottura del tendine d’Achille), e appare caparbio e coriaceo, come dimostrano le sue parole a Sportweek. L’intervista integrale uscirà domani, e il giocatore della Roma ha parlato dell’infortunio, dei social, della vittoria con la Nazionale e della squadra giallorossa. Ma soprattutto, ha fatto una promessa. Ecco un’anteprima delle sue dichiarazioni.

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Il ritorno e lo scudetto

“Torno presto. Mourinho e Mancini già lo sanno: a novembre tornerò ad allenarmi e a dicembre sarò già in campo. Scudetto? Se succedesse, penso che però, la povera città di Roma dovrebbero rifarla dopo quel doppio festeggiamento.”

Le polemiche sul pullman scoperto

“Anche il pullman normale, negli spostamenti, è stato circondato dalle persone. Da noi c’è la caccia a chi dare la colpa, ma è una cosa ipocrita, perché anche nelle sere precedenti gli italiani si sono riversati in piazza. O chiudevi tutte le persone a casa.. I social sono la rovina. Gli ignoranti possono dire e fare quello che vogliono»

Il passato e la Nazionale

“Il no dell’Inter? In quei giorni ho detto a Miriam: “Se mi arrabbio di nuovo per il calcio, dammi uno schiaffo”. Del mio passato cambierei il ruolo – cioè vorrei essere stato impostato prima come terzino – e la testa. Avrei dovuto avere più pazienza. Nazionale? Per vincere non serve uno spogliatoio unito. Serve una squadra che in campo dia tutto. Certo, se invece vai anche a cena insieme, come noi, è ancora più bello. Nello spogliatoio dell’Italia eravamo scemi veri, perciò abbiamo trascinato gli italiani. Io un gruppo così scemo e ignorante non l’avevo mai visto: bellissimo”.

1 commento

  1. Finalmente uno che dice una cosa sensata, lo spogliatoio unito non serve a niente, una delle tante sciocchezze che vengono sempre decantate come se fosse la soluzione a tutto. Giocatori forti e sopratutto che in campo non lascino un centimetro, questo serve. E per fare questo serve una guida capace, vedi Mourinho e gente come lui

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