Foto Tedeschi

ROMA MOURINHO – Sicuramente non si è divertito Jose’ Mourinho allo stadio Bentegodi. “Il vero divertimento è vincere e io mi diverto solo se vinco”, ha avvertito lo Special One questa settimana. Se l’aspettava presto o poi il primo inciampo della sua Roma ed è arrivato sotto il balcone di Romeo e Giulietta. Forse è arrivato troppo presto. “Le gioie violente hanno violenta fine, e muoiono nel loro trionfo, come il fuoco e la polvere da sparo, che si distruggono al primo bacio. Il più squisito miele diviene stucchevole per la sua stessa dolcezza, e basta assaggiarlo per levarsene la voglia”. Così scriveva William Shakespeare nel suo capolavoro ambientato proprio a Verona. Il filotto di risultati utili e vincenti di Mou ha trovato, quindi, la sua violenta fine sul campo bagnato calcato fino a tre giorni fa dall’ex allenatore dei giallorossi Eusebio Di Francesco. Il cambio di panchina voluto dalla proprietà dell’Hellas ha sortito gli effetti sperati. Chissà cosa sarebbe successo se a dirigere i gialloblu fosse rimasto proprio l’allenatore pescarese?

Roma, la prova del nove di Mourinho

Adesso si apre tutto un altro capitolo per Mourinho che dovrà governare tutto quello che scaturisce a Roma (e non solo) dopo una frenata di questo tipo. La vera prova del nove, dopo i tanti e meritati complimenti, analisi sofisticate del suo “sistema” e del suo mondo.  Dovrà gestire la squadra, ormai disabituata alla sconfitta. Guarderà e riguarderà le immagini della partita, distribuirà le colpe e catechizzerà i suoi dietro le siepi protette di Trigoria. Rifletterà sulla sua mossa finale di giocare con 5 attaccanti tutti insieme (Abraham, Mayoral in attacco, Carles Perez, El Shaarawy esterni, Mkhitaryan e Pellegrini in mezzo con Cristante. Difesa a tre con Smalling, Ibanez e Mancini). Mossa della disperazione o gesto dimostrativo per la società per evidenziare che la rosa è corta, “e questo tengo”?.  E poi dovrà proteggere i suoi ragazzi dagli inevitabili giudizi negativi, dal diritto di critica della città con in sottofondo le radio e le homepage dei siti compulsati sugli smartphone. Dovrà abbracciarli e accarezzarli i suoi ragazzi e tenerli lontani dal quel disfattismo solo sopito in queste prime settimane di “gioia violenta” e già riaffiorato dopo il gol di Caprari al 9’ del secondo tempo.

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Pellegrini da cineteca e “Re Patricio” non bastano

Peccato che la splendida rete di Lorenzo Pellegrini e l’intervento miracoloso di Rui Patricio su Caprari debbano rimane sui tabellini solo a favore di numeri e statistiche. Il capitano ha tirato fuori dal cilindro un altro gol capolavoro dopo la quello di giovedì in Conference League. Tanto bello quanto inutile. Un gesto tecnico fenomenale che legittima la sua ascesa fenomenale. Alle parate di Rui Patricio non eravamo abituati negli ultimi anni e ci fa ingrandire il cuore quando lo vediamo prendere l’imprendibile con istinto e  tecnica da Campione con la C maiuscola. Le loro gesta epiche non sono bastata però a evitare alla Roma il  suo primo stop stagionale dopo sei vittorie in altrettante partite.

Anche Mourinho con il mal di trasferta come Fonseca

In conclusione, una notazione statistica. E’ più di un anno che i giallorossi non riescono a bissare una vittoria in trasferta. Con Paulo Fonseca non sono mai riusciti la passata stagione. Jose’ ha l’occasione per provarci ancora, sfruttando – speriamo – anche la finta esterna in casa della Lazio nel derby di domenica prossima e poi si andrà a Torino per sfidare la Juventus. In mezzo, però, c’è il turno infrasettimanale all’Olimpico con l’Udinese.

GSpin

6 Commenti

  1. Piú che dalle critiche, se preoccupasse de protegge i risultati contro le piccole !
    Mo che iniziano gli scontri con le big se famo du risate……

    Tre pappine con l’Hellas…………sicuramente la colpa sará ‘daaaaambiente’…….

      • De legge il tuo commento sicuro………rende chiaro chi esultava per il settimo posto l’anno scorso, incensava Pallotta e Monchi alle prime giornate e poi spariva nel dimenticatoio, come tutti i ‘aaaroma nun se discuteeee, se amaaaa’.

        Non vedevo l’ora si….

        Poi pe quando riguarda i risultati, come giá detto, mo che arivano le partite VERE, staremo a vedé che se nventamo. Ma tanto a te che te frega….hai vinto pe 10anni de fila la Coppa Plusvalenze…….stai bene cosí .

  2. I disfattisti non aspettavano altro e poi aspettiamoci le chicche di orsolo
    I-lario e compagnia bella…
    Sempre e solo forza Roma

  3. Solito copione, cambio allenatore, quindi cambio modulo e formazione, il primo che incontra il nuovo allenatore si fa sorprendere perché non ha partite di riferimento da studiare. Basterebbe per una partita cambiare modulo così da sparigliare le carte al neoallenatore che invece ne ha di partite da studiare.

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