• Juventus-Roma, l’analisi tattica: giallorossi con il piglio giusto battuti dall’unico squillo bianconero

    Redazione RN
    31/12/2023 - 11:47

    L'analisi a livello tattico del match dell'Allianz Stadium tra i bianconeri ed i giallorossi per la 18a giornata di Serie A

    Getty Images
    Juventus-Roma, l’analisi tattica: giallorossi con il piglio giusto battuti dall’unico squillo bianconero

    JUVENTUS ROMA ANALISI TATTICA – Nonostante l’idiosincrasia da trasferta e dopo anni in cui i giallorossi si presentavano a Torino da vittima sacrificale, da qualche anno la Roma scende in campo a Torino col piglio giusto. L’esito finale non porta mai i 3 punti ma se non altro uscire a testa alta lenisce l’impatto emotivo di una sconfitta che incide ancora di più su una classifica poco brillante. La gara, pur veloce, ha vissuto larghi momenti di stallo e il pragmatismo vissuto da entrambe per filosofia tecnica ha finiti per annullare la possibilità di prendere quota e raggiungere picchi significativi di spettacolarità, imprigionato il tutto dentro l’esigenza di prendere un gol in meno dell’avversario per vincere, ma per personalità e intraprendenza i giallorossi si sono fatti preferire per larghi tratti di gara.

    Moduli e sviluppi di gioco

    Mourinho si presenta allo Stadium recuperando Dybala, con a fianco Lukaku, con Bove e Cristante a sostegno dell’azione. In mezzo c’è Paredes a dettare ritmi compassati, con Zalewski e Kristensen quinti molto offensivi nell’atteggiamento e con Mancini, Llorente e N’Dicka davanti a Rui Patricio. Anche per Allegri un 3-5-2, dove c’è Szczesny tra i pali, con Gatti, Bremer, Danilo centrali e i quinti Thuram e Kostic. Locatelli a dettare tempi, mentre Rabiot e McKennie si occupano di offendere da mezzali negli spazi profondi liberati da Vlahovic e Yildiz

    Primo tempo veloce ma molto tattico

    Una Juventus molto aggressiva in avanti, sin dai primi minuti, è l’aspetto tattico che caratterizza l’avvio di gara, laddove con un 3-5-2 speculare saranno come sempre decisivi i duelli singoli all’interno della gara. Baricentro medio per entrambe, la Roma però, sull’aggressione bianconera menzionata trova comunque una buona circolazione palla che con autorità la fa uscire sempre, specie sui quinti e i ribaltamenti di fronte figli delle transizioni diventano continui. Le squadre sempre lunghe e con gli spazi centrali presidiati a differenza delle corsie esterne, dove le catene trovano sempre spazi e tempi di gioco. Da entrambe le parti diventano così protagoniste le mezzali che, entrando senza palla diventano sempre l’uomo in più nei 30 metri finali, con i bianconeri che trovano sempre la linea di passaggio di raccordo nel corridoio centrale tra braccetto e attaccante creando difficoltà nell’adeguamento tra braccetto opposto giallorosso e quinto giallorosso. Le mezzali Bove e Cristante efficaci nella metacampo offensiva, ma meno in quella difensiva, dove già Paredes fatica di suo. Nei momenti in cui la gara stagna, la Roma costruisce e prende campo spesso, facendosi preferire per possesso e manovra aggirante con i quinti che trovano assistenze dall’esterno e con Dybala che tirando fuori trova spazi per fare altrettanto, ma i suoi assist non vengono raccolti a centro area da Lukaku. Il belga, autore di una gara incolore, non trova praticamente mai raccordo con gli sviluppi dei compagni e la produzione offensiva della Roma finisce per appoggiarsi sulle mezzali e loro inserimenti. Quando si chiude il primo tempo è la Roma a darsi preferire per supremazia territoriale, percentuali di possesso palla e produzione offensiva 

    Ripresa decisa nei minuti iniziali

    Si riparte con gli stessi 11 per parte con i minuti iniziali che culminano con l’errore in disimpegno di Kristensen che avvia il rimpallo e lo sviluppo finale decisivo al termine del quale Rabiot supera Rui Patricio rompendo gli equilibri dell’incontro. È questo l’unico squillo, l’unico sussulto dei bianconeri nel secondo tempo, ma basta per decidere e sancire il risultato. Subito il gol, la Roma reagisce e mette spesso i bianconeri nei propri 35 metri difensivi finali, anche se rimane tutto velleitario negli intenti, visti i pericoli reali del secondo tempo molto ridimensionati rispetto al volume di gioco. L’ora di gioco vede l’ingresso in campo da una parte di Pellegrini (esce Bove), e dall’altra di Chiesa (esce Yildiz), lasciando tutto invariato, mentre quando El Shaarawy subentra al 73′ al posto di Paredes la Roma vira al 3-4-3. Risponde subito Allegri con Milik e Iling-Junior per Vlahovic e Kostic e nel finale Rugani per McKennie. Mourinho poi inserisce Azmoun (esce Zalewski) con i giallorossi con tre attaccanti più El Shaarawy quinto di sinistra molto offensivo. Il fischio finale consegna nuovamente alle cronache una Roma in rincorsa affannosa ai posti Champions, ma con un Dybala in più.

    Maurizio Rafaiani

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    1. Lo squillo della rube era in fuorigioco. Hanno modificato, e non è la prima volta le immagini sul fuorigioco. Calcio italiano allo sbando. Annullate tutti gli abbonamenti

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