Foto Tedeschi

JUVENTUS ROMA ANALISI TATTICA – Neanche Mourinho, uno dei tecnici più decorati e celebrati degli ultimi 20 anni, neanche la sua iconica presenza a bordo campo, bastano ad esorcizzare l’incantesimo dello Stadium per la Roma. La squadra giallorossa torna da Torino con la valigia piena di rimpianti, con la consapevolezza di avere fatto meglio della Juventus ma con l’ennesimo scontro diretto non vinto in 20 mesi. Un unicum che la dice lunga sul cammino che il tecnico portoghese dovrà affrontare per portare i giallorossi a competere per le prime posizioni del campionato italiano. Eppure, una Roma di spessore, mai come stasera autoritaria a Torino, con supremazia territoriale, possesso palla e indice di pericolosità nettamente a favore, beffata da una unica carambola maligna in doppio colpo di testa tra Bentancur e Kean a decidere una sorte ancora una volta perfida matrigna, sono stati sufficienti ad evitare la sconfitta.

Moduli e sviluppi di gioco

Mourinho recupera Abraham e se la gioca coi suoi migliori a disposizione, con Mancini e Ibanez davanti a Rui Patricio, con Karsdorp e Vina terzini, Cristante e Veretout in mediana e con Pellegrini sotto l’inglese e Mkhitaryan e Zaniolo punte esterne a piede invertito, in un 4-2-3-1 scaglionato che occupa bene il campo in fase di possesso. Per Allegri un 3-5-2 molto serrato centralmente, con Danilo, Bonucci e Chiellini centrali davanti a Szczesny. Cuadrado e De Sciglio quinti di centrocampo ad allargare il campo, in mezzo Locatelli detta i tempi, con Bentancur e Bernardeschi mezzali di piede, pronte ad inserirsi a sostegno dell’azione offensiva di Chiesa e Kean.

Primo tempo

La gara ha un avvio anomalo nel copione, con una Juve provinciale che legge i momenti della gara, una pressione alta sulla costruzione bassa dei giallorossi, un sotto palla totale nella propria metà campo quando la Roma prende campo. Per i giallorossi una pressione media, concentrata soprattutto nella zona centrale dove la squadra di Mourinho ha sempre la percentuale più significativa dei recuperi palla, con l’idea di schermare le linee di passaggio per Locatelli. L’inizio gara di personalità della Roma la vede arrivare bene davanti con linee di passaggio centrali, nonostante la Juventus pratichi una densità centrale e vada a prendere molto alta Zaniolo con De Sciglio, mentre Cuadrado cerca di tenere basso Vina, Bentancur se la gioca con Mkhitaryan quando viene dentro al campo a ricevere e Bernardeschi lavori sui raddoppi su Zaniolo. Allegri costruisce a 3 dietro, alzando contemporaneamente Cuadrado e De Sciglio, lavora sui cambi di gioco e trova il gol forse sull’unica disattenzione difensiva giallorossa con Vina che vede la sua zona attaccata contemporaneamente da Kean e il movimento ad entrare di Bentancur. Dopo il vantaggio, la Juventus concede definitivamente la costruzione dal basso alla Roma che nonostante la compattezza dei bianconeri trova con pazienza la manovra avvolgente, senza però trovare Abraham con continuità tra le linee anche perché Pellegrini si tira sempre fuori isolando di fatto l’inglese. Il gol casuale subìto costituisce la prima prova di una giornata storta, l’infortunio di Zaniolo (entra El Shaarawy a sinistra con Mkhitaryan che trasloca a destra) la completa, culminando a fine primo tempo con il terzo indizio (che costituisce la prova di giornata storta) nel discusso calcio di rigore sul quale le interpretazioni si sprecano e sul quale si va al riposo, presagendo già quale destino attende i giallorossi.

La ripresa

Si riparte con i medesimi 22, con ritmi più alti e con la Roma migliore per supremazia territoriale e possesso palla a Torino di sempre. La Juventus, che nel frattempo ha sostituito i due attaccanti Chiesa e Kean con Morata e Kulusevski, dietro a difendersi, ma le manca costantemente di cogliere l’attimo. Allegri mette mano anche al suo centrocampo con Arthur per Bernardeschi (Locatelli va a fare la mezzala). Mourinho prova a dare ancora più consistenza al suo attacco, inserendo Shomurodov per Veretout con Pellegrini in mediana, riportando un compagno vicino ad Abraham, mentre Allegri completa il suo quadro con Alex Sandro per De Sciglio. Anche nella ripresa la Roma trova tanti recuperi palla in mezzo al campo ma, nonostante un 4-1-4- 1 estremamente offensivo, la montagna partorisce il Topolino con la Juventus che può arrivare indenne al fischio finale. Una gara dai pochi spunti tattici, ma con la consapevolezza che la Roma sotto l’aspetto della personalità, atteggiamenti e determinazione ha fatto passi da gigante.

Maurizio Rafaiani

4 Commenti

  1. Ma quale maligna carambola… non diciamo idiozie, per favore. E’ stata un’azione elementare con dei nostri errori di posizione imbarazzanti. Abbiamo tirato pochissimo in porta e la manovra è sempre lentissima. Contro la Juve più modesta degli ultimi 10 anni.

  2. Il problema che noi in difesa abbiamo Mancini e ibanez loro chiellini e bonucci, morale se non hai giocatori forti perdi anche contro una juve sicuramente inferiore agli anni scorsi

Comments are closed.