JUAN SUL SUO FUTURO– Il calciatore giallorosso si esprime sul suo domani, su Luis Enrique e sulle aspettative riguardanti la nuova proprietà, in un’intervista a Globoesporte.com:
Insomma, hai avuto una proposta dal Flamengo per ritornare?
“No, in nessun momento abbiamo parlato di possibilità di ritorno. Né il Flamengo con la Roma, né io in relazione al contratto. Nulla. Sono state solo voci di mercato. Poteva succedere, ma con la decisione della Roma non è successo. Quando stavo in Italia un vecchio dirigente della Roma (Montali? Ndr) mi aveva detto che volevano un appuntamento con me, ma che non poteva decidere nulla perché ormai stava uscendo. Con la nuova dirigenza non ho ancora avuto contatti”

Quando è venuta fuori la possibilità di ritornare al Flamengo, ti sei immaginato per un attimo di nuovo con quella maglia?
“Questo me lo immagino sempre. E’ stato l’unico club nel quale ho giocato in Brasile ed ho un legame molto forte fin da piccolo. A volte, inconscentemente, mi vedo giocare con la maglia del Flamengo. Recentemente questo è diventato più realistico, soprattutto dopo il ritorno in patria di Ronaldinho. E’ un amico ed ha avuto più o meno la mia stessa situazione, giocando prima in Europa e scegliendo di rientrare a giocare con il Flamengo.”

Il ritorno di Ronaldinho in Brasile ha aumentato in te la voglia di tornare al Flamego?
“Quando un giocatore del suo livello prende una decisione come quella di tornare in Brasile e scegliere il Flamengo….Questo ha aumentato il blasone del Flamengo, perfino i miei compagni di squadra della Roma che sapevano che avevo giocato con il Flamengo scherzavano con me su questa ipotesi. Ha dato un segnale forte in Europa da parte del mercato brasiliano. E’ stato bello. Hanno visto il contratto che ha fatto Ronaldo, il mercato brasiliano è forte.”

Il tuo contratto con la Roma scade nel 2013. Rinnoverai?
“Io sono molto realista. Ho due anni di contratto e fino ad oggi non mi hanno chiamato per prolungare o rescindere- Con il cambiamento di proprietà potrebbe accadere qualcosa ma il loro pensiero nei miei confronti è sempre lo stesso. Se io domani volessi posso parlare con la Roma per prolungare e loro farebbeo quello che è meglio per me.”

Cosa vi aspettate da Luis Enrique, il nuovo allenatore?
“Ha detto che spera di costruire la Roma nello stile del Barcellona. Più possibilità per il titolo?
E ‘stato un grande giocatore. Mi ricordo di lui. Da quello che ho sentito, ha fatto un ottimo lavoro al Barcellona B. Una persona che ha la mentalità vincente. Sarà importante per la Roma ed il calcio italiano, porterà una nuova mentalità senza cadere nella routine. Egli tenta di distribuire una nuova filosofia. Spero che avrà almeno il 50% del successo che aveva Barcellona.”

Perché Adriano ha fallito a Roma?
“Prima di tutto ha avuto molta sfortuna. Nemmeno lui capiva perché in un anno si è fatto male così spesso. Con infortuni lunghi per il recupero. Quando sono tornato a Roma dopo i mondiali, lui già si stava allenando e veniva elogiato dai compagni e dai tifosi. Nella settimana prima dell’esordio in campionato si è fatto male ed è rimasto un mese e mezzo fuori. La Roma, a mio avviso, non si è comportata bene con lui: lo ha preso dal Flamengo, quando stava bene, gli hanno fatto diverse promesse e poi nell’ultimo giorno di mercato hanno comprato Borriello. Un grande giocatore ma con caratteristiche troppo simili a quelle di Adriano- Così lui è diventato la seconda scelta. Quando è tornato in campo ha avuto bisogno di un periodo di ripresa. Adriano è uno che se resta fermo aumenta troppo di peso. Quando stava bene, in condizione, pronto per riprendersi il posto in sauadra ecco che si fa male alla caviglia in allenamento. E poi la stessa cosa alla spalla….”

Che immagine si sono fatti di Adriano in Italia?
“La stampa è un po’ sensazionalista. Aveva l’immagine sua nell’Inter e fuori del campo qui in Brasile. Ma nella Roma nessuno parlava male di lui, una persona eccezionale, tutti hanno visto il suo impegno in campo. Poi, come accadde con l’Inter, ha messo da parte il fatto di guadagnare molti soldi senza giocare, è stato onesto con se stesso e con gli altri ed ha scelto di tornare in patria Per qualcuno è stato un pazzo, ma ha scelto la cosa più utile e serena per lui ed ha rescisso il contratto.”

Cosa ti aspetti dalla nuova proprietà?
“Pensiamo che ci saranno più investimenti, arriveranno nuovi giocatori. In quattro anni sono stato lì, siamo arrivati due volte secondi, abbiamo vinto una Coppa Italia e una Supercoppa italiana, c’è anche mancata un po’ di fortuna.”

Tu ti vedresti bene in nazionale in questa nuova era-Menezes?
“Io in nazionale mi ci vedo bene sempre. Fino a quando giocherò a calcio penserò sempre alla seleòao. Quello che posso fare è cercare di giocare bene con la Roma. L’anno dopo i mondiali è sempre difficile per me, ma ho comunque giocato quasi tutte le partite. Ne ho saltate solo sei. Ma sono a disposizione. Dopo tutti gli anni trascorsi in nazionale non sono certo uno che ha ancora da provare o dimostrare qualcosa. Se il ct ha bisogno di me io sarò a disposizione.”

Cosa chiedi ancora alla tua carriera?
“Voglio vincere uno scudetto con la Roma. Dopo tutto quello che abbiamo passato nei due anni, arrivati secondi per poco ce lo meritiamo con una città bella da vivere con una tifoseria passionale. Voglio giocare bene. Se potessi scrivere il mio futuro direi: scudetto con la Roma e in due anni tornare a giocare con il Flamengo.”

Solo questi due sogni? E tornare in nazionale per i mondiali 2014 è difficile?
“Non credo che sia difficile. Già sono contento di vedere che altri compagni che hanno giocato nel 2010 stanno rientrando in nazionale. Se giocherò bene, vincerò lo scudetto e tornerò a giocare con il Flamengo penso che sarà più facile tornare in nazionale (ride). Queste due cose dipendono solo da me. Nazionale la terza scelta dipende anche dal ct”

Aldair ha aperto la strada per i difensori in Europa?
“A Roma è stato così. In Brasile pensano più a Falcao, ma lui a Roma è un idolo. Recentemente hanno fatto un sondaggio tra i tifosi sui giocatori più amati e lui era subito dopo Totti e De Rossi, due romani. Il suo numero di maglia è stato ritirato. Tutti quelli che hanno giocato con lui dicono che era impressionante. Perqualche coincidenza mi hanno sempre paragonato a lui. Ha giocato per il Flamengo e aveva uno stile simile al mio. Mi è sempre piaciuto”

Chi ricordi dei giocatori con cui hai fatto coppia in difesa?
“Ho avuto la fortuna di aver sempre avuto grandi giocatori al mio fianco. Il momento in cui sono cresciuto di più è stata quando giocavo nel Flamengo con Gamarra, ci ha giocato per un anno e mezzo o giù di lì. E dopo di lui Lucio, siamo stati compagni nel Bayer Leverkusen per due anni e abbiamo giocato insieme in due Mondiali.”