29 Marzo 2022

José Mourinho e la Roma dei romanisti, come lo Special One ha costruito la sua idea di squadra

ROMA MOURINHO – C’è un gesto di José Mourinho che durante il derby contro la Lazio domenica 20 marzo non è passato inosservato. L’allenatore portoghese al 40esimo del primo tempo, con la squadra in vantaggio per 3-0 si è rivolto alla tifoseria giallorossa chiedendo (e poi ottenendo) di interrompere gli ‘olè’ che accompagnavano ogni passaggio della Roma. Il gesto dello Special One verso la tifoseria è stata l’espressione più evidente di quanto sia forte il legame tra il tecnico e l’ambiente che circonda la squadra, ma soprattutto la dimostrazione di quanto sia compatta la linea che unisce le oltre 50mila voci che sostengono gli 11 che scendono in campo ogni domenica e l’allenatore che li guida dalla panchina.

Il legame

Il legame che si è creato tra l’allenatore giallorosso e la tifoseria era già chiaro il 4 maggio 2021 quando, a campionato ancora in corso, la società tramite un comunicato ufficiale ha annunciato l’arrivo sulla panchina della Roma di José Mourinho per la stagione successiva. Bandiere che sventolavano sui balconi, commenti di incredulità, clacson che risuonavano tra i quartieri della città, persone che si abbracciavano alla lettura della notizia. Il presidente Dan Friedkin alla guida di un aereo privato che porta in prima persona in città “l’eroe” del momento: l’arrivo del tecnico portoghese il 2 luglio 2021, aveva tutti i presupposti per essere confuso con una scena da film. Atteso, acclamato, desiderato: lo sbarco di José Mourinho ha scatenato immediatamente nei tifosi della Roma un’ondata di esaltazione che ha unito l’ambiente in un unico grande grido di benvenuto a un tecnico che nella sua carriera ha vinto tutto. Entusiasmo ed euforia, merito anche di una società che ha saputo studiare nei minimi dettagli quale sarebbe stato il miglior momento per presentare quello che sarebbe diventato il 58esimo allenatore della storia del club.

L’idea di Roma

“Non ho fatto nulla per meritare questo. Mi sono sentito subito in debito. L’accoglienza è stata emozionante. La prima cosa che devo fare è ringraziare i tifosi. Non voglio la Roma di Mourinho, voglio la Roma dei romanisti”, si è presentato così in conferenza stampa subito dopo il suo arrivo nella Capitale l’8 luglio 2021 ricambiando immediatamente l’affetto dal quale è stato travolto e soprattutto mettendo in chiaro fin da subito quella che sarebbe stata da lì in poi la sua idea di “Roma”, con i tifosi in primo piano. Con un occhio anche ai più giovani, l’obiettivo dello Special One dal primo giorno a Trigoria è stato quello di costruire una squadra competitiva, senza promesse di vittorie di titoli improbabili, ma con la volontà di lavorare per il futuro. A partire da quel momento, il legame tra l’allenatore e i supporters giallorossi sarebbe andato in crescendo, costruendo così un ambiente compatto, vicino alla squadra e al suo allenatore. Sono passati otto mesi dal suo arrivo sulla panchina della Roma e la classifica vede la formazione di José Mourinho sesta con 51 punti (insieme all’Atalanta), solo due in più rispetto ai cugini settimi e a 8 punti dalla Juve, quarta. Una posizione che inevitabilmente non può essere soddisfacente per la società capitolina ma che, con i quarti di Conference League ancora da giocare e la corsa all’Europa ancora aperta, permette ai tifosi della Roma di credere nella squadra.

La Roma dei romanisti

Capace fin da subito di immergersi nell’ambiente della capitale e dimostrare ai tifosi di essere uno di loro, emblematica è stata una cena di squadra, organizzata dall’allenatore a settembre in pieno centro città, quando è bastato far suonare l’inno della Roma all’interno del ristorante per far mischiare le voci dei calciatori con quelle dei tifosi presenti all’esterno, facendo così partire un unico coro. La particolarità? Lo Special One che con il telefono in mano e un sorriso sul volto ha ripreso la scena. Era solo l’inizio del suo progetto romanista. Da quando è arrivato, tantissime sono state le dimostrazioni di stima che il tecnico portoghese ha rivolto ai supporters, dai propri canali social alle conferenze stampa. “Per la gente”, “Freddo? Vento? Che importa, giochiamo e diamo al popolo quello che ama, grazie mille per il sostegno”, “A casa, a Roma” e ancora “i tifosi della Roma sono incredibili”, “una famiglia”, “hanno un cuore molto speciale”, “gioco e combatto per loro”. José Mourinho a Roma è stato capace di creare una bolla di protezione intorno alla squadra e intorno all’ambiente come nessun allenatore è riuscito a fare prima ad ora. E infatti, mai una contestazione, mai dei fischi alla squadra, ma sempre sostegno, applausi e incoraggiamento in uno stadio Olimpico pieno di sciarpe giallorosse ogni domenica. Quando qualcuno ha provato a sgretolare questo legame mettendo in discussione la sua permanenza sulla panchina della Roma, è stata immediata la risposta da parte dei tifosi: “Con Mourinho fino all’inferno!” recitava uno striscione apparso a Trigoria a dicembre subito dopo la sconfitta contro l’Inter per 3-0. “La nostra fede, la tua mentalità: hai le chiavi di questa città”, si leggeva al Fulvio Bernardini dopo il pareggio contro il Verona. Momenti di difficoltà che hanno portato l’ambiente a stringersi ancora più forte intorno all’allenatore portoghese, dimostrando come la fiducia che lo circonda sia solida. Pronti a far sentire la propria voce e a rispondere “presente” in ogni partita, mai come quest’anno la Roma è la Roma dei romanisti.

Manuela Fais

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2 commenti

  1. Marco ha detto:

    E così dovrebbe essere sempre. Se non ci fossero le radio, tv e giornali a dividere l’ambiente, avremmo vinto la champions da un pezzo. Ne avremmo vinte già 5. E se non ci fosse stata la raggi e caltagirone avremmo già avuto il nostro stadio e la squadra più ricca d’italia. Il nostro destino sarà sempre di lottare contro il mondo.

  2. Mikele ha detto:

    STUCCHEVOLE!!! La realtà resta che siamo ben sotto le grandi storiche o neoarrivate, e non è finita! Non credo purtroppo che a fine campionato faremo tanta festa. Così come la desiderata vincita della Conference League è tutt’altro che scontata, già a partire dalla prossima con il Bodo. La tifoseria romantica è commovente, ma la bacheca rimane spoglia. Altrove c’è meno sentimentalismo, ma più trofei.