22 Luglio 2022

Boniek: “Zaniolo può fare meglio di Vlahovic. Zalewski ha un potenziale offensivo incredibile, andrà al mondiale”

Le parole dell'ex giocatore della Roma

Zbigniew Boniek, ex calciatore, ha parlato ai microfoni de “il Diabolico e il Divino”, trasmissione condotta da Giuseppe Falcao e Simone LP su New Sound Level 90FM. Ecco, di seguito, le sue parole:

Ti sei divertito su Twitter in questi giorni che hai taggato CR7, ci hai un po’ fatto impazzire…

“Ma su Twitter ognuno può scrivere di tutto, io ho scritto una mia sensazione, non è l’Ansa. La mia sensazione era anche quella che Dybala venisse alla Roma, Lewandowski mi sembrava ovvio già da qualche settimana. Io comunque sono curioso di vedere dove andrà Ronaldo, per me non rimane a Manchester, non è partito per l’America, vorrebbe cambiare aria. In Italia non so se c’è qualcuno che potrebbe prenderlo, però diciamo che non è che non dormo per questo (ride, ndr.).”

Che sensazioni hai su Zaniolo?

“È una situazionne strana, lui ha ancora due anni di contratto, è giovane, si sta ritrovando alla grande dopo un paio di infortuni gravi. È un giocatore che ha un potenziale incredibile. Se oggi chiedi qual è il suo ruolo ognuno ti dice una cosa diversa, per me è il classico numero nove, protegge bene la palla, ha forza fisica, si gira bene, è bravo di testa, ha tiro. Io lo dico sempre quando vedo Vlahović, Zaniolo potrebbe fare altrettanto, pure meglio perché ha grandissima forza fisica. È un giocatore davvero forte.”

Mourinho quest’anno si è inventato Zalewski largo. Col rientro di Spinazzola, dall’altra parte avendo Karsdorp e Celik, c’è una possibilità che lo si impieghi in mezzo al campo?

“Non ne ho idea ma secondo me può farlo, so che lui sognava di giocare in mezzo al campo. Ormai si è ritagliato il suo spazio sulla fascia sinistra, sarà difficile spostarlo. È chiaro che non sarà un titolare fisso, non so se Mourinho gli troverà un’altra sistemazione, però è uno che può giocare in 3/4 ruoli. È un ragazzo giovane che deve maturare e crescere, in più ha un potenziale offensivo incredibile, credetemi, punta l’uomo, può migliorare negli assist e tante altre cose. Oggi la squadra non va pensata con undici giocatori titolari per ogni ruolo, possono benissimo spostarsi, bisogna essere preparati a giocare su due o più fronti. Poi Zalewski andrà al mondiale per me, il nostro allenatore della nazionale lo mette sempre se giochiamo a quattro in difesa e poi finisce a centrocampo.”

I tifosi sognano e si aspettano altro dal mercato, tutti mettono la Roma nelle prime quattro, cosa manca per fare il definitivo salto?

“Io la Roma la metto nella top 5, c’è sempre quel rischio di scivolare alla quinta posizione. Le squadre poi si costruiscono con il gioco, non si comprano. Sento spesso dire “dobbiamo comprare un centrale” ma costano tanto, De Ligt 60/70 milioni ma da attaccante avrei più paura di Ibanez perché può spaccarti la gamba ogni azione, è molto irruento, fa molto pressing. Poi se migliora un po’ nel tempismo delle entrate, nel controllo della palla in uscita, la Roma ha 3 difensori centrali tutti forti e veloci, nessuna squadra è messa a posto al 100%, c’è sempre da migliorare. Però se vai a vedere sulla destra c’è tanta gente, a sinistra Spinazzola e Zalewski, al centro loro tre e magari qualcun altro. La cosa importante è che dal punto di vista fisico la squadra regga sempre i novanta minuti, poi qualcosa di buono si può fare.”

Quindi perdere De Ligt ma a quella cifra e prendere Bremer è un buon colpo?

“Io stimo De Ligt, per me un buon giocatore. Nella mia graduatoria la prima cosa che un difensore deve saper fare è recuperare palla e non dare spazio agli attaccanti, poi se uno sa anche impostare è una cosa in più, ma prima deve portarmi numeri in fase difensiva. Io per dirti preferisco un portiere che sa parare bene, pazienza se non sa usare i piedi. Un difensore deve innanzitutto saper difendere bene, anticipare, accorciare le distanze.”

Che stagione sarà secondo te? Ci saranno tante partite tutte insieme, il mondiale. Come si gestiranno tutte queste gare?

“Hai assolutamente ragione, non sarà facile col ritmo delle partite. La mentalità giusta è quella di non lamentarsi e affrontare il calendario per quello che è. La decisone del mondiale è molto discutibile, spero si trovi una decisone unica per tutti. Il fatto che il calcio in Italia sparisca per due mesi è un problema importante, però poi si inizia a Ferragosto, si prenderà questo ritmo frenetico un po’ all’inizio.”

L’arrivo di Lewandowski a Barcellona può segnare un cambiamento del sistema di gioco del Barcellona?

“Da quello che mi risulta, Xavi vorrebbe cambiare questo sistema di gioco basato sul possesso palla del Barcellona, lui vuole verticalizzare molto di più, sfruttare gli esterni, per questo hanno preso Lewandowski. Chiaro che il Barcellona, come marchio e come brand, è una delle più significative al mondo insieme al Real e al Manchester United, ma dal punto di vista della struttura sportiva, finanziaria, organizzativa è un gradino sotto le altre grandi. Ma con l’arrivo di Lewandowski, di Raphinha il Barcellona spera di diminuire questo gap con il Bayern e altre squadre. Sta attraversando un periodo brutto, sta cercando nuovi fondi, ma con questi arrivi vuole riprendersi e tornare al livello delle grandi. Lewandowski è uno che può vincere ovviamente il titolo di capocannoniere e segna in tutti i modi. Sono tutti contenti, lui voleva il Barcellona, il Barcellona voleva lui e il Bayern ha preso i soldi.”

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