1 Ottobre 2022

Estro, geometrie e un ‘colpo’ da ritrovare: Pellegrini alla prova Mkhitaryan

Inter-Roma, faccia a faccia tra Mkhitaryan e Pellegrini

Sgommando. Così la Roma deve riprendere la strada in campionato. Serve un colpo di coda dopo la sfortunata sconfitta contro l’Atalanta, e la prima opportunità è San Siro, oggi alle 18. È vero, gli ultimi incroci con l’Inter non hanno sorriso ai giallorossi, ma non serve spiegare che il calcio è mutevole e imprevedibile. In una gara che si preannuncia tesa, i tecnici vorranno puntare su chi può trovare un corridoio che altri non vedono. Per Inzaghi potrebbe essere Mkhitaryan, che proprio a Trigoria giocava questo tipo di calcio. Mourinho invece punta sul suo capitano Lorenzo Pellegrini.

Roma, Lorenzo Pellegrini

“Tutti i bambini sono degli artisti nati; il difficile sta nel fatto di restarlo da grandi.” Diceva Pablo Picasso. Ora, da adulti c’è chi l’arte la reinventa a seconda delle necessità, è il caso di Lorenzo Pellegrini. Non fatevi ingannare dall’ultimo gol ‘di pancia’, quello dell’uomo giusto al momento giusto, perché il capitano della Roma quando c’è da disegnare traiettorie ha sempre inchiostro pronto. Con l’Inter sa come si fa, 2 gol rifilati ai nerazzurri in 10 precedenti (di cui 1 sola vittoria): uno ai tempi del Sassuolo, in veste di centrocampista centrale, l’altro in giallorosso, da trequartista (21/22). Perché sì, il classe ’96 è duttile e può ricoprire diversi ruoli (anche il mediano oltre a quelli citati) e non ha un piede preferito.

Mourinho, non a caso, ha ribadito che se ne avesse tre, giocherebbero tutti. Intanto, il tecnico metterà in campo quello che ha, anche se non in condizioni fisiche perfette. Il giocatore romano non è uno che si tira indietro, se necessario in campo convive con qualche dolore fisico. E quindi gare così importanti non possono che essere le sue. È ancora a caccia del primo sigillo stagionale in A, lui che l’anno scorso è arrivato a quota 14. È pero al momento secondo per media km percorsi in rosa (11,218), e per tiri (20), primo invece per occasioni da gol (21) e per assist (2 a pari con Dybala). E terzo in campionato per passaggi chiave (19). Insomma, manca il colpo di coda con la sua firma. E San Siro può essere una bella cornice.

Inter, Henrikh Mkhitaryan

Forse l’ex che non ti aspetti. Henrikh Mkhitaryan è volato a Milano, sponda nerazzurra, poco dopo la vittoria di Conference League in giallorosso. Per lui vale lo stesso di Pellegrini, quando si tratta di dettare geometrie, è tra i primi della classe. Non è un inamovibile di Inzaghi, ma viste le assenze è possibile immaginare un suo impiego dal primo minuto. In Champions, tra l’altro, è sceso in campo da titolare in entrambe le gare disputate. Sino ad ora, 4 presenze in Serie A con i nerazzurri (Lecce, Milan, Torino e Udinese), e anche lui è a caccia del primo sigillo stagionale in campionato. Duttile come il collega, varia dal trequartista, all’ala, al centrale, e fa dell’imprevedibilità la sua arma vincente. Nella Capitale ha lasciato la sua ‘eredità’ in buone mani, a gente come Pellegrini e Dybala, e all’attivo con la squadra di Trigoria lascia anche 29 gol e 18 assist in 117 presenze. Lui che all’Inter, proprio quando vestiva giallorosso, ha segnato 3 gol in 6 incroci. Una media notevole. E ora vorrà probabilmente ‘ricambiare il favore’.

M. Teresa Tonazzi

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