Inter-Roma, l’analisi tattica: nerazzurri padroni del gioco, giallorossi troppo stanchi e rinunciatari

Redazione RN
30/10/2023 - 12:29

La nostra analisi della sconfitta della Roma sul campo dell'Inter per la 10^ giornata di Serie A

Getty Images
Inter-Roma, l’analisi tattica: nerazzurri padroni del gioco, giallorossi troppo stanchi e rinunciatari

INTER ROMA ANALISI TATTICA – La decima di andata si conferma turno decisivo di campionato, dove le 3 pretendenti che giocheranno per lo scudetto affondano l’allungo decisivo, con le milanesi che si fanno preferire per qualità di gioco e valore complessivo alla Juve che avrà comunque il vantaggio non trascurabile di non disputare turni infrasettimanali di gare europee. Le tre compagne di viaggio lasciano così a disposizione un unico piazzamento per accedere alla Champions alle restanti Napoli, Lazio, Roma, Atalanta e Fiorentina con i giallorossi che inaugurano la corsa con una seconda sconfitta in uno scontro diretto lasciando i 3 punti dopo il Milan anche all’Inter di Simone Inzaghi. I nerazzurri sono oggettivamente la squadra più forte del campionato italiano da 4 stagioni ad oggi. Dopo la disputa infrasettimanale di coppe europee e con 48 ore di recupero in meno rispetto ai nerazzurri, i giallorossi sono scesi in campo al Meazza privi di 3 pedine fondamentali come Dybala, Pellegrini, Smalling nonché di Spinazzola e il lungodegente Renato Sanches e il tasso tecnico ne ha risentito in maniera decisiva.

Moduli e sviluppi di gioco

Con moduli speculari 3-5-2 previsti, Mourinho schiera davanti a Rui Patricio un Llorente regista arretrato oltreché centrale difensivo, con Mancini e N’Dicka braccetti. Kristensen e Zalewski quinti difensivi e poco propositivi, in mezzo c è Paredes con Cristante e Bove mezzali, ed El Shaarawy a sostegno di Lukaku per evitarne l’isolamento sul fronte offensivo. Per Inzaghi ci sono, davanti a Sommer, Acerbi centrale con Bastoni e Pavard braccetti, Dumfries e Di Marco quinti offensivi. In mezzo Cahlanoglu, con Mkhitaryan e Barella mezzali propositive a sostegno della coppia offensiva Lautaro/Thuram.

Primo tempo, ben presto monologo nerazzurro

Come consuetudine, a fronte di moduli speculari, sono i duelli singoli, unitamente al dinamismo delle catene esterne a incidere sulla gara. Immediato gioco delle coppie in mezzo al campo con la Roma che si adegua alla supremazia territoriale e possesso palla al 70%, favorevoli all’Inter. Bove si dedica a Barella, Cristante fluttua tra Bastoni(il braccetto più propositivo per un’ora di gioco)e Mkhitaryan che si tira spesso fuori per togliere riferimento sia alla mezzala giallorossa che a Mancini. La Roma gioca da subito una gara attendista e speculativa,dev e gestire le forze e una situazione di emergenza per l’assenza dei suoi principali giocatori di qualità e assiste alla manovra fluida nerazzurra in maniera compatta con un sottopalla al quale non partecipa, se non sporadicamente, solo Lukaku, con El Shaarawy che si abbassa disegnando un 5-4-1 difensivo. Gli uomini di Inzaghi attaccano sugli esterni in maniera differente, dove a sinistra cercano le combinazioni a 3 con Bastoni che crea superiorità portando palla dentro al campo, Dimarco in ampiezza e Mkhitaryan che va a giocare nello spazio che libera Cristante quando opera l’opposizione su Bastoni. A destra c è Dumfries che si alza subito sulla linea degli attaccanti, con Barella che spesso viene incontro a cucire gioco perché Lukaku ed El Shaarawy chiudono le linee di passaggio per Cahlanoglu e si crea da subito un 1contro1 sistematicamente vincente quello appunto di Dumfries su Zalewski con Barella a sostegno. Una criticità successiva dei giallorossi diventa ben presto la necessità di migliorare nella gestione delle seconde palle dopo la riconquista (dalla quale potrebbero crearsi dei break importanti), ma nei momenti rari e casuali in cui avviene, quando poi la Roma prova a prendere campo la transizione dei nerazzurri consente spazi in campo aperto a Thuram che sa essere devastante in tali situazioni. Il primo tempo, dopo un brevissimo e irrisorio equilibrio iniziale diventa quindi una supremazia e un possesso pressoché totali con i giallorossi in difficoltà di costruzione che non trovano mai né un uscita sull’esterno né il raccordo con gli attaccanti. Gli avanti sono raggiunti solo alzando palloni improbabili per un Lukaku isolato che poco o nulla può rimediare e scelte sbagliate nelle poche giocate nella metacampo avversaria. L’Inter gioca una gara completa in tutte le sue componenti, compresa la reattività, arriva sempre prima sul pallone ma soprattutto aggredisce subito nella zona dove perde palla senza mai rinculare. Quando poi nel finale di primo tempo anche Pavard entra negli sviluppi offensivi, l’Inter è completamente dentro al campo, in un forcing dove si esalta un Llorente monumentale, l’ultimo a cadere dei suoi.

Ripresa in sofferenza, con la condizione fisica in calo inevitabile, il gol chiude la gara

Si riparte con il solo Darmian al posto dell’ammonito Pavard ma la Roma rientra troppo passiva, con le stesse difficoltà del primo tempo nel gestire dopo il recupero basso con Llorente che salva un gol già fatto e con la maledetta necessità di trovare modo di alleggerire il possesso nerazzurro con un minimo di gestione palla. Quando accade può creare alcune palle inattive, cosa che si verifica e che prima Paredes vanifica con un calcio di punizione da posizione propizia ma inefficace nell esito e successivamente Cristante sollecita Sommer che nonostante i primi 70 minuti da spettatore trova la spinta per respingere il colpo di testa del Jolly giallorosso. Si entra nell’ultimo quarto di gara e i primi avvicendamenti sono Celik per Zalewski e Frattesi con Asllani per Calhanoglu e Mkhitaryan che sono preludio al vantaggio nerazzurro, laddove Dimarco stava serrando i tempi a sinistra da una decina di minuti, giusto il tempo di confezionare il tracciante decisivo per Thuram. La gara praticamente finisce qui, nonostante Mourinho inserisca Belotti, Aouar, Azmoun per El Shaarawy, Bove e Paredes, virando sul 3-4-3, al quale risponde Inzaghi con De Vrij per Dumfries va Darmian quinto a destra ma la Roma, già in riserva al momento del gol, non ha più le forze necessarie per riagguantare un Inter la cui prova di forza, al netto delle attenuanti giallorosse è parsa evidente.

Maurizio Rafaiani

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  1. PERDERE CON UNA SQUADRA, COMPLETA , CON UN ORGANICO SUPERIORE , CON GRANDI GIOCATORI, TUTTI A DISPOSIZIONE..CON DUE GIORNI IN PIU’ DI RIPOSO, CI PUO’ STARE E AVENDO VISTO LA PARTITA, L INTER E’ ANCHE GIUSTO CHE ABBIA VINTO, PER OCCASIONI CREATE E PER CONCRETEZZA SOTTO AREA.

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