Inter-Reggina 2-0, Roma a -9

08/03/2008 - 0:00

 
Nel giorno del centenario si libera 2-0 della Reggina e regala a Moratti la 19esima vittoria in campionato. Con i gol di Ibrahimovic e Burdisso, che consegnano a Mancini un successo che – tra campionato e Champions – i nerazzurri inseguivano da ormai quattro partite. Esattamente dallo scorso 16 febbraio, giorno in cui la truppa di Mancini si impose 2-0 a San Siro sul Livorno. Ma è storia vecchia, perchè contro i calabresi l’Inter ritrova il sorriso sotto lo sguardo delle vecchie glorie nerazzurre, in tribuna per partecipare alla festa del centenario. Cominciata in campo con il 14esimo gol stagionale di Ibrahimovic, a segno per l’ottava volta su rigore, e con il primo centro in campionato di Burdisso. Portandosi momentaneamente a più nove punti sulla Roma, ma giocando col freno a mano tirato, perchè martedì c’è il Liverpool in Champions League. Un’altra partita da vincere. Per riscattare il 2-0 dell’andata e raggiungere i quarti di finale. Normale, quindi, che in avvio ci sia qualche sorpresa nell’Inter, dove Mancini presenta Jimenez trequartista alla spalle del rientrante Ibrahimovic e di Crespo. Poi un centrocampo con Cambiasso tra Vieira e Stankovic. In difesa, invece, la spalla di Materazzi e Burdisso. Tante novità, che soprattutto nei primissimi minuti giocano a favore della Reggina, brava ad attaccare gli spazi con Brienza e pericolosa davanti con la velocità di Amoruso. Si mette in evidenza anche Missiroli sulla destra, che dopo pochi minuti mette in mezzo per Brienza, che però calcia a lato da buonissima posizione. La Reggina ci crede, Barreto e Tognozzi ingabbiano Jimenez ma al 14′, dopo un bel colpo di testa di Crespo, l’Inter passa con un generoso calcio di rigore. Trasformato da Ibrahimovic e concesso per un presunto fallo di Tognozzi su Cambiasso. I calabresi incassano il colpo con dignità, senza fare polemica, e metro dopo metro schiacciano i nerazzurri. E si fanno pericolosi con Missiroli, Valdez e Aronica in rapida successione. Julio Cesar si esalta. Ma se la Reggina vanta una delle difese più battute del campionato, e l’Inter il migliore attacco, un motivo dovrà pur esserci. E così quando una punizione di Jimenez viene girata in rete di testa da Burdisso, nessuno si scandalizza. Come quando a fine primo tempo una punizione di Ibrahimovic si stampa sulla traversa. Nella ripresa la prima mossa è di Mancini, che lascia Crespo negli spogliatoi (tra l’altro con un taglio alla testa) e getta nella mischia Suazo. L’Inter, che a San Siro non perde una gara ufficiale dallo scorso 19 agosto (1-0 per la Roma nella Supercoppa di Lega), ha fretta di chiudere la partita. Ma è la Reggina, che con l’ingresso di Cozza e Hallfredsson (fuori Modesto e Missiroli) si è fatta decisamente più audace, che sfiora il gol con Amoruso. Ancora una volta risulta decisivo Julio Cesar. È praticamente questa l’ultima fiammata dei calabresi, che per più di un’ora hanno comunque giocato con cuore e grinta. Per Nevio Orlandi soprattutto, al debutto sulla panchina dei calabresi dopo l’esonero di Ulivieri. Poi prende corpo la festa del centenario. Con un pensiero al passato e uno al futuro. Martedì c’è il Liverpool in Champions.

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