21 Novembre 2021

In Serie A torna l’incubo Covid, terza dose lontana per gli Under 40: si temono possibili stop

Foto Tedeschi

SERIE A COVID – La positività al Covid di Bryan Cristante e Gonzalo Villar di ieri va ad aggiungersi a qualche altro caso, come Nico Gonzalez della Fiorentina o Tudor il tecnico del Verona, ultimamente colpiti dal virus, così come Politano nel Napoli. Tutti vaccinati. La Serie A torna quindi a tremare.

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Nessuna deroga per gli atleti

Si torna quindi a parlare, ancora, di bolle e restrizioni. Il protocollo prevede un isolamento domiciliare di dieci giorni per il soggetto positivo, mentre per la squadra è previsto l’iter casa-lavoro-casa, oltre al solito giro di tamponi. Il Messaggero mette in luce il timore vero, ovvero quello che con l’ennesima variante i contagi tornino a risalire anche nello sport e questo possa comportare anche qualche stop. Preoccupazioni che vengono acutizzate dal sopraggiungere dei mesi invernali. Anche perchè, sottolinea il quotidiano, i calciatori e gli sportivi sono trattati al pari dei normali cittadini: niente terza dose prima dello scadere dei 180 giorni e sotto i 40 anni, questa è la linea guida al momento dettata dal Ministero della Salute. La Serie A sino ad ora vanta un primato da non sottovalutare, è infatti il torneo con più alta percentuale di giocatori vaccinati. Il 92% di calciatori, infatti, ha già ricevuto la doppia dose (mentre tutta la popolazione si assesta all’84,5%). Ma anche in questo ambito si deve fare i conti con l’eventuale perdita di efficacia dei vaccini dopo un determinato lasso di tempo, si parla infatti di circa sei mesi. Il dibattito sulla terza dose si fa quindi molto attuale anche nel calcio, visto che molti giocatori tra poco maturerebbero tutti i requisiti per il booster tranne il fattore l’età. E non esistono deroghe per gli atleti professionisti. Almeno sino ad ora.

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1 commento

  1. Itti54 ha detto:

    Tutto a monte, tutto a monte. Tanto . . .