A poco più di due mesi dalla fine del campionato, inizia quella che può definirsi la “volata scudetto”, che porterà una delle due squadre (se non ci saranno clamorosi recuperi da dietro…) a fregiarsi del titolo di campione d’Italia.
Ancora 7 turni, impegni più o meno difficili per entrambe le formazioni, dove conterà molto anche l’apporto dei due tecnici per portare alla vittoria finale l’una o l’altra squadra.
Analizziamo nelle loro precedenti stagioni su panchine di serie “A”, il comportamento dei due allenatori nei finali dei campionati fin qui disputati. Per mettere a confronto la stagione in corso con le precedenti, andiamo a considerare la “storia” delle ultime 7 partite disputate nelle loro precedenti esperienze nella massima serie.
 
Cominciamo da Roberto Mancini che ha al suo attivo, considerando quello in corso, 8 campionati di “A”, e solo 6 volte nei precedenti 7 si è trovato ad affrontare finali di stagione essendo stato esonerato dopo la 17^ giornata nel suo secondo anno a Firenze.
Sono 42 quindi le gare interessate a tale discorso, 21 delle quali vinte (pari al 50%), 11 i pareggi (pari al 26%) e 10 le sconfitte (pari al 24%). In conseguenza di ciò, è pari al 59% il totale dei punti conquistati su quelli a disposizione, realizzati in queste gare.
I risultati conseguiti, in cinque stagioni su sei, sono stati utili all’allenatore di Iesi per raggiungere obbiettivi spesso importanti per le proprie squadre; solo nel suo primo anno a Firenze non riuscì nel finale di campionato a migliorare la posizione della propria compagine per portarla alla conquista di un posto in Uefa, terminando il campionato a centro classifica.
Le ultime 7 partite furono 4 sconfitte, 1 pareggio e 2 vittorie.
Nella sua esperienza sulla panchina della Lazio, buoni i risultati raggiunti anche in virtù dei finali di campionato disputati, in particolare nel primo anno quando portò i biancocelesti ai preliminari di Champions, vincendo nelle ultime 7 partite per 3 volte, pareggiando altrettanto, e perdendo una sola volta.
Nella sua seconda stagione a Roma, sponda laziale, con programmi un po’ meno ambiziosi, riuscì malgrado tutto, a portare la squadra in coppa Uefa, chiudendo la stagione con 3 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte. Per soli 3 punti non bissò l’ingresso nei preliminari di Champions dell’anno precedente.
Si arriva al periodo “milanese”, dove, alla guida dell’Inter, cominciano ad arrivare risultati importanti.
Nella prima stagione raggiunge subito i preliminari di Champions, classificandosi terzo dietro Juventus e Milan, sempre troppo lontane però nel corso della stagione, per pensare allo scudetto, chiudendo con ben 5 vittorie, 1 pari e 1 sconfitta.
Quello successivo sarà l’anno di Calciopoli, arriverà il tricolore dopo le varie penalizzazioni affibbiate a Juventus e Milan; le 3 vittorie, i 2 pareggi e le 2 sconfitte nelle ultime 7 partite, serviranno abbondantemente a tenere lontana la Roma nella corsa allo scudetto più “falsato” della storia del calcio italiano.
Nell’ultimo campionato, nonostante un distacco dalla Roma già largo a diverse giornate dalla fine, gran finale con 5 vittorie e 2 pareggi, utili solo a mettere ancor più in risalto il margine dai giallorossi.
 
La storia di Luciano Spalletti è invece fatta di 10 campionati in “A” compreso l’attuale; per 8 volte sui 9 fin qui disputati ha potuto guidare la squadra nelle ultime gare; non ci riuscì a Venezia dove subì due esoneri nella stessa stagione, il secondo dei quali alla 17^ giornata.
Considerando i precedenti in questi 8 campionati, sono quindi 56 le gare prese in considerazione; sono state 23 le vittorie (pari al 41%), 19 i pareggi (pari al 34%) e 14 le sconfitte (pari al 25%), numeri questi che determinano la percentuale di punti realizzati nei finali di stagione pari al 52%.
 
Si parte dalla stagione alla guida dell’Empoli, le 3 vittorie, il pareggio, e le 3 sconfitte rimediate nelle ultime 7 gare, bastano in quel anno a salvarsi miracolosamente per 2 punti in più rispetto al Brescia.
L’anno dopo, alla guida della Sampdoria, con una performance leggermente migliore nel finale, non riesce a salvarsi. Saranno 3 le vittorie, 2 i pareggi, 2 le sconfitte nelle ultime 7 partite che non basteranno a salvare la Sampdoria dalla serie “B”.
A Udine, saranno quattro anni di continua escalation, si parte dalla prima stagione con il subentro e la salvezza all’ultima giornata; le ultime 7 gare furono scandite da 1 sola vittoria, 3 pareggi e 3 sconfitte e fu un miracolo trovare chi fece  peggio.
Nella sua seconda stagione in Friuli, le prime soddisfazioni e l’ingresso sofferto in Uefa ai danni del Chievo per un solo punto.
Furono 5 le vittorie e 2 i pareggi in un finale di stagione entusiasmante, che ancora oggi rimane per Spalletti il migliore.
Ancora un ingresso in Uefa nel terzo anno a Udine, ma stavolta molto più tranquillo; bastarono 3 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte nel finale di campionato per centrare con tutta tranquillità l’ingresso in Europa, staccando la Sampdoria di 4 punti.
Arriva l’anno del capolavoro “spallettiano”, Luciano porta l’Udinese nei preliminari di Champions, superando di 1 solo punto ancora la Sampdoria; 3 vittorie e 4 pareggi nel finale di stagione portarono la squadra friulana nell’Europa che conta, Spalletti, venendo a Roma, rimandò di un anno questa esperienza.
Da due anni alla guida della Roma, l’allenatore di Certaldo ha fino ad ora avuto dei finali di campionato non troppo esaltanti; nella sua prima stagione con 2 vittorie, 4 pareggi e 1 sconfitta rimase fuori dalla zona Champions, tale traguardo fu poi raggiunto dopo i verdetti di Calciopoli.
Nella seconda stagione, forse troppo distanziato dall’Inter nel finale di campionato, non trovò gli stimoli giusti utili a far qualcosa che andasse oltre le 3 vittorie, 1 pareggio e 3 sconfitte. 
Da quando è a Roma, Spalletti ha sempre dovuto lottare contro l’Inter e contro Mancini per conquistarsi qualcosa; è successo in campionato, in Coppa Italia e in Supercoppa e sarà ancora una volta così.
 
Quest’anno speriamo in un finale diverso, la rincorsa è ancora possibile, ma ci vogliono i risultati oltre ad un filo di speranza legato ad eventuali passi falsi dell’Inter.
Nelle volate finali non sempre vince chi parte in vantaggio, ma chi rincorre, se vuole rimontare, deve essere freddo e spietato.
Avanti allora col massimo impegno perchè tutto è ancora possibile…
 
Marco Schiacca

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here