• Il Pagellone di Paolo Franci:** Mexes come Winnie the Pooh,** Julio Baptista come Tigro

    Redazione RN
    22/12/2008 - 0:00

     
    10 a MorimotoSvelto di gambe e di capoccia, s’accorge presto che Juan ha i reumatismi e, come quei monellacci da cortile che prendono di mira il vecchietto bisbetico che abita al primo piano (ma perché i vecchietti bisbetici abitano sempre al primo piano?), lo tormenta con scatti, tagli e capriole. E non finisce qui perché sembra che, finita la partita, Takayuki abbia continuato a vessare nonno Juan.  Pare che negli spogliatoi gli abbia pastrocchiato un Sudoku quasi finito, nascosto la pancera Gibaud e sostituito la crema per l’artrite con il dentifricio.9 a Winnie the PoohChi è? Ma come chi è? Non l’avete visto? E’ Mexes, con quei ciuffetti a mo’ di tenere orecchiette di pelouche che vaga senza costrutto nel magico bosco dei cento acri. Con lui il somarello Ih Oh, quello con la coda fissata sul sedere con un chiodo che tanto somiglia, nell’occasione, allo squinternato Cassetti. Eppoi Pimpi il maialino rosa, che dal modo in cui grufola calcio sul manto catanese, ricorda da vicino il tenero Riise. E Tigro? Di costui parliamo più avanti.8 a Walter ZengaHa tessuto la sua ragnatela pallonara bazzicando lidi calcistici addirittura impronunciabili e così s’è fato le ossa. Ora, è un aracnide tosto, temibile, velenoso anche, che inventa un paio di mosse spellamani, come quando dirotta il zanzarone Mascara sulle rotte di De Rossi, piazzandogli ai fianchi due tipacci dal calcio scassamarroni come Tedesco e Baiocco. Alla fine, la grassa e placida mosca giallorossa finisce appiccicata nella tela e lui se la mangia in un boccone. Peccato per quella sceneggiata durante il terzo tempo, quando più che un allenatore di serie A, pare un coattaccio al quale hanno fatto un graffietto sul cofano della macchina.8 a JuanIl benefattore brasiliano si piazza in mezzo al campo con un tavolino, un salvadanaio, un centinaio di piantine _ le stelle di Natale _ e un cartello con su scritto: “Tre punti per il Catania, date il vostro contributo”. La beneficenza è sempre una gran cosa e lui la prende dannatamente sul serio, al punto che, tra i re magi dei presepi catanesi pare ce ne sia uno che gli somiglia in maniera sospetta.5 al Tigro BaptistaTrequartista di pezza, attaccante di pannolence, centrocampista di pelouche. Mamme, scegliete voi la versione che più preferite del miglior amico di Winnie the Pooh e regalatela ai vostri bambini, che abbracciando il tenero Tigro giallorosso s’addormenteranno felici e rilassati. L’unica occasione di abbandonare il mondo dei pupazzetti di pezza, arriva alla fine del primo tempo, quando si avvita per dare la zampata, lento come un alce che s’è fatta una bottiglia di Vodka.5 a Mirko VucinicIl dono natalizio di Stovini è sincero e generoso, lui ringrazia s’ingobbisce e la piazza dove Bizzarri manco la vede. Fino a quel momento però, aveva parcheggiato gli scarpini in doppia fila per andare al supermarket a caccia di 3X2 generosi. L’irritante lentezza si spiega  col fatto che correva con due buste della spesa in mano.4 a Simone PerrottaQuando il lesto zanzarone Mascara gli sfila il portafoglio e corre felice verso l’imbeccata a Baiocco, lui fa quello che s’è fatto male e resta a terra accartocciato. Il suo è calcio-rave, nel senso che fa un casino del diavolo ovunque si trovi e sempre con il già manifestato sospetto che ogni tanto metta le scarpette al contrario. Ultimamente era tornato quello gagliardo e tosto col petto in fuori e il tacchetto affilato. Ieri, pareva un criceto che corre nella ruota.
    Paolo Franci
    (Quotidiano Nazionale)

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