Il pagellone di Paolo Franci:** dal ladrone Perrotta **alla garanzia Larrivey

Redazione RN
15/12/2008 - 0:00

 
10 a Simone Perrotta
Gioca un calcio da Barabba il ladrone, aggirandosi per i vicoli dell’Olimpico con la coppola calata sugli occhi e lo sguardo da malandrino. Ruba palloni, vessa avversari, intimorisce passanti in mutandoni e maglia rossoblu. Per gironzolare dalle sue parti, quando è in quelle condizioni, o paghi il pizzo o ti ritrovi, come minimo, gli scarpini bruciati. Se poi fai orecchie da mercante e il pizzo non lo vuoi pagare, allora t’arriva lo sfregio sulla maglia. E se poi sei veramente “de legno”, allora quel mariuolo di Perrotta si infila in area e te la inocula in rovesciata. Occhio ragazzi, occhio…
 
10 a Francesco Totti
La cosa più bella non è quell’estasiante esterno sinistro che inchioda Marchetti come un bagarozzo sul cartone,  che pure è roba allucinogena. E neppure il cucchiaio che sbaciucchia la traversa.  La cosa più bella è l’apertura alla cieca su Cicinho spedito nelle felici praterie come Pinocchio nel campo dei miracoli. Una roba da vedere e rivedere, perché direbbe il mago Silvan, impappinandosi, questo è un esperimento di “prestidigidividividazione”. Spalletti ha detto: “Quando tira lui, suonano le campane” e in effetti, i  tocchi e i rintocchi del Nostro sono paridiseggianti, nuvoleschi, magicosi. Sì certo, aggettivi di fantasia, ma se Totti inventa quelle cose noi saremo pur liberi di improvvisar parole no? Diamine!!!
 
10 a Jeremy Menez
Porta quegli orrendi scarpini psichedelici che ricordano le scarpe di vernice dei papponi anni ’70. Eccovi serviti, se state cercando una nota stonata nella gagliarda fetta di partita che gli regala l’avaro Spalletti (un po’ prima no?). Il resto è calcio da coccodrillo intorno alla nave di Capitan Uncino, con la differenza che la sveglia non ce l’ha lui nello stomaco ma al collo i piratacci sardi che gli si parano innanzi. Invece di incupirsi per il fatto di aver poggiato le francesi terga sulla panca, entra col garretto rovente e il piede ispirato. Come la fatina Trilly, sparge polvere magica per il campo fino a che la nave isolana non affonda tra i marosi giallorossi. Poi arriva Peter Pan e… No, quello succedeva anni fa, adesso Peter Pan svolazza in Liguria. Chiedo scusa.
 
8 a Mirko Vucinic
A un certo punto, sembra il mago Casanova. Quello che fa esperimenti e trucchi da dieci anni e ancora non ne ha azzeccato uno. Sbaglia stop, controlli, passaggetti innocui e movimenti, al punto che dagli adoranti spalti parte pure la sinfonia del dissenso. Fa anche roba densa, quando centra il palo da fermo o quando scapoccia per Totti-gol. Alla fine però, dopo il piattone delle meraviglie, si spoglia come Iurka la croata su Diva Futura Channel (sevabbe’ non conoscete il canale…), quella che al telefono coll’arrapatone di turno fa: “Ciau tesori, ti piaci Iurka gussi’ oppura voi che me mette a pegura?”. E meno male che Mirko evita il perizomino zebrato.
 
6 a Artur
Voto d’incoraggiamento, che sarebbe stato più robusto se non gli fosse venuto un capogiro sul piattone di Jeda che lo pizzica a “magna’ l’uva”, come si dice da queste parti. Altra spiegazione, se non lo svenimento, non c’è per quell’accascio al suolo stile Luca Giurato nel fuori onda dell”Isola” che ha fatto la fortuna di Paperissima e Striscia.
 
4 alla Bestia
Partitaccia la sua. Lesto come uno che corre coi doposci sulla Nutella, caracolla senza grande costrutto in lungo e in largo cercando la zampata giusta, ma non è giornata e non è la prima volta, dannazione. Si arrampica sulla rupe quando infila Marchetti di testa, ma il ranger Trefoloni gli fa no col ditino. Non siamo preoccupati per carità, ma ci manca il grizzly del derby mentre quello di ieri era a malapena un koala che rumina pigro sull’eucalipto.
 
3 a Daniele Conti
Benedetto ragazzo!?! Ma si fa così? Ma l’hai vista la faccia di tuo padre in panchina? Quando si dice figli ingrati e traditori. Una bella sculacciata, ecco cosa ci vorrebbe! Esaurita la doverosa rampogna sul rapporto padre-figlio, passiamo alla partita. Beh, chapeau, perché quell’esterno destro che s’aggrappa all’incrocio è la prova che i dischi volanti esistono, per la gioia di ufologi e azzeccapianeti. Artur ha detto che dal pallone è pure sbucata una capoccetta verde, un marzianetto che gli ha fatto una pernacchia.
 
2 a Larrivey
E’ il classico centravanti-garanzia.  Garanzia che se c’è lui, là dietro i difensori rischiano la cassa integrazione.  Allegri lo parcheggia in doppia fila accanto a Jeda e lui fa di tutto per non farsi notare, al punto che il mistero del suo impiego in luogo di Acquafresca, sarà oggetto di una puntata di “Voyager, ai confini della conoscenza”, assieme ai capoccioni dell’isola di Pasqua e ai mistici menhir di Stonehnge. Dalle sue parti lo chiamano “El Bati” perché somiglia a Batistuta. E’ un po’ come chiamare Alvaro Vitali  “El Scamarcio” perché somiglia al bel Riccardo.

 
Paolo Franci
(Quotidiano Nazionale)

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