IL PAGELLONE DI PAOLO FRANCI:** Dal cobra Vucinic al cinghiale Anelka

Redazione RN
05/11/2008 - 0:00

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10 a Mirko Vucinic
Sì, Mirko, con la “M”, perchè il Cirko Vucinic ha finalmente tolto i tendoni, caricato i camion e traslocato – speriamo – definitivamente. Letale come un cobra dei sette passi, aggredisce i gigantoni del Chelsea avvinghiandoli nelle letali spire montenegrine e azzannandoli due volte con cattiveria e spudoratezza. Pare che nel dopo partita, il povero Mikel abbia chiesto al medico dei Blues il siero antiMirko.
10 a Wall-E Brighi
Robottino spallettiano, solo nel primo tempo percorre sei chilometri cingolando a tutto campo e stoppando le orde inglesi che calavano furenti all’assalto di Doni. Come il protagonista del film d’animazione disneyano, accartoccia gli inglesi in ordinati cubetti e li ripone negli scaffali più bui della partita. Avercene.
10 a Christian Panucci
Cattivo ragazzo. Invece di correre in aiuto di Terry che – non c’è altra spiegazione – era svenuto in area, omette il soccorso e piazza un tocco di destro meraviglioso e “pulp” come un film di Tarantino. Non contento, decide di spazzolare la fascia sinistra con l’impeto di un nerboruto ragazzotto nel fior fiore degli anni. Ci mette il destro-gol, ci mette la faccia, ci mette la cattiveria. In una parola, Panucci.
10 a David Pizarro
La trottola al fosforo col suo passetto da mangusta assatanata, manda in tilt il centrocampo dal sangue blues ghirigoreggiando alle spalle di Totti e Vucinic, uscendo dal pressing con illusionismi da “ooooh” ammirati e piazzando palloni col navigatore satellitare. Incredibile come riesca a uscire dal raddoppio in pressing palla al piede davanti a tipacci come Lampard, Mikel e Deco.
9 a Luciano Spalletti
Ha preso il caro, vecchio 4-2-3-1, lo ha ripiegato con cura e attenzione e lo ha riposto, almeno per ora, nell’armadietto dello spogliatoio. Lo ha comunicato ai giocatori un paio d’ore prima di incrociare Godzilla e alla fine s’è pulito le scarpe – metaforicamente – con uno straccio blues. Complimenti e bentornato.
9 a Simone Perrotta
Dopo il gol del due a zero, s’ingrugnisce, sbuffa e carica come un bisonte del vecchio west. Come per magia, si materializzano i tagli e le percussioni che l’hanno portato lassù. Rewind: prima delle galoppate old style, porta legna a non finire con l’amico Brighi. Roba da disboscare una foresta.
8 a Francesco Totti
C’è e fa paura. Tocca la palla e fa paura. Guarda l’avversario e fa paura. Alterna grinta, velluto e cachemire pur giocando mezzo sciancato. T’accorgi quanto manca solo quando c’è.
8 a tutti gli altri
Mexes, Juan, Cicinho che pure s’era ritrovato con Malouda che ogni tanto passava col (giallo)rosso. E ancora: Doni e le sue paratone, De Rossi e il coltello tra i denti. Un coro di tackle, contrasti e sacrificio che, probabilmente ha aperto la breccia della rinascita.
4 a John Terry
Sul gol di Panucci, sembra Carlo Capponi, il bidello dell’Isola dei Famosi: intontito e fin troppo dinoccolato. Vucinic poi, quasi ci gioca a battimuro. Resta un monumento, certo, ma da ieri sera con qualche crepa giallorossa qua e là.
2 a Nicolas Anelka
Sembra uno di quei cinghialoni distratti che, nel fitto bosco, seguono il percorso delle ghiande. Grufola calcio irritante, mostrandosi quasi svogliato e sbattendo a ripetizione sul querceto franco-brasiliano. Inguardabile.
1 al povero Mikel
Il gol di Vucinic è un brutto tatuaggio che brucia la pelle. Una sorta di forca caudina da campo (di calcio), sotto alla quale lui passa quasi senza accorgersene. Non infieriamo oltre perchè, dai, siamo gentleman of course.

Paolo Franci
(Quotidiano Nazionale)

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