• IL PAGELLONE DI PAOLO FRANCI:** da Rugantino Totti** al Nacho messicano

    Redazione RN
    24/11/2008 - 0:00

     
    10 a Francesco TottiE’ roba da Rugantino, quella palla maligna che passa attraverso le gambe del lazial-leccese Stendardo raggiungendo il piedino caldo di Mirko Vucinic. L’antica maschera romana è svelta di lingua e “de cortello”, il Nostro invece è svelto di piede e “de cervello” e scaltro come una faina quando con una derapata delle sue s’impossessa del corner trasformandolo, alla fine, nel gol di Juan. Rugantino, scriveva il suo inventore, aveva “’a scucchia rivortata all’insù a uso de cucchiaro..”. La scucchia non l’abbiamo vista, per il “cucchiaro”, chiedere a Benussi.9 a Matteo BrighiC’è chi scomoda Carletto Ancelotti, chi Tardelli o Albertini. Si sa, il somigliometro è strumento caro alle moltitudini palpitanti che affollano curve, tribune e bar.  Non si monterà certo la testa Matteo il pedalatore, tipaccio dai garretti d’acciaio e dall’elmetto perennemente calato sugli occhi. Non solo baionetta però, perché stavolta c’è anche il fioretto quando lancia Totti verso la posata preferita, neanche fossimo a casa Vissani. Si dice che un certo Marcello da Viareggio abbia alzato il sopracciglio.8 a JuanEddie Murphy se n’è tornato a casa sua, lasciando il posto a questo energumeno dal cuore freddo e dal piede caldo. Calpesta senza pietà mangusta Castillo, la fatina Caserta e anche  il temuto capron Tiribocchi, che ultimamente aveva incornato nobili e blasonate terga. Solida quercia in difesa, piazza la ghianda assassina in mezzo ai tremolanti dirimpettai che lo guardano cianciando: “E questo da dove arriva?”. Da Marte, quando è a questi livelli.8 a Mirko VucinicSegna e non esulta, pratica stucchevole antipatica a chi scribacchia le vostre pagelle, perché il gol, diamine, è gioia, orgasmo, liberazione. Insomma, la Nutella del pallone. Dà fastidio la non esultanza dai, un po’ ipocrita come lo sono quei tennisti che prendono il net, fanno punto e poi chiedono scusa.  Perdoni, Mirko, queste righe un po’ zitelle, perché il resto è da Natural Born Killer, sebbene  fare la strega cattiva in mezzo alle statue di sale è roba da cuori di pietra. Affili gi scarpini, perché contro il Cluj lo aspettiamo a decisiva conferma.7 alla BestiaNon cadremo nella stucchevole tentazione di descrivere artigli, zanne e muscoli belluini, perché l’inflazione è scontata. Più semplicemente ne annotiamo l’ennesima prova gagliarda in un trionfo di fosforo, arguzia tattica e energica sostanza. E tanto vi basti.6,5 a Marco Cassetti Rumina la fascia al cospetto del vecchio pubblico mollando le briglie quasi fosse  in dirittura, che se ci fossero stati Manzotin e il Pomata qualche euro l’avrebbero puntato volentieri. Il cavallo di Spalletti si muove come sa sulla scacchiera leccese, puntando al re e alla regina, che nell’occasione ha aspetto tremolante, vesti stracciate e lo sguardo perso del povero Beretta. Bentornato.5 a John Arne RiiseDov’è il fulvo barbaro con il sinistro bipenne? Dov’è il nerboruto omaccione che ringhia, sbuffa e azzanna la corsia facendo brandelli del malcapitato dirimpettaio? Arriverà, prima o poi, narrano i messaggeri vichinghi, che raccontano di un drakkar tradito dalle nebbie e incagliato sulle rocce. Per adesso, quello lì, pare la sirenetta o poco più. Aspettiamo fiduciosi.3 a Nacho CastilloSi chiama come lo snack food messicano da intingere nella salsa piccante. Nell’occasione, quest’ultima – ragazzi educati…- la portano i lanzichenecchi di Spalletti, mentre lui, fresco e croccante, si fa pappare da Mexes e Juan in pochi rapidi bocconi. Alla fine, i compagni gli chiedono: “Nacho, ma dov’eri? Come mai non sei venuto oggi? Stavi male?”.
     
    Paolo Franci
    (Quotidiano Nazionale)

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