• IL PAGELLONE DI PAOLO FRANCI:** Da Kleenex Andreolli** al marinaio Spalletti

    Redazione RN
    24/08/2009 - 0:00

    10 a Marco Rossi – Pensavamo che Brighi e Perrotta non avessero eguali. E invece… Costui ricorda Forrest Gump nella scena in cui corre, corre, corre, attraversando le americhe, con l’intralcio però, di un pallone tra i piedi. Dalla sua mescola asfalto e dipinge ritratti, colorando di nero la serata di Guberti, Brighi e maramalderia varia.  Eppoi assalta come quei tosti belzebù dei fumetti di Tex Willer che, statene certi, lo prenderebbe al suo fianco mandando in pensione Kit Carson.8 a Nicolas Burdisso – Fosse stato un robusto guerriero cheyenne all’epoca della guerra con i visi pallidi, forse adesso il presidente americano si chamerebbe “Alce che ride”. Costui è davvero uno tosto, vero, uno che sorride all’amico Crespo con i denti prima e i tacchetti poi. Sbrigativo come una casalinga al mercato, spazza, randella e macina che è una bellezza. Peccato giochi nella difesa di Spalletti.7 a Marco Andreolli – E’ il giocatorino Kleenex, nel senso che Spalletti – lo stesso signore che da queste parti ha portato Loria –  lo usa e lo getta in quel di Bari. Mah. Dirà, il signore di Certaldo: “Non vuole fare panchina, vuole giocare…”. Più meno lo stesso problema che hanno milioni di allenatori in tutto il mondo con i panchinari. Marcolino il fazzolettino gioca la sua tosta tenzone a Marassi, un posto dove le scimmie scendono veloci dagli alberi, ti rubano la merenda e ti prendono pure per il culo. E mette anche il capoccione nell’azione del gol. Torna presto amico mio.7 a Jeremy Menez – “Le provocateur” ricama il suo calcio in mezzo a una landa deserta, dove i compagni poco lo assistono, con Totti piantato là davanti e la squadra fin troppo allungata. Gli incontentabili sostengono che si prenda qualche pausa di troppo, un po’ alla Celentano. Sarà vero ma chi se ne frega se la musica è questa. E’ per vedere quelli come lui che la gente compra il biglietto del circo. E quelle veroniche, una volta che la lama sarà perfettamente affilata, taglieranno a fette il nemico come un tenero negronetto, il salamino con la stella. 5 a Daniele De Rossi – Non avesse fatto quell’orrenda fesseria sulla punizione che apre il ribaltone ligure, la sua partita sarebbe stata come un dolce e morbido torrone sardo, pieno di croccanti mandorle. E invece, ahia che male, nel torrone c’è quel sassetto che, alla fine, risulterà più che decisivo.  3 a Luciano Spalletti – Co sta storia del “navighiamo a vista” pare lo svagato marinaio del tonno Nostromo e la storia convince poco. Anche perché, diciamolo, uno che la notte parla con un tonno non è che stia benissimo dai. Così come convincono poco i cambi del secondo tempo, con Brighi e “chi l’ha visto?” Cerci gettati nella mischia in luogo della faina Guberti – poca roba, ma tanta corsa e sacrificio –  e di Taddei-gol, tornato a toreare sulla fascia come un tempo. E’ partito il gioco del soprannome per Spalletti, dopo i tre gol presi contro i fabbri del Kosice e i gioiellieri di Marassi. “Er Gruviera” trova consensi, ma anche “Paghi 3, prendi zero” non è male. Trovano consensi anche i cinematografici: “Un tre nel deserto”, “Trensformers” e il pasquiniano “Chi fa da sé ne pija tre”.

    Paolo Franci(Quotidiano Nazionale)

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