Il Pagellone di Paolo Franci: ** ´Da Godzilla Motta a** gangsta-rapper Balotelli´

Redazione RN
02/03/2009 - 0:00

10 a Daniele De RossiAltissima. Levissima. Purissima. Altro slogan non c’è per quell’arrampicata sulle impervie cime del Meazza. Il suo gol è una coppa di champagne che inebria e ubriaca, estasiando il popolo giallorosso. Miglior attore non protagonista nella sceneggiata di Balotelli, rischia una denuncia per omissione di soccorso, poiché non ha soccorso il simpatico ragazzino quando questi è svenuto in mezzo all’area.10 all’anca di Marco Motta“Le dimensioni contano”, recitava l’azzeccato spot di “Godzilla”, il lucertolone gigante che nel kolossal di qualche anno fa, se la gironzolava nelle strette vie di New York distruggendo ponti e palazzi con la codona verde. Marco Motta, con i poderosi colpi di anca come quello – ha detto Rizzoli – che ha steso Balotelli, ha ricordato da vicino proprio il temibile Godzilla. La speranza è che con quel colpo d’anca non abbia fratturato il malcapitato attaccante interista. Ps A Godzilla Motta facciamo i complimenti per quel dribbling secco su Santon e il cross di sinistro per De Rossi. Dicono i bene informati che il ragazzotto nerazzurro sia ancora lì a cercare Marcolino nostro.9 a Luciano SpallettiCi è piaciuto domenica sera perché non s’è fatto prendere per il naso da quel furbacchione del dirimpettaio portoghese che, dicono a Roma, “viè a rubba’ a casa de ladri”. E allora ha mandato in onda una specie di frullatone a metà strada tra uno show di Benigni e un film di Pieraccioni. Tra un “bischero” di qua e un “dalle mi’ parti” di là, ha metaforicamente spiegato al portoghese che a Roma si facevano il bagno alle terme quando in Portogallo ancora s’arrampicavano sugli alberi a cercar ghiande.9 a John Arne RiiseIl capoccione fiammeggiante sbuca più volte dalle parti di Maicon facendogli fare la figura della letteronza che balla fuori tempo. La coreografia è da visibilio allorquando inscena quella furente imbucata che si conclude col tunnel a Giulio Cesare. Il barbaro è tornato.9 a Matteo BrighiSi dice che Doni sia molto preoccupato. Perché se questo ragazzone si mette in testa di rubargli il posto, statene certi che ci riesce. Stavolta gioca da trequartista e costruisce una serata contadina: scarpe grosse e cervello (sopraf)fino. Il gol è un compito in classe di geometria, tempismo e freddezza. Anche se, diciamolo, ha ragione Mourinho: era da annullare perché Baptista, starnutendo, aveva spostato l’aria intorno a Cambiasso.9 a Mirko VucinicSembra un famelico rapace sul branco di placide marmotte. Piomba sui grassottelli animaletti da destra e da sinistra artigliandoli senza pietà e solo un singulto di disperazione di Burdisso gli nega l’ennesimo gol da cineteca.9 a Hernan CrespoEcco quello che si dice un grande professionista. Trattato da Mourinho come una scopa spelacchiata, si ritrova un campo per un colpo di deretano. Nel senso che se Ibra non si fosse fatto la bua, l’unico colpo di testa possibile, lo avrebbe fatto  in tribuna scegliendo se bere uno, due o tre Borghetti. E invece il portoghese disperato lo catapulta nel traffico per recuperare e lui fa il capolavoro. Sta battendo il record del mondo in assetto costante del giocatore più sottovalutato e mal utilizzato.8 a Christian PanucciRivederlo lì, al centro della difesa al posto di Loria, è come godersi un film con quella gnocca di Rhona Mitra (non sapete chi è? cercate su internet e poi mi dite..) dopo aver visto la signorina Silvani di fantozziana memoria. Grande partita la sua, anche se il gol di Crespo se lo divide con Mexes.4 a Mario BalotelliE’ forse l’unico giocatore in Italia (e non solo) che riesce a essere il migliore e il peggiore contemporaneamente. Per come ha giocato, meriterebbe un 10 e non facciamo prediche e falsi moralismi sulla simulazione, perché lui è solo l’ultimo cascatore di una lunga serie di stunt man. Ci soffermiamo, invece, sugli atteggiamenti da gangsta-rapper, una specie di “50 Cents” in mutandoni, con doppio orecchino di brillanti e quel taglio di capelli che pare gli abbia camminato una lumaca in testa. Rizzoli non l’ammonisce quando scalcia Brighi senza motivo nel primo tempo. Poi dà vita a una serie di scenette insopportabili che manco i picciotti di “C’era una volta in America”. Quando segna, trotterella per il campo come a dire: “Pelè, Ronaldo e Maradona?  Buoni per portarmi il trolley ma, mi raccomando nonnetti, non lo graffiate che è firmato.. A proposito, se vedete Messi ditegli che il caffè mi piace zuccherato”. E siamo arrivati al meglio: il dito indice portato al naso e la linguaccia ai tifosi. Non condividiamo assolutamente le frasi di coloro che, dalla curva, gli hanno gridato cosa fare con dito e lingua… Ci limitiamo a ribadire quello che tutti pensano e pochi dicono (chapeau per Fabio Caressa, ieri l’ha fatto più volte): è insopportabile. Scorretto. Spocchioso. Odioso. Può bastare?
Paolo Franci

(Quotidiano Nazionale)

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