IL PAGELLONE DI FRANCI: Menez come Brad Pitt e Johnny Depp, Borriello peggio di Iago, Mexes e Juan l´´Arma Letale´

Redazione RN
19/12/2010 - 0:00

10 a Jeremy MenezOrmai è come Johnny Depp e Brad Pitt: se nei titolo di testa c’è il suo nome il botteghino fa bum. Quando corteggia il pallone è un fascinoso avventuriero che sa come irretire la bella ereditiera rossonera, baciandole la mano e celando il ghigno di chi, è chiaro, sa che sarà sua. Meno gentleman quando strappa le vesti alla povera madame Antonini, alla quale fa palpitare il cuore inchiodandole le gambe sul prato. Lei sospira, il nostro la tradisce per un appuntamento a luci rosse con mademoiselle Abate che tra un sospiro e l’altro regala a Borriello il Natale anticipato.9 a Marco BorrielloGetta la maschera, letteralmente, dopo una manciata di secondi e, chinando il capoccione, sale sulla ruspa provando ad abbattere da solo il lussuoso condominio rossonero. Il capomastro Sandrino Nesta però è uno svelto di gamba e di cazzuola e lo tiene a dovere, fino a quando si materializza Esculapio,il protettore del posteriore. E’ lui l’occulto regista della corbelleria di Abate, che regala a Borriello il colpo di maglio sparato in faccia a chi l’aveva scaricato su Ebay ,al pari di un giradischi d’occasione. Se ne ricorda il Nostro, e quando segna salta e giosce come un orsetto in mezzo ai barattoli di miele. Davanti ai microfoni è peggio del perfido Iago e dichiara che quell’esultanza non era certo diretta a zio Fester Galliani.10 a Zlatan IbrahimovicTemuto come il peggiore dei predoni saraceni, fa tremare l’orda giallorossa al solo scandirne il nome e  Ranieri gli piazza davanti una ridda di terzini, che in confronto il catenaccio anni ’60 è roba da Van Gaal e Guardiola.  Poi inizia la partita e lo vedi trotterellare pigro con il suo scarpino rosa Barbie. Passano i minuti e monta la speranza: vuoi vedere che è in serata storta? Poi scappa verso Doni da solo, lo guarda negli occhi mentre tutta Roma giallorossa li chiude in attesa dell’ineluttabile colpo d’ascia. Il rumore della lama però non arriva: riapriamo gli occhi mentre lui consegna al dirimpettaio un batuffolo d’ovatta. Nella ripresa poi, spedisce a Gallarate un pallone che gli urlava disperato “buttami dentro! Buttami dentro!”. E così, perfidamente, lo sfrattato Borriello si gode doppiamente la grande serata dell’ex al cianuro.9 a Mexes & JuanEbony and Ivory iniziano il match un po’ come Mel Gibson e Danny Glover nella saga hollywodiana “Arma Letale”, bersagliati da centinaia di proiettili che,miracolosamente, non trovano mai il bersaglio. Vabbè un po’  esagero per amor di trama eroica, ma è vero che mentre la squadra sbanda nella prima mezz’ora, loro s’ergono a eroi da bullet-movie. Col passare dei minuti, prendono il sopravvento sugli svolazzi di Robinho e le rare spallate di Ibra, al punto che tirano fuori il il guinzaglio per portarli a passeggio come affettuosi  cockerini. 7 a AdrianoVuoi vedere che questo torna ad essere un giocatore vero? Nel primo tempo pare un placido e pingue cinquantenne che fra shopping natalizio, lento come una pasta e fagioli troppo annacquata.Poi però lampi e cenni di risveglio arrivano nel secondo tempo, allorquando il signore di mezz’età si trasforma in un pugnace guerriero che fa scintillare l’armatura in mezzo ai longobardi. Dopo il vantaggio è preziosissimo nei duelli e fa salire sovente la squadra, mostrandosi brillante anche sul piano fisico. Questo vuol dire che, come in un famoso Carosello degli anni ’60 “la pancia non c’è più, la pancia non c’è più!”? Si vedrà.6 a Claudio RanieriDopo ieri sera, il baronetto della minestra ha avviato le pratiche d’adozione per Ignazio Abate. Il rinvio delle meraviglie del biondo ragazzone catapulta Claudio Ranieri nell’Olimpo di chi ha osato e vinto, ma per amor d’onestà va detto che soltanto la Xamamina mi ha consentito di seguire la Roma senza esser colto da attacchi di mal di mare. Il baronetto s’aggrappa a Menez come Di Caprio a un pezzo del Titanic e alla fine arriva pure l’effetto mago Silvan, che trasforma il brutto catenaccio trigoriano in una scultura tattica che manco Michelangelo. Coraggioso nello spedire Totti in panchina per concedere la chance all’immalinconito Adriano, che alla fine ringrazia e ripaga.

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