• Il Pagellone di Franci. Dieci a Totti e Pizarro, 3 a Riise

    Redazione RN
    28/02/2011 - 18:00

    IL PAGELLONE DI FRANCI – 10 a Totti
    Ciuccia il dito dopo aver schienato il povero Mirante e manda baci alla moglie (o alla Sensi?), convinto che la festa per le 600 in giallorosso proseguirà negli spogliatoi. Non sa, o forse sì, che i suoi compagni sono usciti direttamente dal copione di ?Qualcuno volò sul nido del cuculo?, pazzi che in confronto Jack Nicholson e Grande Capo sono due sobri impiegatucci del catasto. Guardate Riise, uno che crede di essere una morbida groviera, o Burdisso, che urla, urla e urla, forse al suo amico immaginario, o il pover Juan, un mix tra Renato Balestra e Giorgio Armani, che pensa di essere un elegante stilista che disdegna il mattarello. Franceschino ha pronto un altro tatuaggio in stile gladiatorio: SPQR, Sono Pazzi Questi Romanisti.

    10 a David Pizarro
    Mentre scrivo accendo l’ennesimo cero di ringraziamento. Il Pek non ha la bua brutta brutta e, anzi, pare possa recuperare in un lampo. Con lui è una vacanza alle Maldive, senza di lui è gita domenicale a Fiumicino. E pensare che il caro vecchio Minestraio, mastro Ranieri, lo considerava alla stregua di un fastidioso accessorio, un po’ come il pulsante del ricircolo dell’aria in macchina che, davvero, non ho ancora capito a cosa serva. Guardarle zampettare senza mai perder la bussola, tra arzigogoli di pregio e origami pallonari, è una delizia della quale mai dovremmo privarci. E’ lui l’antidoto alla follia, l’alambicco magico che tiene a bada teste matte e piedi tremolanti. Meditate gente, meditate.

    9 ad Amauri

    Fino a quel capolavoro di tacco, con lo stilista Juan che gli prende le misure per un doppio petto, pare la guardia del milite ignoto. Fermo, immobile con il suo fucilino sulla trequarti, più docile di un piccione innanzi al becchime. Juan è talmente in difficoltà fin lì, che chiede a Burdisso di dargli un pizzicotto ogni tanto per tenerlo sveglio. Poi la Roma decide che uno che segna un gol ogni due anni e che, soprattutto, è stato cacciato per far posto a Sua Pensione Luca Toni, va aiutato, compreso, assistito. E così nasce la felice commedia buonista che catapulta quel salamone in riccioli stirati sulle copertine patinate di giornata.

    5 a Lucarelli
    Anche lui è un buonista nato e messo di fronte alla festa di Totti e la prima di Montella, sceglie le vesti del samaritan cortese, infiocchettando un rigore che manco in una partita tra suore e crocerossine. S’avventa sui garretti di Taddei con la foga di un Adriano di fronte al boccale di birra e fa il patatrac, beccandosi la grata ovazione del popolo romanista. Avesse saputo che la banda di pazzi era pronta a vanificarne lo sforzo, avrebbe riposto la mazza ferrata spargendo fiori e baci.

    3 a Riise
    Il gollodromo dell’Arnese norvegese ha ormai raggiunto la fama di Nurburgring, Estoril e Monza. Sul verde circuito messo su dal Rosso (di capelli e vergogna) sfrecciano lussuosi bolidi e orrendi macinini con lo stesso identico risultato: un paio di giri per scaldare i motori e via con la palla gol che sistematicamente finisce col gonfiare il sacco. Montella sta architettando i giusti correttivi: un tizio con la bandiera nera che alla bisogna interrompa la corsa; l’aiuto di Bernie Ecclestone, uno che in qualche modo riesce sempre a pastrugliare e quindi a non farti beccare gol; oppure quello di Max Mosley. Questo sarebbe il migliore: un paio di signorine svestite, con frusta e attrezzucci erotici per distrarre il nemico di turno.

    Paolo Franci
    Quotidiano Nazionale

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