• IL PAGELLONE DI FRANCI. Dieci a Montella e a Pizarro. Nove a De Rossi

    Redazione RN
    24/02/2011 - 13:33

    PAGELLONE FRANCI – 10 a Vincenzo Montella
    Prova a fare il finnico a fine partita, raccontando che lui è un freddo e l’emozione l’ha chiusa fuori dall’hangar. Una presa di posizione che dura quanto un pasticcino davanti a Claudio Lotito (avete mai visto quanto mangia? Io si). Pochi secondi dopo l’emozione se lo ingurgita e la voce oscilla tra un flebile rantolo e qualche acuto alla Sandra Milo. Gli hanno regalato un sogno, per dirla alla Marzullo, e il Nostro lo trasforma in una Roma solida come la spada di Conan. L’aereoplanino avrà ali e coraggio, ma sotto la carlinga gli attributi non mancano: schiena Totti in panchina, dice che gioca Doni perchè è il più forte, costringe Pizarro a dimenticare la bua e lo schiera dal primo minuto. Se il buongiorno si vede dal mattino, preparo gli occhiali da sole.

    10 a David Pizarro
    Quanto ci sei mancato! Montella racconta che l’ha dovuto legare e imbavagliare per portarlo a Bologna perchè il Pek non ne voleva sapere. Nella lotta tra i due nani, Pekkolo e Vincenzolo, vince quest’ultimo e il cileno tascabile si ritrova a dardeggiar calcio in mezzo ai guizzi muscolari dell’armata malesiana. Un piacere per gli occhi vederlo uscire dai raddoppi con quel suo giochetto ?palla c’è palla non c’è? che prima incanta e poi stordisce i maniscalchi delle due torri. Corre come un castoro lungo il fiume per tutta la partita, costruendo gioco e dighe, della sua presenza si giova anche De Rossi finalmente libero di arare il campo come più gli piace.

    9 ad Alberto Malesani
    A lui riconosciamo, come tutti, il pregio di aver costruito un vero e proprio miracolo calcistico, in mezzo a stipendi non pagati e una truppa non certo da attico del campionato. Si lamenta eccome per la gelida manina di De Rossi e il suo grido di dolore è un coro, con i circa 99 merli che gli hanno nidificato nell’orrendo parrucco a far da colonna sonora. Ne siamo certi: alla fine della stagione gli arriveranno offerte a non finire: se non per offrirgli una panchina, senza dubbio per picchiare il suo parrucchiere in cambio di pochi euro.

    9 a Phil Mexes

    A forza di azzannare avversari, alla fine ci rimette anche l’incisivo. Zompetta felice quando Banti triplica il fischio e ride per mostrar la finestrella che gli si è aperta in mezzo al sorriso. Respinge palloni neanche fosse il tabellone del canestro dei Lakers e il suo capoccione fende la gelida aria bolognese rispedendo al mittente ogni tentativo di cross. Il vagito di una difesa finalmente impenetrabile parte dall’impeto e l’orgoglio di questo romano doc nato per sbaglio oltre le Alpi.

    9 a Daniele De Rossi
    Quasi se lo bacia, il Pek, tanto è felice di riaverlo al fianco. Libero da compiti di regia che tutto sommato non gli appartengono, è libero di usare la clava rischiando pure qualcosina di troppo. Le vene che si gonfiano oltre il limite quando esulta per il gol, sono la metafora di una Roma che finalmente è uscita dal reparto rianimazione. La gelida manina con la quale scalda il pallone è un ?all in? al tavolo di poker a casa Totti, ma per fortuna (Robinho docet) Banti è uno che fischia il fallo d’estremità superiore solo se prendi il pallone con le due mani e te lo porti a spasso almeno per una ventina di metri.

    8 a Mirko Vucinic
    Talmente contento di essersi liberato del minestraio, accetta di buon grado il ruolo di attaccante-terzino come nella miglior tradizione spallettiana. E allora lo vedi fare il Riise e il dardo avvelenato, anche se diabolici raddoppi e intasamenti degli spazi lo costringono a restare spesso nello steccato. Però è di nuovo lui, CirkoMirko la mangusta, che affila le scarpette in vista del Parma.

    4 ad Arnese Riise
    La diagnosi è brutta e spietata: labirintite cronica ai piedi, sindrome da stop, artrosi da cross. Onora con ardore il principio della continuità, nel senso che gioca ancora una volta ben oltre il limite della decenza, ma stavolta si nota in misura maggiore perchè i suoi coinquilini volano felici in business con la Montella airlines. Ha la fortuna di non avere rivali nel ruolo, sennò farebbe la fine della cassettiera Kullen dell’Ikea: messa in un angolo di Trigoria e lasciata lì a stagionare.

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