IL PAGELLONE DI FRANCI. 9 a Stekelenburg: ‘Benvenuto a Roma!’. 10 al ‘pennello sinistro’ di Erik Lamela

Redazione RN
24/10/2011 - 13:13

IL PAGELLONE DI FRANCI – Il giornalista del ‘Quotidiano Nazionale’, stila il ‘Pagellone‘ di Roma-Palermo:

10 a Erik Lamela
«Dai su, molla sta palla e vattene… Tranquillo, davvero piccolè, tornatene a centrocampo … Ma non lo vedi che scarpetta azzurro cielo che c’ho?.. Dai su Piza’, evapora…”. Quattro minuti o poco più di Roma e il galletto argentino s’è già cercato il primo duello: piume arruffate, petto gonfio e rostri lucidi, ha sfidato il povero Peq, che sulle punizioni dalla trequarti ha un accordo in esclusiva fino al 2017. Il cileno ha alzato il sopracciglio divertito, gli ha fatto «sì» con la testa e poi ha battuto lesto al centro area. «Allora non hai capito… –  gli ha sibilato Erik a mo’ di bullo da strada – fa ‘na cosa piccolè, mettiti gli occhiali 3D e guarda..». In mezzo a una cornice viva e sognante di 40mila innamorati , il galletto argentino agita lesto il pennello sinistro come in uno schiocco di frusta. La palla quasi s’appoggia a un inesistente guard rail parabolico e gonfia la rete. «Ma che davvero?», sibilo al collega che mi sta accanto. «Sì, davvero..» fa lui.  Nel secondo tempo la scena del Peq si ripete. Ma stavolta il cileno molla il pallone e s’allontana. Morale: il galletto s’è guadagnato il rispetto degli anziani come in uno di quei film in perfetto Bronx style e Il bello è che questo è solo il trailer.

9 a Maarten Stekelenburg
Il tiro della sigaretta, se possibile, è più lungo e intenso. Walter Sabatini avvolto in una nuvola di fumo ha appena “stretto” per lo “one to one” di Eran Zahvi con Steke. Non sapeva, ingenuo Walter, che la pala da pizzettaro che l’olandese ha al posto della mano, s’era già inturgidita e innalzata come le vele della Mayflower, sostenuta da quel braccione pauroso che, non vi è dubbio, ha atterrito il povero Eran. Quest’ultimo è scappato via urlando “Cadeeeee! Cadeeee!” come un boscaiolo canadese che affonda la motosega nella quercia e di lì a poco si mangerà altre occasioni. Ostenta la sicurezza del rimorchione da Fontana di Trevi quando c’è da gestire le tante giocate con i piedi e non si fa pregare per rilanciare lungo (quando ce vo, ce vo). Benvenuto a Roma, te e le pale per la pizza.

8 a Marco Borriello
Ancora non riusciamo a darci una risposta, lacerati da dubbi e incertezze. Siamo davvero disorientati e non riusciamo a capire se erano più brutte le scarpe di Borriello o le sopracciglia di Miccoli. Un testa a testa nel quale ora ha prevalso Marco, ora Fabrizietto.  Scarpe a parte, SuperMarco ha smarrito la via della porta pervicacemente impegnato nella complessa ricetta luisenriquiana ma, diamine, il fiero cipiglio con il quale prova a non essere se stesso riciclandosi ala, è davvero commovente. C’è chi, cuore di pietra, l’ha bocciato senza pietà. Molto crudele in effetti, ma un dubbio sorge spontaneo quando s’avvicina a Osvaldo e gli fa: «Scusa Dani, ma che cos’è quella rete incorniciata da tre pali?».

7 a Juan
Il suo malinconico ciondolare sulla linea difensiva che fa mix tra Eddy Murphy e Kobe Bryant, diciamolo, ci mancava. Richiamato al centro della difesa, non appena terminato il lungo lavoro di cesello e stucco al ministero dei beni Culturali, fa il suo finchè ce n’è e si concede pure un paio di ricamini. Poi, come l’iphone quando ti dimentichi il wi-fi attivato, si scarica rapidamente subendo sin troppo i caotici colpi di zanna della Posse palermitana e finisce in panchina col fiatone tipo cornamusa forata. Però è tornato, nonostante quella muscolatura che in confronto i muri di Pompei sono di kriptonite…

5 a Osvaldo
Ahi, ahi, ahi. Un caro collega, nelle sue pagelle, lo definisce “intruppone”. E in effetti la sensazione della macchinetta a scontro che fa tanto anni ’80 ogni tanto Danielito la sparge per l’aere (tiè, beccati l’aere, mica robetta). Eppure un paio di palloni degni di essere sbattuti dentro gli arrivano, ma stavolta i colpi di testa denunciano insospettabili e imprevedibili spigoli in fronte (li copre col parruccone?). Divertente quando prova a imitare Lamela con un sinistro a giro che ha sconvolto la messa in piega della signora Isa, massaia 62enne, da una vita tesserata nei Distinti Sud. Il guizzo dei suoi arriva nel finale, quando fa una delle sue specialità: pallonetto al gonzo di turno e via verso la porta. Non gli riesce di un soffio quando anche la signora Isa s’era messa il rossetto ed era pronta a scavalcare per baciarselo tutto. Sarà per questo che Danielito non l’ha messa dentro?

Paolo Franci
(Quotidiano Nazionale)

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