• IL PAGELLONE DI FRANCI. 9 a Pizarro per delitto perfetto, 7 a Julio Sergio scarsamente protetto dall´alleanza franco-brasiliana

    Redazione RN
    29/11/2010 - 0:00

     
    10 a Delio RossiIl vecchio ciabatta Rossi lo rivedo sempre volentieri, pur avendogli augurato una bella bronchitona nel giorno del bagno nella fontana del Gianicolo. Ragazzi questo è un vero, autentico maestro di calcio che meriterebbe ben altra panchina. Ma dico io: siamo stati costretti a vedere Ciro Ferrara sulla panca della Juve, Donadoni in nazionale e Leonardo su quella milanista e Delione non lo caga nessuno? La sua sfiga è probabilmente nell’immagine un po’ ruspante, con lo scarpino bianco sotto l’abito buono, la gomma ruminata a bocca aperta e quell’aria smarrita da infermiere che ha appena fatto la notte. Infligge al baronetto della minestra una lezione di calcio che brucia sotto pelle, un capolavoro di semplicità tattica costruito su tre passaggi veloci e il tiro in porta. Non è un caso che il maestro di Rossi sia Zdenek Zeman.
    9 a David PizarroIl voto è per delitto perfetto. I fatti dicono: torna lui, torna la tragedia. Saltabecca smarrito per il campo alla stregua di una vecchietta alla quale hanno fregato il carrello della spesa. E guardarlo correre è un’agonia, perché più che l’immarcabile Pek, pare un’anatra all’ingrasso prima delle feste. Sentitosi messo in disparte, aveva fatto capricci e messo il muso a papà Ranieri fino alla riconquista del posto. A Palermo la sua partita è uno scherzo stile Saw in 3D, atroce e letale per i destini della Lupa, che s’accartoccia e appassisce attorno a un centrocampo che, con lui là in mezzo, pare una di quelle pareti giapponesi costruite con tenero legno e carta di riso.
    9 a Josip IlicicCome le caprette che fanno compagnia alla piccola Heidi, giocatori di siffatta statura pascolano placidamente nelle verdi valli slovene. E lì che è capitato, non certo per caso,  l’ormai ex ds del Palermo Walter Sabatini, uno che mangia pane e faina a colazione e fiuta il talento a centinaia di chilometri di distanza. Quando ha visto Josip al lavoro Walter ha sgranato gli occhi e se l’è stropicciati a lungo. Una volta ripresosi l’ha messo sotto contratto e il resto è una storia fatta di gol, colpi di tacco, giocate pazzesche, un feeling con Pastore che manco i quattro più quattro di Nora Orlandi.
    7 a Julio SergioScarsamente protetto dall’alleanza franco-brasiliana e probabilmente stizzito per le voci di mercato su Sirigu, prende a volare qua e là nel tentativo di porre rimedio alle nefandezze delle comari. Ferma con un miracolo la salita del buon Pastore stoppandogli il gol del raddoppio e lì ho pensato: vedrai che da questa parata parte la riscossa. Lo so, inguaribile ottimista. E invece è partito Nocerino, poi Balzaretti, poi Ilicic in mezzo alle immobili colonne del tempio di Ranieri.
    5 a Francesco TottiSi vabbè torna al gol su azione dopo un secolo e mezzo. E allora? Per il resto della partita pare un vecchietto alla prima lezione di ballo che pesta i calli all’insegnante. E così finisce per andare a sbattere su Menez e soprattutto, su Borriello. I giovani leoni non hanno rispetto né pietà per il vecchio eroe stanco e così ti capita di vedere Borriello che gli strappa dalle mani la palla per una punizione ringhiando: ‘Buono, la batto io’. O Mimì Menez che non gliela passa quando Totti si avvicina e gli fa ‘Lasciala e vai’. Il gol è una zampata d’orgoglio che non cancella quello che ormai è evidente a tutti: Totti sbatte su Borriello e viceversa. Sul rendimento sorvolo per rispetto.
    4 a John Arne RiiseE mo’ chi è sto regazzino? Lo sapete che Arne parla romano meglio di Totti e De Rossi e questo deve aver sibilato quando davanti gli si è parato quel piccoletto vestito di rosa. Arne l’ha guardato e ha pensato: ‘Certo che è pure brutto sto raccattapalle’, compiendo l’errore fatale, perché il ragazzino è invece quel ragno velenoso di Miccoli, uno che non giocava una partita decente dallo scorso anno. Il distratto Arne concede così il primo palo al ragno che non ci pensa due volte e addio Roma.
    2 a Claudio RanieriI bene informati raccontano che Delio Rossi dopo la partita abbia inviato un mms a Ranieri con l’immagine di una trota e il sottotitolo: ‘solo lei abbocca meglio di te’. E in effetti il vermone tattico piazzato sull’amo da Delione è irresistibile per mastro Trota, che imbocca con tutte le pinne. E così mentre si pavoneggia convinto che quel possesso palla sia il sintomo di una manifesta superiorità, sente uno strano rumore di mulinello e una puntura acuta sul labbro. Pare che la Rapala, colosso mondiale delle esche artificiali, lo abbia messo sotto contratto e che il laghetto di pesca sportiva vicino a Trigoria lo corteggi per metterlo sui cartelloni.
     
    Paolo Franci
    Quotidiano Nazionale

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