IL PAGELLONE DI FRANCI. 8 a Cicciobello Menez. 4 al ‘mistero’ Juan

Redazione RN
04/04/2011 - 13:31

PAGELLONE DI FRANCI

10 a Marco Storari
Il look è da cantante dei Bee Gees, anche se il crinierone anni ’70 è caduto sotto i colpi di forbice del tosatore di fiducia. Entra in campo fischiettando “Fever night, fever night fever..”, tormentone danzereccio de “La Febbre del Sabato Sera” e un motivo c’è: la febbre (della domenica pomeriggio) di Gigi Buffon glielo toglie dalle balle regalandogli un’altra perfida notte da protagonista all’Olimpico. Proprio lui, che lo scorso anno sforbiciato via lo scudetto alle truppe ranierate, si ripete con una tripletta di parate che ribalta completamene la partita. Chapeau.

9 a Milos Krasic
Il gol è bello e velenoso, così come lo sono le veroniche, i doppi passi e gli slalom maligni. Regala una confezione di Barbie ad ogni difensore giallorosso (a Juan un paio) e quello è l’avvertimento di come e quanto li manderà in bambola. Con quei dentoni sporgenti, la criniera simil Carrà e l’aria di chi è caduto dal letto certo non avrà un futuro da tronista né da testimonial di chissà quale telefonino, però in mezzo al campo è un piacere (cioè dispiacere) per gli occhi e una stilettata al cuore.

8 a Jeremy Menez
Mi sforzo di pensarla da juventino per qualche istante e allorà sì che il voto sale. Perchè l’arma segreta al contrario del povero Montelluccio è proprio lui, il Cicciobello francese, che se gli sfili il ciuccio – la maglia da titolare – frigna come un vitello e se la fa nel pannolino. Alle parole inopportune, dovrebbero seguire i fatti e questi, ancora una volta, si dissolvono in una nuvola di fastidioso fumo.

8 a Vincenzo Montella
Legge la lista degli infortunati e capisce che là sulla sinistra Gigione Del Neri piazzerà un pensionato di lusso, tal Grosso ex campione del mondo, rispolverato solo in certe occasioni, un po’ come quelle teiere impolverate che escono dalla dispensa quando arriva una vecchia zia. L’Aereoplanino pensa: sulla fascia gioca Grosso? E io gli piazzo Menez. Mossa perfetta per quanto sembra ovvia. Il tenero mondo di Vincenzo si capovolge via via che la sabbia scorre nella clessidra, con il francesino dannoso come una mosca in cucina e la vecchia gloria azzurra che s’appunta medaglie sul petto una dietro l’altra. Alla fine la sensazione del giovane mister giallorosso è chiara e impietosa: ha scelto una trota per dare la caccia al barracuda.

7 a Phil Mexes
Sarà un caso, ma finchè c’è lui lì in mezzo la Juve per vedere la porta deve sfogliare un album fotografico. Il crinierone biondo svetta più volte, Matri dalle sue parti fa la figura della donnola azzoppata e non c’è bianconero che non finisca con sbattere il faccione sui pettorali del francese che fa sospirar le ragazzine. Esce lui e la Roma si perde, concomitanza diabolica che trasforma la difesa fin lì agguerrita e concentrata in una sagra di paese, dove spendi poco e ti riempi la pancia.

6 a Francesco Totti
Celebrato dallo speaker per mezz’ora prima della partita, parte forte e inventa un tiro volante che meriterebbe un affresco del Borromini e non la plebea manone del corista dei Bee Gees. Sembra la sua serata ma è solo una pallida illusione, perchè pian piano si sgonfierà come una mongolfiera lacerata al pari dei suoi squinternati sodali. Prova il colpo di tacco smarcante centoquattordici volte e non gliene riesce uno, tira in porta da fuori con irritante continuità trovando regolarmente il garretto juventino. Non è tra i peggiori, certo, ma dopo i lampi abbacinanti del derby e di Firenze ci aspettavamo ben altra nottata.

4 a Juan
A un certo punto pare un cagnolino esitante che tenta di attraversare l’autostrada. L’immagine è chiara e impietosa nell’azione del gol di Matri, con quell’avanti-indrè ridicolo mentre il bell’Alessandro svolazza felice verso Doni. E non è l’unico orrore di una nottata da “Non aprite quella porta”, nella quale concede qualsiasi cosa a chiunque. Non chiude mai, non c’è mai nei momenti decisivi e quando esce Mexes pare un bimbetto che ha perso i genitori nel parco giochi. E’ il mistero più grande dell’annata giallorossa che sconvolge anche i palinsesti Rai: quelli di “Voyager” hanno buttato via un servizio sulla profezia Maya, uno sui rapimenti alieni e un altro sul mistero dell’Arca di Noè. Il titolo è già pronto: Un buco nero nella spazio (difensivo)

Paolo Franci
Quotidiano Nazionale

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