• IL PAGELLONE DI FRANCI. 8 a BORRIELLO, 7 a TOTTI maglietta bagnata e 7 a RUBIN Hood

    Redazione RN
    19/09/2010 - 0:00

    9 a MARCO DI VAIOE’ corso a casa trafelatissimo, dopo la partita, dribblando cronisti e tifosi, con la faccia di uno che gli scappa e ha trovato il bagno chiuso a chiave. I minuti passano e la tensione aumenta: “Dove è scappato Marco?”, “Che è successo a Marco?”, “Chi ha incastrato Roger Rabbit”… No scusate questa è un’altra storia. Dicevamo? Ah sì Di Vaio. A un certo punto usignol bolognese ci riferisce la spiegazione di tanta furia: doveva andare a casa a cambiare la squadra avversaria della sua Playstation…. Ci ha messo la Roma? Si, ma con undici Rosi in campo. 8 a MARCO BORRIELLOI sospiri di passione delle ragazzotte in giallorosso si colgono sin dalla tribuna stampa. E così un dolce coro polmonare accompagna ogni derapata di questo ragazzone che sembra uscito da un romanzone di cappa e spada. Il frusciar del mantello accarezza l’affondo con cui doma quel pallone lungo di Phil Mexes: guarda in faccia il gendarmone bolognese colpendolo con un preciso colpo d’alabarda. Corre sotto la curva, gioisce, si gira e con orrore s’accorge che i compagni tardano ad arrivare per l’abbraccio. Erano già stanchi al settimo minuto.7 a FRANCESCO TOTTIQuando c’è da randellarlo sapete bene che da queste parti non ci risparmiamo, ben sapendo di incorrere nell’ira delle tante comari tottiane. Stavolta però il voto è per l’impegno, al punto che alla fine della partita vince il premio “maglietta bagnata”, che di solito è roba riservata a tettute ragazzone nelle feste di Palm Beach. Il siluro con cui scuote la traversa da quaranta metri è lesto e bello come una Lamborghini. Sembra il preludio alla cavalcata delle valchirie e invece è la strisciata dei lumaconi, che di lì a poco la faranno da protagonisti. Lui però, ci ha messo l’anima e questo merita rispetto.7 a RUBIN HoodOccupiamoci ora di Rubin Hood, eroe invocato dalla Sud subito dopo aver scoccato il gol che, ingenui, pensavamo fosse della sicurezza.  Allorquando s’avventa sul pallone spizzato da Anastasio Burdisso (il sorellastro di Burdisso senior, che poi è Genoveffo, lo sapete), l’eroe di Sherwood  non ha di che tentennare, perché nella sua mente corrono le malefatte di Anastasio a Cagliari: “Se non lo aiuto io questo e quando la fa una cosa giusta?”, pensa. E via con la freccia che si pianta sulle terga di Viviano. Non corre e non esulta, Rubin Hood, lo fanno gli altri, i poveri plebei in giallorosso, convinti di aver agguantato la pagnotta. Poi Rubin si gira e la vede: è Lady Marian? No è Malesani, che con quelle basette a coda di marmotta ti inganna sempre…4 a PHIL MEXESGli vogliamo bene e cerchiamo di trattarlo con i guanti bianchi. Quelli della scientifica però. Sì perché qui si sta compiendo il delitto perfetto: non azzecca mai la posizione, i tempi di gioco e di giocata. E’ talmente fuori posto che a un certo punto pare il ragazzotto con occhiali, brufoli e fisico da lanciatore di cotton fioc alla festa della squadra di football. Azzecca il lancio per Borriello, ma quella è una succosa albicocca sull’albero degli orrori. 3 al povero ALEANDRO ROSINon vogliamo infierire oltre quello che gli ha combinato quel fetente di Di Vaio. Quindi ci chiudiamo in un doloroso, rispettoso silenzio.2 a CLAUDIO RANIERITrasformista. Sabato si atteggia a Mourinho –  al sapore di amatriciana, broccoli e pajata però –dando vita a un furioso monologo che è una sapiente miscela fra Mastro Titta – il boia di Rugantino – e la famiglia Cesaroni. Dopo aver fatto il Carletto Mazzone a Monaco, ha singulti zemaniani quando si ripresenta con un tridentino mica male contro il Bologna. Di nuovo, torna in sala stampa nel dopopartita e stavolta siamo a metà strada tra Christian De Sica e Cristiano Malgioglio quando approccia ripetutamente a un radioamatore (nel senso che ama la radio) con un fastidioso “amore mio”. Quando s’introduce il discorso del ritiro anticipato, risponde lesto “E’ ‘na stronzata totale!” e qui siamo a Carlo Verdone quando urla “Nonnaaaa!!!” o ha il dubbio se quella cosa che galleggia nel tevere “So du’ cervi..”.
     
    Paolo Franci
    Quotidiano Nazionale

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