IL PAGELLONE DI FRANCI. 11 a Totti, 8 a Sculli allergico…al pallone

Redazione RN
14/03/2011 - 13:38

DERBY, IL PAGELLONE DI FRANCI – 11 a Francesco Totti
Odi statistiche e acrobazie numerologiche le lasciamo alle pagine dei giornali e ci occupiamo di questo tosto ragazzone attempato, che sognava il derby dei derby e se lo cucina come neanche Vissani davanti a un soutè di cozze e vongole. E’ capitano e muflone, nel senso che s’arrampica sui tremolanti resti Olympici (nel senso dell’aquila) a piè svelto e caldo; è guascone e corsaro con quel suo modo irridente da far imbufalire l’orda biancoceleste. Durante il calcio d’angolo lungo quanto un film di Sergio Leone (Titolo: C’era una volta la Lazio) si veste anche da Cappuccetto Rosso, facendo la vittima e, pensa te, calmando De Rossi al quale iniziava a friggere la vena del collo. Ah già, dimenticativo, visto cheMuslera aveva voglia di frutta, gli piazza anche due pere alle spalle. E poi dite che non è un generoso.

10 a Capitan Futuro
Ma che avete capito? Mica è Daniele De Rossi il graduato in questione. E’ EdyReja, uno che ho imparato ad amare più della mia mamma, santa donna la Pina, che pur cucinando deliziosamente e avendomi viziato adegutamente, mai mi ha fatto vincere quattro derby di fila. Quindi non s’offenda la mia mammina per il singulto d’affetto che mi travolge quando vedo quel signore alto e sghembo armeggiar innanzi la panchina di rimpetto. Insomma il vero Capitan Futuro è lui, nella speranza che resti tra le piume di Olympia i prossimi trent’anni, sempre con Zarate terzino, il bruco Hernanes (più lento del bruco daaa Roma) e la personcina tra i pali. Sorvolo per eleganza sulle dichiarazioni della vigilia.

10 a TuffoGoffoMuslera
Dopo il famoso coro della barriera, ne aspetto trepidante un altro sul TuffoGoffo (sì sì tutto attaccato) con il quale trasforma in oro il sasso di Totti. Nell’occasione pare un pezzo di gulash che pigramente scivola giù dalla polenta, finendo affogato nel suo stesso sugo.

10 a Stefan Radu
Entrerà di sicuro nel Guinness dei primati (nel senso delle scimmiette) per il belluino gesto con il quale tenta di rovinare il maquillage di Arnoldo Simplicio. Come un gorilla nella nebbia si scaglia sulla preda battendosi il petto e masticando le proprie mascelle,magari aspettandosi anche l’arrivo di Tarzan dai Distinti Sud. Il mistero di un gesto tanto incomprensibile sembra parta dalla panchina. In quel mentre Reja pare gli stesse urlando: “Calma Stefan, calma! Usa la testa! Usa la testa!”. Detto, fatto.

9 a Nicolas Burdisso
L’astuto Reja gli piazza Zarate nel ruolo di esterno-zanzara con l’idea di infastidirlo parecchio, ma il Nostro non fa una piega scuote le spallone e ci dà dentro. Che sia una sfida sui kart, un anticipo o clangore di spade, Nicolino fa il suo e più del suo. Perché a un certo punto annoiato dallo svolazzar confuso della zanzara, si produce in un lampo da Carl Lewis su Flocco Floccari, uno talmente fuori dal match da essere passato per i tornelli al momento del mesto rientro negli spogliatoi.

8 a Giuseppe Sculli
Risolto il mistero dello sfogo d’orticaria. E’ allergico al pallone.

8 a David Pizarro
Pare capitan Jack Sparrow quando carica la spingarda a chiodi, bulloni e fa fuoco verso TuffoGoffoMuslera, che come una sessantenne turista tedesca, ne ammira la traiettoria neanche fosse un capolavoro del Bernini. L’infame traversa gli va di traverso (orrendo gioco di parole), ma quel suo trottoleggiar cortese funziona a dovere quando prepara il tempio per l’arrivo dell’Imperatore Totti, procurando una santa punizione. Il resto è sacrificio, sapienza tattica e mucchione selvaggio sotto la Sud.  Vi par poco?

8 a Simone Perrotta
Montella gli chiede sacrificio tattico sul bruco Hernanes e lui, di solito veloce e saettante, ha il suo bel da fare per adeguarsi al ritmo del Profeta, lento come un ballo da pomiciata del liceo. Prima di trovare il passo giusto prova diversi espedienti per rallentar la corsa: duecento euro in monete da un euro nelle tasche; le ricevute delle multe di Adriano negli scarpini; le dichiarazione della vigilia di Reja copiate sulla mano sinistra, per leggerle ogni tanto, ridere e perdere il passo. Alla fine riuscirà ad essere quasi immobile come il bruco brasiliano, legandosi le scarpe l’una con l’altra. Astuta faina.

6 a Claudio Lotito
Dice che accetta la sconfitta, dopo essersi attaccato al laser che avrebbe infastidito Muslera sui due gol. S’attacchi un po’ dove vuole, perché i presidenti hanno sempre ragione.

5 a Jeremy Menez
Sgorga sangue dallo schermo del mio Mac. Niente di grandguignolesco non vi preoccupate, è solo il dolore che mi infliggo nel picchiettar sulla tastiera per parlar male di questa magnifica farfalla che gironzola allegra per il prato, senza mai trovare il fiore giusto. Anzi una volta ci riesce imbeccato dall’Imperatore del derby e lì pare una famelica mantide, perché la palla che Juan spedisce sulle chiappe di Ledesma griderà vendetta a lungo, echeggiando tra Nord e Sud. Esce malinconico ma nulla si può rimproverare a Sir Vincenzo Ferguson (Eh sì diamine, esageriamo!) per il cambio.

5 MarcelinoMatuzalem
Mi piace parecchio questo ragazzo tatuato che gli dà di pagnotta o manicaretto scegliendo sempre il tempo giusto. Stavolta però, la fa grossa piazzando la marca dello scarpino sul nobile zigomo di Franceschino, una fellonata che resta impunita per il calo della vista di guardalinee e quarto uomo. Si salva così e non si fa mancare nulla nell’orrendo, ridicolo, imbarazzante concitato finale dei suoi, ormai oltre la crisi di nervi.

Paolo Franci
Quotidiano Nazionale

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