IL PAGELLONE DI FRANCI. 10 al monumento Totti, 8 di solidarietà a Juan

Redazione RN
21/03/2011 - 14:40

FIORENTINA-ROMA, IL PAGELLONE DI FRANCI – 10 a Francesco Totti

La consacrazione a monumento non poteva che trovarla nella città d’arte. Qualcuno dirà: sarebbe stato meglio all’Olimpico, magari con il terzo gol alla Lazio ma, diamine ragazzi, non si può avere tutto. Gioca un primo tempo da passante capitato lì per caso, soprattutto per l’effetto Ghostbuster che avvolge la combriccola montellianae in mezzo a tutti quei fantasmi, l’idea è che possa finire in gogna e calcistica lapidazione. Poi però il capitano entra nella cabina come Superman, si strappa le vesti e prende a svolazzare allegro sulle sorti della partita. Il rigore vabbè, troppo facile per uno come lui, ma quando stoppa il pallone d’esterno pare abbia la Nutella spalmata sugli scarpini. L’esterno destro con cui fulmina Boruc, poi,è un filo d’oro che in un attimo riassume 18 anni di Roma e la carica dei 201.

9 a Doni
Il mistero è presto svelato: pare che Julio Sergio, invidioso per aver perso il posto, gli abbia messo i guanti nel Nelsen piatti. In altro modo non si spiega il ballo dell’acchiappa l’anguilla che lo accompagna per tutta la partita. Insomma non tiene un pallone e, neanche fosse la pornostar Vittoria Risi, apre maldestramente le gambe sul sinistro laser di Mutu. Sul gol di Gamberini è reattivo come una nonnetta che rovescia il bicchiere della dentiera.  La disavventura più brutta gli capita al ritorno a Trigoria: Montella gli lancia le chiavi della macchina, lui va liscio e finiscono nel tombino. Mentre leggete pare sia ancora lì con ferretti e calamite.

8 a Juan
Come per Doni, il voto è di solidarietà. Perché quest’uomo sta vivendo una tragedia che è dura anche da raccontare. Da quando s’è sparsa la voce che passargli davanti come ha fatto Mutu è robetta da bar, Juan non vive più. Gli passano davanti al benzinaio, lo fanno secco massaie zannute innanzi al banco del pane e, addirittura, alla Asl se ne fregano del numeretto e lo sorpassano in tromba a mò di Hamilton con una Force India. Pare che Montella abbia pensato a una maglia speciale: invece di nome e numero, il cartello del divieto di sorpasso con la scorta di due vigili in moto.

8 a Phil Mexes
E’ l’altro grande protagonista della miglior peggior difesa del mondo. Con la sua valigetta griffata già timbrata per Milano, si distrae forse al pensiero del futuro shopping in via Montenapoleone e ne fa una che manco Collovati a fine carriera. Il barbino anticipo con il quale tenta di fermare l’armata viola è tale sacrilegio tattico che per un attimo abbiamo temuto la voragine sul terreno e l’entrata in scena di Belzebù. Dopo averla fatta grossa e mentre Mutu pare la freccia di Robin Hood si gira e spera nel miracolo dei compagni. Con orrore Phil s’accorge che sulle piste del rumeno c’è Juan e in porta una pornostar. Il francese a quel punto non può far altro che emulare il generale Cambronne di fronte agli inglesi, sibilando: «Merde!».

7 a Jeremy Menez
Concede ai suoi simpatici conterranei la solita intervista intinta nel tabasco e nell’aceto e, perché no, anche nello yogurt scaduto quattro mesi fa. Ne viene fuori un atto d’accusa che chiama in causa un po’ tutta Trigoria, compresi gli alberi delle colline nei dintorni e le pecore che brucano fuori dal fortino romanista. Gli effetti sono devastanti, perché pare che il pastore del gregge l’abbia presa proprio male, per non parlare della forestale che lo citerà per danni. Si segnala anche la furibonda reazione della signora del terzo piano di un condominio di via di Trigoria che lo sta aspettando con un mattarello all’incrocio con la Laurentina. Forse è per questo sperpero di fiato di fronte ai taccuini transalpini che a Firenze non ne imbrocca una.

Paolo Franci
Quotidiano Nazionale

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