IL PAGELLONE DI FRANCI. 10 ad Aleandro Rosi, 9 a Francesco Totti

Redazione RN
02/05/2011 - 19:25

PAGELLONE FRANCI – 10 ad Aleandro Rosi
Il pallone benedetto gli sbatte sul pettorale turgido scacciando via draghi, fattucchiere e soprattutto gufacci incarogniti. La sua è una piccola resurrezione, un potente battito d’ali in mezzo a una stagione in cui precipitare nel sottobosco  trigoriano, tra sputi e partite anonime, è la regola. Così per caso, tentando di stoppar palla, regala l’ennesimo tocco di verde all’ingiallita stagione romanista.    Poi si toglie maglia e sottomaglia correndo come una pazzo nello stadio deserto, come farebbe una gallina che s’è appena trasformata in poiana.

9 a Francesco Totti
Il dieci lo merita eccome, però il voto scende per due motivi: il rigore decisivo morsicato e, soprattutto, la maglietta “The king of Rome is not dead”, che ci starebbe pure per carità, se fosse però un po’ più sobria e non con quelle scritte dorate alla Lady Gaga. La sua partita è un perfetto trattato di calcio che spinge la Roma verso il confine europeo alimentando la speranziella montelliana. La punizione è un capolavoro, certo, ma anche un gentil cadeau di monsieur Gillet, che nell’occasione pare la signorina del casello autostradale: pedaggio, sorriso e barriera che si alza. Perfetto il primo rigore, magnifica la sua intensità, al punto che rispetto a Vucinic e Menez pare il professore di ginnastica che dà l’esempio agli scolaretti indolenti. Eppoi, sì, ha fatto 206, come la Peugeot e più di Baggio, ma su questo non  ci dilunghiamo, perchè tonnellate di carta al miele stanno per invadere le nostre scrivanie.

8 a Marco Borriello
Le dimensioni contano, recitava il claim pubblicitario del film Godzilla. E le dimensioni di questo ragazzone inviperito che fa l’ala, il centravanti e il recuperatore di palloni, trovano il giusto sfogo nel deserto stadio barese. Strana è la vita: lui e Totti non possono giocare insieme, si dice, al punto che ieri i vigili allo stadio gli hanno tolto cinque punti dalle patenti per mancato rispetto della segnaletica trigoriana. Eppure sono proprio loro due a tenere la Roma attaccata prima alla partita e poi all’Europa come un post it sul frigorifero.

5 a Vucinic & Menez
Boldi e De Sica dei tempi d’oro avrebbero rosicato parecchio. Sì perchè i due nell’occasione fanno ridere come e più di un cinepanettone anni 90, al punto che il titolo “Vacanze al San Nicola” appare fin troppo scontato.  Se il riottoso Jeremy regala almeno un paio di infilzate delle sue, Mirko pare un panzuto ragioniere sulle spiagge adriatiche distrutto da afa e pigrizia. Sarà un caso, ma quando escono questi due la Roma pian piano s’arrampica sulla collina, nonostante l’inferiorità numerica.

4 a Juan
Quando Huseklepp vola come una libellula verso la porta del commendator Doni, lui s’era assentato un attimo: doveva far compere al supermercato GS del quartiere Picone, non lontano dallo stadio. Riavvogliamo il nastro per coglierne la reattività nell’episodio del rigore barese, quando più che un lesto bucaniere della difesa, è lento come una canzone dei Chicago. Sì vabbè si procura il rigore, ma il suo libro dei disastri stagionali ha ormai assunto le dimensioni di un volume della Treccani.

Paolo Franci
Quotidiano Nazionale

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