• IL PAGELLONE DI FRANCI: 10 a Menez e Borriello, 4 a Burdisso

    Redazione RN
    21/11/2010 - 0:00

    10 a Jeremy MenezLa faccia da chansonnier francese stride parecchio con le gambe da  Moulin Rouge. Che sia can can o altro, la performance è colorata e svolazzante e la gente applaude e si diverte, ritmando la musica con le mani. Poi a un certo punto Gegè’ Menez parte dritto, punta un paio di fastidioso birilli bianconeri e va in porta. Gol strappabaffi, mezzo giro di campo e abbraccio con l’amico Phil che zompetta felice nei pressi della panchina. E qui la musica è cambiata: non più can can ma Looney Tunes, quella di Duffy, Bunny e Gatto Silvestro… Lo picchiano, lo prendono per la maglia, ma lui fa spallucce prendendosi la sua vendetta quando disegna l’idea gol per Marco Borriello e… Questa però è un’altra storia. Chiudiamo ripensando alla standing ovation spontanea: 27mila persone in piedi per applaudirlo all’uscita dal campo e lui che non riesce ad abbozzare un sorriso neanche di fronte al popolo in visibilio. Sapete come sono ‘sti chansonnier francesi: tristi per vocazione e professione.10 a Marco BorrielloUn montone testardo che prova a salire l’impervia china, cade e si rialza, cade e si rialza. Non pare la sua serata, perché le palle gol sono invisibili come gli ausiliari al traffico che regolarmente ti beccano sulla corsia bus. Quando stava per incupirsi definitivamente – lo conoscete, se non segna s’ingrugna di brutto, quasi peggio di Inzaghi – parte la musichetta dei cartoon e da lontano scorge l’intrepido Gegè che lo guarda, ride e strizza l’occhio. Lui capisce che sta arrivando la palla buona, si guarda intorno e vede Domizzi. E qui fa la cosa più difficile riuscendo a non ridergli in faccia, prima di umiliarlo con un paio di robuste spallate, due passi di lambada e l’olivetta nel Martini.9 a Claudio RanieriIl baronetto è tornato prepotentemente in sella. E la minestra ancora una volta s’è trasformata in una leccornia da gustare un pezzetto alla volta, domenica dopo domenica. Dai siate sinceri: quanti avevano puntato sulla sua resurrezione? Io no davvero. Lo dico senza pudore e lo avevo immaginato in esilio da Roma, con le vesti lacere e il cuore spezzato. Stavolta si toglie lo sfizio di cucinare una Roma in grado di far male (nel senso di bene), con un centrocampo che, lette le formazione, pareva l’ultimo spot di Aldo, Giovanni e Giacomo. E invece, diavolo di un sor Claudio… E sì, ora lo urli forte, sempre più forte che la Roma c’è per vincere lo… il.. dai quell’affare triangolare e colorato che sta sulla maglia di Milito.8 a Samir HandanovicCompiaciuto, si gode lo spettacolo dei guastatori in nero e bianco che assaltano la casamatta giallorossa. Ancora non sa che venti minuti dopo i suoi bravi finiranno con una smorfia di fatica sul viso e la mano sulla milza che pompa come il basso di Jovanotti. Nulla può sul ghirigoro di Gegè le chansonnier, che lo brucia con un colpo di boomerang. Piuttosto, pare un agnolotto di Giovanni Rana ripieno di fesseria quando si fa inforchettare sul primo palo dal montone Borriellone. E lì finisce l’avventura del signor Bonaventura.5 ad AdrianoTenta di mordere Handanovic, nel senso letterale della parola, perché, ragazzi, la fame è fame. E quando s’accorge che dall’area arriva quel profumo di agnolotto, proprio lui che pare si sia mangiato anche Giovanni Rana in persona, non può resistere. Quando s’alza dalla panchina le telecamere indugiano impietosamente sulle maniglie dell’amore che pare gli stiano dando grattacapi mica da poco. L’ultimo: in aereo non passano come bagagli a mano. 4 a Nicolas BurdissoMa benedetto ragazzo!?!? Ti fai mettere le mani in faccia da quel fesso di Domizzi, reagisci con una spintarella da bimbetta che litiga con l’amica del cuore e ti becchi il rosso? Altro che bandito: nell’occasione pare Ken sul camper di Barbie. Peccato perché aveva giocato partita tosta e gagliarda, impreziosita da un paio di colpi di sega elettrica mica male. 3 a Maurizio DomizziParte come un barracuda in mezzo alle alici quando, in avvio, ramazza la traversa. Poi però torna a fare quello che (non) sa fare meglio là dietro e arrivano i dolori. Borriello gioca tutta la partita con il cartello “Benvenuti su scherzi  parte” in mano, ma lui non ne fa tesoro e finisce per fare la figura della spalla del comico, quello che si becca la torta in faccia. Iracondo e travolto dal senso di colpa per quel gol che manco alla scuola calcio, firma cosce e polpacci altrui con qualche rudezza di troppo. Quando incrocia il bandito del west lo smanaccia sul naso eppoi si getta a terra colpito da un terra-aria. Il rosso a Nicolas non cambia le cose, alla fine, e qui va in scena la più grossa ingiustizia della partita. La standing ovation il popolo della lupa doveva tributarla a a lui e non a Gegè, perché è proprio lui e non il francese a fare la differenza.Paolo FranciQuotidiano Nazionale

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