• IL PAGELLONE DI FRANCI: 10 a Maximiliano Pellegrino, 4 a Claudio Ranieri

    Redazione RN
    17/01/2011 - 10:14

    IL PAGELLONE DI FRANCI –

    10 a Maximiliano Pellegrino
    Il nostro eroe è nato a Leones, il che lo rende ancor più epico agli occhi del popolo giallorosso. E’ lui il vendicator cortese, l’angelo vendicatore, l´armigero al cioccolato che rende ghiotto il pomeriggio della lupa. Quel passo di danza, il Maximilian Twist,  con il quale la sbatte dentro è già un must nelle discoteche e scuole di ballo, alla faccia di Cortes, la Cuccarini, i fessacchiotti in mutande di ´Amici´ e le cubiste di Lele Mora.

    9 a Marco Borriello

    Costretto a fare  panchina in nome di non si sa che cosa (Anzi si sa e ne parliamo più giù), s’immalinconisce  parecchio. E’ come un bimbetto al parco che gioca al calcio: la mamma lo chiama e la risposta è svelta: ‘altri 5 minuti!’. Insomma non se ne perderebbe una il Lancillotto giallorosso, che messo aldilà del ponte levatoio obbedisce ma s’incupisce. Entra quando i giochi sembrano chiusi e inventa uno stop e giravolta che manco con la Wii. Da lì nasce Maximilian Twist, il ballo della lupa. Ho immaginato Claudio Ranieri mentre gli comunica che non giocherà: ‘Marco oggi non voglio gol, quindi gioca Totti’.

    8 a Marco Cassetti
    Pare un mocassino palustre, uno di quei serpentacci velenosi che battono rapidi la palude facendo incetta di gamberetti e altre leccornie crostacee. Vince tutti i duelli e quasi s’annoia sui rimpalli che sono sempre dalla sua parte. Sulla sua corsia instaura una sorta del regime del terrore, al punto che Jimenez e Giaccherini, tipacci dalla gamba svelta, finiscono dall´altra parte a cercare fortuna che troveranno quasi mai. E’ in gran spolvero e pur non amandolo alla follia, lo ammetto, devo riconoscerne piglio e pedigree.

    8 Daniele De Rossi
    Il virus influenzale che lo aveva debilitato pare fosse grosso almeno come una quaglia. Da lì i disastri contro il Catania e un recupero più lungo del previsto. Torna in Romagna, terra di danze (vero Maximilian?) e piadine, belle donne e singulti gaudenti. E lui se la gode eccome, piazzato là in mezzo con il randello in una mano e la bacchetta di Von Karajan nell´altra. Spinge l’aratro come sa e quando c’è da infiorettare partecipa senza indugio ai ricami di Menez e Vucinic. Bentornato.

    7 a Mirko Vucinic

    Prende a calci la tuta quando Ranieri lo richiama, ma poi è quello che fa più casino quando Simplicio propizia la meraviglia di Pellegrino. Anima, cuore e rodimento di terga insomma, perché anche lui sa chi doveva essere sostituito. La partita è un sali  e scendi dal toboggan, alla ricerca del guizzo giusto che spesso arriva con le solite repentine derapate. Inventa un assist fantastico per Totti che nella fattispecie fa tutto come si deve.

    6 a Juan
    Era a un bivio della carriera dopo l´horror di Marassi: girare il quarto episodio di Resident Evil oppure riprendersi la difesa e spingere la truppa alla conquista dei lidi adriatici. Sceglie la seconda e certo non è il Juan che conosciamo ma, diamine, neanche sua sorella. Uno svarione che per poco non manda in porta Budan, un paio di balbettii sommessi ma, per il resto, confortanti segnali di ripresa.

    5 a Francesco Totti
    Gioca nascosto sotto al divano, come nell´ultimo, azzeccato, spot-tormentone ‘chiamitutticonuncentesimo’. Insomma, anche il teorema del ‘Borriello gli ruba spazio’ e ‘Ormai è un centravanti’, fino al blasfemo ´Tra lui e Borriello scelgo lui’, finisce nel gorgo del lavandino pensatorio, perché il capitano a Cesena soffre le pene dell´inferno. Van Bergen e Pellegrino, non propriamente i centrali più forti del mondo, gli infilano la museruola senza troppi patemi e lui se la toglie una volta soltanto, quando inventa il graffio malandrino su assist di Mirko. Un inchino d´ammirazione per l´impegno, ma la lentezza d´esecuzione che lo limita pare una compagna ormai inseparabile, figlia dell´anagrafe e delle ferite di battaglia.

    4 a Claudio Ranieri

    Si piega alle follie della piazza e alle sceneggiate di noi grafomani sui 4 minuti di Totti a Marassi. Nel senso che reagisce con piglio urlando alle platee che non indugerebbe a rifarlo, ma poi quando c’è da sfilare Totti dalla partita perché non la becca mai, inizia un gioco a quiz con Menez e Vucinic. Ogni cinque minuti, mentre Borriello e Adriano si scaldano, chiede a Jeremy e Mirko: ‘Ce la fai?’, ‘Vuoi uscire?’, ‘Vuoi il cambio?’, ‘Sei sicuro che ce la fai’. Un tormentone che i perfidi bordocampisti tv riportano fedelmente e impietosamente, raccontando anche le reazioni stizzite del duo. Cos´è che non torna? Che a Totti non lo chiede mai.  Capirai, avrà pensato il povero baronetto della minestra, se lo sostituisco le comari tottiane armate di penna mi fanno le chiappe flambè.

    Paolo Franci
    Quotidiano Nazionale

    Scrivi il primo commento

    Scrivi un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


    *

    Seguici in diretta su Twitch!

  • Leggi anche...