• IL PAGELLONE DI FRANCI: 10 a Claudione Ranieri, 8 a Genoveffo Burdisso e Sofia Juan

    Redazione RN
    03/10/2010 - 0:00

     
    10 a Claudio RanieriSi consegna armi e bagagli al nemico, neanche fosse il gallo Vercingetorige al cospetto di Cesare. Qui però di galli non ce ne sono, semmai un pingue pollastro testaccino che decide di uscire dal pollaio mentre quella faina con i capelli di plexiglas, tal Mazzarri, osserva incredulo il pennuto finirgli nelle fauci. Lì nell’aia napoletana ne fa una dietro l’altra: non toglie Cicinho che aveva ormai la corsa catarrosa (bleah, sì fa un po’ schifo); toglie Mimì Menez per mettere Brighi che, a guardarlo bene, gira a vuoto come l’arrotino di Trastevere e, infine (me lo sono tenuto per ultimo), cancella dalla partita Marco “Machete” Borriello, il migliore, per tenere in campo nonna Abelarda, cioè Totti. A me non è sfuggito un particolare: Paolo Cannavaro che corre ad abbracciare Ranieri quando entra Vucinic ed esce Machete.  Un genio, Claudione.
    9 a Bogdan LobontPara mosche, zanzare e pappataci finchè non sbuca quel buffo sauro con la cresta a spazzolone e i denti a palizzata. Bogdan riesce quasi ad evitare il morso letale, ma in quel tripudio di zanne, gel e capelli esce fuori una carambola che manco Tom Cruise ne Il Colore dei Soldi. Certo è che quando vede sbucare dalla giungla quel leone di Dossena inseguito dall’anatrella brasiliana dev’essere sbiancato di brutto. Il cordiale per riprendersi glielo offre nel finale l’amico Juan che lo infila da tergo manco fosse Rocco Siffredi.
    8 a Genoveffo BurdissoIl sorellastro di Cenerentola ha problemi con la scarpetta di cristallo, si sa. E allora ne sceglie una di piombo quando malauguratamente va ad accarezzare quel pallone che finisce sul petto di Juan e alle spalle del pover Bogdan. Certo che per essere l’acquisto più inseguito dell’estate l’inizio non è malaccio: due giornate di squalifica, un mezzo autogol, 8 milioni di euro, il rischio di perdere Mexes eppoi, ale—oooo, il sorello Anastasio. Leggo da qualche parte, qui sul sito, che potrebbe arrivare a Roma anche Frà Legrottaglie, quello mezzo prete e mezzo panchinaro alla Juve che predica e pratica l’astinenza. Direi che in tal senso la Roma stia dando a piene mani no?
    8 a Sofia JuanCome la Loren ai bei tempi d’oro, mostra generoso il petto agli amici partenopei, prendendosi la briga di correggere in gol il colpo di piombo di Genoveffo. Peccato, perché la sua era stata partita relax, costretto a fare baby sitting a quel pivello di Cavani, che dalle parti del Vesuvio chiamano El Matador e che invece domenica pareva una vitella stanca. Quando entra negli spogliatoi trova  Giac,  Gas Gas, il gatto Lucifero, la fata Smemorina e Cenerentola, scappati dalla favola per consolare il povero Genoveffo.
    7 a CicinhoSbuffa come una vecchia locomitiva del west, spargendo nell’aere intense volute di fumaccio nero. Ogni volta che la Ferrari rosso Liverpool gli sfreccia davanti lui impreca e prova a prendere il passo, spingendo tenero sull’erba lo scarpino giallo. La tattica è fin troppo evidente: far morire dalle risate Dossena fino a farlo stramazzare in terra.
    7 a Francesco TottiMi immedesimo per un attimo in un solerte funzionario dei beni culturali teso a proteggere la stele di Trigoria. Perché lo sappiamo che il capitano è un monumento e come tale si comporta. Nel senso che è talmente piantato in terra che da un momento all’altro t’aspetti che i piccioni gli si posino sulle spalle e arrivi la solita vecchia con la busta di mangime. A questo punto inizia anche a far tenerezza e, quando Ranieri alla vigilia e dopo la gara racconta che è in un buon momento, la cosa sa un tantino di presa per i fondelli. Doveva uscire lui e non Borriello che, dirà Ranieri, “era stanco”. Dicono che Pinocchio e Lucignolo siano neri di rabbia con il baronetto della minestra: loro al titolo di re dei bugiardi ci tengono eccome.
    5 a Marco BorrielloNel gioco dei voti ribaltati a lui rifilo un cinque…Sì perché si vedeva a occhio nudo che non si reggeva in piedi, che non stoppava un pallone. Eppoi su, benedetto ragazzo, scendere in campo con la stampella e le scarpe con la suola liscia… E dai..Gioca bene su Cannavaro e un paio di volte rischia anche di far gol: non ci fosse stata la bombola d’ossigeno da portarsi dietro magari avrebbe anche segnato. Era talmente stanco che, raccontano i ben informati, è ancora lì al San Paolo a fare footing attorno allo stadio.
     
    Paolo Franci
    Quotidiano Nazionale

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