• Il Pagellone – Dalle prestazioni di Pellegrini e Retegui alla gestione del caso Acerbi

    Redazione RN
    26/03/2024 - 9:14

    | Romanews.eu
    Il Pagellone – Dalle prestazioni di Pellegrini e Retegui alla gestione del caso Acerbi

    PAGELLONE MARCACCI – Settimana di sosta dei campionati per gli impegni degli nazionali, con un’Italia che batte in amichevole prima il Venezuela e poi l’Ecuador con Retegui e il giallorosso Pellegrini sugli scudi. A tenere banco, oltre alla maglia azzurra, è ancora il caso dell’insulto razzista di Acerbi a Juan Jesus. Ecco i voti ai protagonisti del weekend nel Pagellone di Paolo Marcacci:

    10 Matias Soulé
    Non l’abbiamo nemmeno capito bene né capito subito, che cosa ha “combinato” con la maglia dell’Argentina Under 23 contro il Messico. Ci era sembrato un colpo di tacco al volo, era invece una sforbiciata con gol d’esterno verso il palo più lontano; una roba che, parafrasando un titolo cinematografico, pareva fosse un calesse, invece era un amore.

    9 Endrick
    Diciassette anni, entra a Wembley con la maglia del Brasile, fa gol ed è subito Guinness dei primati. Già promesso al Real Madrid, tra l’altro. All’età del battesimo calcistico, questi ha in realtà già fatto la cresima.

    8 Mateo Retegui
    Il parco attaccanti degli Azzurri è quello che è: non c’è molto, non di alto livello. In questo panorama, lui che pure non è un valore assoluto, ha il merito di non sprecare nulla di ciò che gli capita in area, come dimostra la doppietta con il Venezuela. Non sarà molto, ma è utile, forse indispensabile al momento, per Luciano Spalletti.

    7 Lorenzo Pellegrini
    Con lui l’Italia migliore. Fluidità di corsa e facilità nella giocata. In fiducia, consapevole dei propri mezzi tecnici.

    6 Le dichiarazioni di José Mourinho a “A Bola”
    Tra una moto e l’altra, lui che sventolava la bandiera a scacchi in Algarve, è riuscito a mettere al bando l’ipocrisia e, parlando di Pinto e dell’esonero dalla Roma, a far volare un po’ di stracci.

    5 La diplomazia di Tiago Pinto
    Se diamo la sufficienza a Mourinho, il suo tono cavalleresco nell’intervista rilasciata a Sky non possiamo che giudicarlo un po’ fine a se stesso, anche se sul momento ci era parso apprezzabile. Sul fatto che Mou non voglia più lavorare con lui, ognuno dei due potrebbe dire “magna tranquillo” all’altro, ovviamente in portoghese. Quindi nel piatto ci sarebbe il baccalà, probabilmente.

    4 Federico Chiesa
    Il voto è al momento della sua carriera, complice anche l’incidenza dell’infortunio, su un attaccante che non incide più, non come ci aveva abituati perlomeno. Non è una bestemmia tecnica dire che il padre, a parità d’età, era più forte. Se non altro, più decisivo.

    3 Le polemiche sulle dichiarazioni di Totti
    È il popolo dei social, bellezza. Dice su Dybala – per il quale aveva detto che avrebbe potuto riprendere la maglia numero dieci, tra gli altri complimenti che gli ha fatto nel tempo – cose che fino a qualche settimana fa moltissimi romanisti hanno pensato. Però ora bisogna attaccarlo, così, per fare un altro po’ di casino.

    2 Il tempo concesso alla Nazionale
    La Serie A termina il 26 maggio, gli Azzurri si ritroveranno soltanto dopo quella data, per preparare l’Europeo.

    1 La gestione comunicativa del caso Acerbi
    Giorni a perdersi tra i sofismi, giornalistici e non, di chi eccepisce invece di condannare, di chi, come cantava De Gregori, preferisce trovare la legge invece di cercare giustizia.

    0 – Ti faccio nero – come alibi di Acerbi
    Questo sarebbe un alibi. Come se Jack lo squartatore dicesse che voleva solo entrare dal macellaio per lo spezzatino.

    Paolo Marcacci

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