Il Pagellone – Dalle mille emozioni dell’Olimpico all’ennesimo episodio di razzismo

Redazione RN
23/01/2024 - 8:54

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Il Pagellone – Dalle mille emozioni dell’Olimpico all’ennesimo episodio di razzismo

PAGELLONE MARCACCI – Un’altra settimana calcistica è trascorsa con tanti avvenimenti degni di nota, sia in positivo che in negativo. In primo piano la scomparsa di Gigi Riva, leggenda di un calcio che ormai non esiste più. Poi le mille emozioni dell’Olimpico nella prima di De Rossi dopo l’esonero di Mourinho, ma anche gli insulti razzisti a Maignan in Udinese-Milan. Questi i voti di Paolo Marcacci nel suo consueto Pagellone:

Fuori graduatoria, perché inarrivabile: Gigi Riva.
Sentirsi decenti, come popolo, senza avere alcun merito individuale, è possibile grazie all’esempio lasciato da uomini come lui.

10 – L’Olimpico di sabato scorso

Lo avevate mai visto uno stadio intero impegnato, nello stesso pomeriggio, a salutare un uomo del quale si era innamorato perdutamente e al tempo stesso ad accogliere il ritorno di un figlio prediletto? Noi no.

9 – Mike Maignan

A parte esternargli tutta la nostra solidarietà, celebriamo il coraggio dell’indignazione contro un certo numero, non esiguo purtroppo, di energumeni che durante le gare interne dell’Udinese fanno spesso capolino. Il portiere del Milan ha anche abbozzato, inizialmente, poi non ce l’ha fatta più, incarnando la coscienza civile di tutti quelli che ancora una volta si sentono schifati.

8 – Massimiliano Allegri

Per quanto con l’asterisco, adesso si è issato in vetta. Quando cominceremo a “pesare” i suoi meriti con il giusto criterio?

7 – Stephan El Shaarawy

In una trequarti ridefinita e “riposizionata” da Daniele De Rossi, la sua partita è stata quella di chi ha beneficiato delle imbeccate giuste per diventare scaturigine di occasioni e acceleratore della manovra sul centro sinistra.

6 – Daniele De Rossi

Inno alla normalità, il suo debutto alla guida tecnica della Roma, in una cornice di variegate emozioni che traboccavano. Bravo a livello comunicativo, anche, prima e subito dopo Roma – Verona.

5 – Maurizio Sarri

L’Inter è più forte di qualunque altra squadra italiana e attraversa un momento fulgido, non ci piove; le sue parole alla vigilia della semifinale di Supercoppa ci hanno però dato l’impressione che non ci abbia creduto mai, nemmeno un po’; la seconda impressione l’abbiamo avuta dai suoi giocatori: la Lazio è parsa svuotata dalle parole del suo allenatore.

4 – Antonio Rapuano

L’arbitro con le sopracciglia ad ala di gabbiano condiziona la finale della Supercoppa Italiana sommando i cartellini per Simeone alle – stavolta sacrosante – incazzature di Mazzarri.

3 – Gabriele Cioffi

Il giovane – e bravo – tecnico dell’Udinese fa una gran brutta figura, quando pretende di sorvolare sullo scempio verificatosi con Maignan per colpa di alcuni (non pochi) suoi tifosi.

2 – L’impunità negli stadi italiani

Perché abbiamo la sensazione che se ciò che è accaduto a Udine fosse successo a Manchester o a Newcastle oggi avremmo già il provvedimento per i colpevoli?

1 – Il discorso di De Laurentiis sull’Arabia dopo la Finale di Supercoppa

Invece di parlare della partita, con oggettivi motivi di rivendicazione polemica, attacca con una tirata teatrale sulle potenzialità degli arabi che traduce la voglia di farsi colonizzare prima di subito. Quando lo abbiamo visto vestito da sceicco, era solo l’ antipasto.

0 – Il minuto di silenzio per Gigi Riva a Riyadh

Neanche l’accortezza di capire che in uno stadio arabo il minuto di silenzio sarebbe stati accolto in modo polemico, viste le abitudini. Perdonali, Gigi: ancora una volta, non sanno quello che fanno.

Paolo Marcacci

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  1. Per quanto riguarda il minuto di silenzio per Riva, non bisogna sempre perdonare! a volte bisogna bacchettare e pesantemente, altrimenti la lezione non arriverà mai. Pari rispetto e nei due sensi, mai a senso unico! Gigi NON perdornarli perchè purtroppo sanno quello che fanno!

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