Il Pagellone – Dal super impatto di De Rossi alla figuraccia della ‘spia’ di Juric

Redazione RN
27/02/2024 - 14:03

| Romanews.eu
Il Pagellone – Dal super impatto di De Rossi alla figuraccia della ‘spia’ di Juric

PAGELLONE MARCACCI – Un altro weekend calcistico si è concluso. Per un Inter che ha ormai messo una mano sullo scudetto, c’è una lotta Champions sempre più avvincente, animata da una Roma in grande crescita da quando in panchina c’è Daniele De Rossi. In zona retrocessione, intanto, il Sassuolo dà il benservito al tecnico Dionisi. Questi i voti di Paolo Marcacci nel consueto Pagellone settimanale:

10 La comunicazione di Daniele De Rossi
Non sbaglia un colpo, sia nei confronti del gruppo, sia nei confronti della stampa, persino quando punzecchia quest’ultima. Miglior addetto stampa in assoluto per se stesso e di conseguenza per il club. I giocatori D – evono D – avvero R – ingraziarlo.

9 Simone Inzaghi
Cambia un po’ di musicisti, l’orchestra suona allo stesso modo. L’Inter sarebbe comunque forte, visti i nomi, ma se a tratti appare invulnerabile parecchi meriti sono del suo lavoro e della fiducia che in esso ripongono Lautaro e compagni.

8 Virgil van Dijk
Minuto 118, il gigante buono e bellissimo del Liverpool decolla nell’area del Chelsea e consegna al Liverpool la decima Coppa di Lega inglese (a noi Carabao Cup non piace, sembra un nome da pappagallino in un cartone animato). PS: il vero Special One attualmente è Klopp.

7 Jack Bonaventura
In una serata che per la Viola sembra stregata, l’azzurro si avventa su una respinta di Provedel e sgretola la fragile impalcatura di una Lazio leggera mentalmente e agonisticamente distratta.

6 Daniele Rugani
Bentornato, figliolo. Ventinove anni, un grande avvenire buona parte del quale è dietro le spalle, la soddisfazione episodica di un gol pesante in extremis, su assist di Vlahovic e in un pomeriggio ciociaro ad alto tasso di complicazione, per una Signora con un po’ di smagliature in difesa.

5 Lazio
Sta ancora festeggiando la vittoria contro il Bayern.

4 Napoli
Osimhen e compagni, sotto una guida tecnica che sta avendo lo stesso tasso di variabilità degli amori di Belén, a questa stagione devono chiedere soltanto una cosa: che finisca il prima possibile, perlomeno in campionato, come quelle relazioni che sarebbero dovute terminare un anno prima, cioè quando c’era Spalletti.

3 Daniele Orsato
Il “rigore bonsai” su Holm nega al Milan una delle più meritate vittorie casalinghe stagionali. Viene il sospetto che nei tre secondi passati davanti allo schermo del VAR si sia specchiato il ciuffo.

2 Sassuolo
Più d’una volta, in più d’una stagione, era sembrato un’orchestra. Anche con Dionisi. Da un paio di mesi, aveva iniziato a suonare sul Titanic.

1 Nicolò Zaniolo
Lontano dall’ambiente “tossico” della Roma giallorossa avrebbe dovuto fare sfracelli, a giudizio di tanti illustri commentatori. Nel 2024 con l’Aston Villa ha finora accumulato un minutaggio da eiaculatio praecox. Ops.

0 Manuel Orecchio
Questo voto necessita di una chiosa in romanesco, perché il collaboratore di Juric si fa beccare mentre spia le prove tattiche di De Rossi come nemmeno l’imbranatissimo Ispettore Clouseau di Peter Sellers. E che cacchio Manuel, manco le basi!

Paolo Marcacci

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