22 Novembre 2022

Identikit di Solbakken: come le sue qualità si possono inserire nella formazione giallorossa

L'attaccante norvegese è sbarcato ieri a Roma per sostenere le visite mediche. Il suo inserimento nella rosa giallorossa permetterà a José Mourinho di avere un'arma in più

Foto Tedeschi

Il suo passaggio sembrava già vicino la scorsa estate, ma ora è finalmente arrivato. Dopo un lungo tira e molla con il Bodo/Glimt, Ola Solbakken è un nuovo calciatore della Roma. Il classe ’98 firmerà un contratto fino al 2027, anche se Josè Mourinho dovrà aspettare ancora un po’ prima di vederlo all’opera. La società norvegese non vuole fare sconti per mandarlo via prima, facendo sì che venga dunque rispettata la durata del contratto (in scadenza entro la fine del 2022). Di conseguenza, il nuovo attaccante giallorosso sarà libero di iniziare ufficialmente la sua avventura a Trigoria dopo il 31 dicembre

Intanto, il giocatore si è goduto un primo assaggio della città. Ieri sono state effettuate le visite mediche di rito, senza rilasciare alcuna dichiarazione ufficiale. Allo stesso tempo, cresce anche la curiosità nel capire come lo Special One abbia intenzione di impiegare in futuro l’ultimo arrivato della rosa.

I numeri e le caratteristiche del giocatore

Alt. Fermiamoci un attimo e facciamo un passo indietro. La scorsa stagione Solbakken ha affrontato la Roma tre volte, di cui due all’Olimpico. In tutte quelle occasioni, il norvegese è sempre partito dalla posizione di ala nel tridente ideato dal tecnico Knutsen. Più che la primissima trasferta in casa del Bodo, dove comunque Ola era riuscito a trovare la via del gol nel 6-1 finale, alcune delle qualità del neo attaccante capitolino si son potute notare nel pareggio maturato all’Olimpico (2-2). Verso la fine del primo tempo (minuto 45), il 24enne riceve e calcia di prima dal limite dell’area di rigore avversaria con il mancino, piazzando la palla sotto l’incrocio.

Velocità di pensiero abbinata ad una buona tecnica. Questo è il riassunto del gol di Solbakken. Ed è anche ciò che lo contraddistingue. Il classe ’98 è un calciatore che può giocare da entrambi i lati, con una prevalenza verso la fascia destra. Si tratta quindi di un’ala mancina che ama giocare a piede invertito. In questa stagione con il Bodo/Glimt, il norvegese ha collezionato 23 presenze tra campionato e coppe per un totale di 1541 minuti giocati con 4 gol (uno ogni 368 minuti) e 8 assist. In particolare, per quanto riguarda l’ambito europeo, la scorsa annata in Conference aveva registrato 6 reti in 11 gare. In Europa League, invece, soltanto un assist messo a referto in 5 partite.

Solbakken, l’inserimento nello scacchiere dello Special One

La domanda quindi sorge spontanea: dove e come inserirlo nella formazione di Josè Mourinho? Nelle sue esperienze passate prima di compiere il grande salto al Bodo/Glimt, l’attaccante è sempre stato abituato a giocare in un 4-3-3. Sia nell’U19 del Rosenborg che poi nel Ranheim la posizione fissa era l’ala d’attacco a destra. Per quanto riguarda la sua seconda esperienza, il classe ’98 ha portato a casa un totale di 6 gol e 9 assist in 43 presenze (di cui 23 da titolare). Nell’ipotetico sistema dello Special One con la difesa a tre, in cui non è previsto l’impiego in quel ruolo, il calciatore dovrebbe andare ad occupare una posizione che finora non ha mai adottato, cioè quella sulla trequarti alle spalle della punta. I discorsi sono ancora un po’ prematuri, ma il norvegese potrebbe ricoprire il ruolo di rifinitore.

Proprio a tal proposito, la stagione corrente in Eliteserien si è conclusa con 6 assist in 15 gare. Oltre a possedere il vizietto per il dribbling, basti pensare allo scorso campionato in cui con il Bodo ha completato circa il 50% di quelli tentati, Solbakken è un calciatore che presenta una buona struttura fisica (è alto quasi 1,90 m). L’arrivo del 24enne norvegese, prelevato a parametro zero, contribuirà ad aumentare il tasso tecnico e qualitativo in un reparto offensivo che può già vantare diversi elementi come Dybala e Zaniolo. Insieme a loro due, Solbakken si dimostra un diamante ancora da sgrezzare ma con ampi margini di miglioramento.

Marco Guerriero

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6 commenti

  1. Giorgio ha detto:

    È un giocatore alla Elsha più potente può esserci molto utile

  2. Simonsaved ha detto:

    Può diventare il nuovo Volpato

  3. Danifisarmonica ha detto:

    Potrebbe forse giocare anche esterno, tipo El Sharrawii?

  4. elconde ha detto:

    Mourinho gioca senza esterni in attacco. Cosa compriamo noi? Un esterno ovviamente!

  5. Mirco ha detto:

    Bisognerà cambiare modulo, e allora tanti giocatori torneranno ad avere senso e valore sul mercato

  6. Xavi ha detto:

    Scarpone